
(Credits: Epa/Mohamed Messara)
Gheddafi riappare in tv per salutare i suoi sostenitori, mentre il figlio Saif-al-Islam dichiara che in Libia è possibile una transizione al potere con l’uscita di scena del padre. Intanto proseguono gli scontri corpo a corpo tra truppe lealiste e ribelli. Testimoni denunciano una “strage” a Misurata.
Il Colonnello ha voluto salutare velocemente i suoi fedelissimi ed esortarli a continuare a combattere, mentre è sempre asserragliato nel suo bunker a Tripoli. Ma il suo portavoce, Moussa Ibrahim, dichiara alla stampa che “Il capo non ha alcun incarico ufficiale da cui dimettersi. Ha un valore simbolico per il popolo libico. Come viene governata la Libia è un’altra questione”, e apre a una soluzione politica: “Quale sistema politico applicare nel Paese?”, dice Moussa Ibrahim, “Questo è negoziabile. Possiamo parlarne. Possiamo avere tutto, elezioni, referendum, qualsiasi cosa. Ma il capo è la valvola di sicurezza per il Paese e per l’unità della popolazione e delle tribù. Pensiamo sia molto importante per guidare qualsiasi transizione verso un modello democratico e trasparente”. Insomma, Tripoli è pronta a negoziare con le potenze occidentali ma per ora Gheddafi non sembrerebbe intenzionato a fare un passo indietro.

(Credits: Epa/Maurizio Gambarini)
Nel frattempo, però, la macchina della diplomazia lavora a pieno regime. Gheddafi ha messo in piedi contatti con tutti i Paesi “amici” del Mediterraneo. Ieri la notizia di un emissario di Tripoli ad Atene e oggi da Ankara la Turchia annuncia di essere al lavoro per mediare con il raìs un cessate-il-fuoco che ponga fine ai raid aerei della coalizione e agli scontri sul terreno tra truppe governative e rivoltosi.
E due dei figli del Colonnello, Saif-al-Islam e Saad-al- Qaddafi, in un’intervista con il New York Times avanzano un piano per una soluzione della crisi, che prevede un passo indietro da parte del Colonnello. Il nuovo governo potrebbe essere guidato da Saif al Islam e avrebbe come obiettivo la transizione della Libia verso una democrazia costituzionale. I due fratelli hanno dichiarato di voler andare “verso un cambiamento per il Paese“. Il Regno Unito sarebbe già al corrente della proposta dei due figli del Colonnello e al momento la starebbe valutando.

(Credits: Epa/Manu Brabo)
Intanto, vengono “scongelati” i fondi finanziari di Moussa Koussa, ex braccio destro di Gheddafi fuggito a Londra. In questo modo - sperano gli alleati - altri uomini dell‘inner circle del Colonnello potrebbero essere invogliati ad abbandonarlo. Ma per ora proseguono le battaglie, anche in modo durissimo. Si moltiplicano gli scontri a sangue attorno alla città di Misurata, da dove testimoni parlano di una “strage di civili” operata dalle truppe del raìs. In Italia il ministro degli Esteri Franco Frattini riconosce i ribelli e non esclude la possibilità di fornirgli armi: “Potremmo armarli“, ha dichiarato il Capo della Farnesina, scatenando i commenti al vetriolo del clan di Gheddafi.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e sud del Caucaso.
- Martedì 5 Aprile 2011


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Il 5 Aprile 2011 alle 11:23 Tripoli apre alla soluzione politica, ma è strage a Misurata | Notizie Più ha scritto:
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