Ormai sono quasi tutti convinti che in Perù si andrà al ballottagio il prossimo 5 giugno. Il primo round delle elezioni presidenziali in programma il 10 aprile, infatti, stando ai sondaggi, vedrebbe più o meno sulla stessa linea di partenza cinque candidati. Si tratta di Ollanta Humala, Keiko Fujimori, Alejandro Toledo, Pedro Pablo Kuczynnski e Luis Castañeda.
In particolare, il leader della sinistra nazionalista Humala, sconfitto al ballottaggio dall’attuale presidente Alan Garcia cinque anni fa, è al primo posto nelle ultime rilevazioni sulle intenzioni di voto, con il 21,2% delle preferenze.
Appoggiato da un gruppo di analisti politici inviati nei giorni scorsi da Brasilia , l’ex militare che alle scorse elezioni di 5 anni fa aveva spaventato la comunità internazionale per la sua aggressività filochavista, questa volta sta conducendo una campagna elettorale che assomiglia molto a quella di Lula del 2002. Infatti, su suggerimento dei consiglieri del Partito dei Lavoratori (PT) dell’ex presidente Lula, Luís Favre, ex-marito dell’ex sindaco di San Paolo Marta Suplicy, e Valdemir Garreta, ex segretario del PT paulista, l’immagine di Humala è stata addolcita. Proprio come era successo per l’ex presidente verde-oro.
Non solo ma è stata anche proposta una replica di quella “lettera al popolo brasiliano” che tanti voti portò a Lula. Darà sicuramente filo da torcere ad Humala colei che i sondaggi collocano al secondo posto, con 20,7% delle preferenze. Ovvero Keiko, la figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori che sta scontando 25 anni per violazione dei diritti umani.
Ma a sfidare Humala al ballottaggio potrebbe essere anche Alejandro Toledo, il primo indio di lingua quechua a governare il Paese nel 2002, accreditato del 20,1% delle intenzioni di voto. Infine altri due candidati che potrebbero arrivare al ballottaggio visti gli scarsi margini di differenza, sono l’ex ministro dell’Economia di Toledo Kuczynnski (al 14,6%) che ha rinunciato solo pochi giorni fa alla cittadinanza statunitense, e il sindaco uscente della capitale Lima Luis Castañeda (al 13,9%), democristiano.
Temi chiave delle elezioni peruviane sono la lotta alla povertà, in un Paese dove i poveri sono 10 milioni cioè quasi un terzo della popolazione. E ancora, l’economia, visto che il Perù aspira a diventare la piattaforma degli investimenti asiatici in Sudamerica. Infine il tema della sicurezza in uno Stato in cui la presenza del narcotraffico è sempre più capillare.
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Paolo Manzo, giornalista, vive a San Paolo, in Brasile, con la moglie, scrittrice e producer televisiva. Parla 6 lingue, laurea alla Bocconi, master all’ICE e scrive, tra gli altri, per CartaCapital, Le Monde Magazine, The News, La Stampa e Il Secolo XIX. Per Baldini e Castoldi ha scritto Lula il presidente dei poveri
- Mercoledì 6 Aprile 2011


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Commenti
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Il 12 Aprile 2011 alle 13:28 senzaverso ha scritto:
Mi sembra che il vincitore Humala sia l’unico ad avere un programma riformatore e magari se seguirà i consigli degli analisti brasiliani potrà farcela. La Fujimori è ancora molto forte anche perché può raccogliere consensi tra elettori degli altri candidati a questa prima tornata
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