
(Credits: Ap Foto/Yomiuri Shimbun, Koichi Nakamura)
Il Giappone rivive l’incubo di una contaminazione nucleare. Dopo la nuova scossa di terremoto di magnitudo 7.4 che ieri ha scosso il Paese, Tokyo ha diffuso la notizia che nella centrale nucleare di Onagawa c’è stata una fuoriuscita di acqua radioattiva dalle vasche.
L’ansia è immediatamente salita alle stelle. Mentre gli esperti dell’atomo giapponesi sedevano assieme ai i loro omologhi da tutto il mondo a Vienna, per una tavola-rotonda organizzata dall’Aiea (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), nella parte nord-orientale del Giappone la terra è tornata a tremare, e sempre nella prefettura di Miyagi, già messa in ginocchio dal sisma e dallo tsunami dell’11 marzo scorso.
Ansia, paura, angoscia. Ancora una volta il terremoto getta un’ombra funesta sulla sicurezza nucleare dell’impero del Sol Levante. Mentre la centrale di Onagawa dava problemi, il pensiero è immediatamente volato a Fukushima Daichii, dove tuttora l’entità della fuoriuscita di radiazioni non è ancora stata né chiarita né, tantomeno, messa completamente in sicurezza. La stessa comunità di Onagawa era stata pesantemente colpita dagli effetti del terremoto e dello tsunami e ieri nella sua centrale si è verificata una perdita d’acqua radioattiva da alcune vasche di combustibile esausto. Ma, secondo la società Tohoku Electric che si occupa della manutenzione della struttura, il danno è stato riparato e non si registra una fuoriuscita di radiazioni.

(Credits: Epa/Dennis M. Sabangan)
In sostanza, proprio come a Fukushima, a Onagawa due generatori su tre hanno smesso di funzionare dopo la potente scossa di terremoto. Ma, a differenza del drammatico precedente, l’intervento delle squadre di soccorso ha riattivato l’impianto di raffreddamento in poco tempo, garantendo la messa in sicurezza della centrale. L’agenzia giapponese per la sicurezza nucleare e industriale ha dichiarato che il sistema dei reattori a Onagawa sembra funzionare correttamente, perché i generatori diesel di emergenza (che a Fukushima erano saltati a causa dell’allagamento dovuto allo tsunami) stanno lavorando a pieno ritmo.
I cittadini della prefettura di Miyagi per ora tirano un sospiro di sollievo, ma non smettono di tremare. Sono previste nuove scosse, che potrebbero anche portare a un altro tsunami. In quel caso l’effetto sarebbe ancora più drammatico, vista la devastazione che ha già colpito le zone del Nord-Est.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e sud del Caucaso
- Venerdì 8 Aprile 2011


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