
(Credits: Epa/Piyal Adhikary)
Lo immaginavamo, e ora che lo scrive il New York Times ne abbiamo la certezza: gli Stati Uniti hanno finanziato le rivolte arabe, anche se i fondi stanziati a questo scopo sono stati inferiori rispetto ai programmi militari e alle campagne anti-terrorismo pagate dal Pentagono.
In questi anni gli Stati Uniti hanno investito in campagne per la democrazia, formando giovani leader in grado di operare con i nuovi media, le moderne tecnologie e i social network. Hanno imparato a organizzarsi e a fare rete. E hanno capito che le cose possono cambiare, anche senza ricorrere alle armi e alla violenza. Con mezzi pacifici.
Nel mondo arabo, un certo numero di gruppi e individui coinvolti direttamente nelle rivolte e nelle riforme hanno ricevuto formazione negli Stati Uniti o attraverso istituzioni americane in Medio Oriente. Facciamo qualche esempio: secondo il New York Times (che cita WikiLeaks), si tratta del Movimento giovanile 6 Aprile (in Egitto) e del Centro per i diritti umani del Bahrein.
A formarne e finanziarne i leader sarebbero stati l’International Republican Institute, il National Democratic Institute e l’organizzazione no-profit per i diritti umani Freedom House che riceve parecchio denaro dal Dipartimento di Stato americano.
La collaborazione tra queste istituzioni a stelle e strisce e gli attivisti arabi era nota ai leader del nordafrica e del Medio Oriente, che più di una volta si sono lamentati con Washington e hanno cercato di ostacolare il lavoro delle organizzazioni non governative provenienti dall’Occidente.
A Washington i politici erano direttamente coinvolti, perché i partiti hanno finanziato le loro organizzazioni (che infatti si chiamano Republican oppure Democratic), create dal Congresso e finanziate (con circa 100 milioni di dollari) attraverso il National Endowment for Democracy creato nel 1983 per raccogliere i fondi necessari a promuovere la democrazia nei Paesi in via di sviluppo.
Ora, mentre gli arabi lottano per ottenere le riforme (declinate in modi diversi), diversi attivisti colgono l’occasione per lamentarsi degli Stati Uniti, colpevoli di aver tenuto i piedi in due scarpe: gli Usa hanno sì fatto formazione per contribuire a un cambiamento democratico del Medio Oriente, ma al tempo stesso hanno aiutato gli apparati di sicurezza dei dittatori arabi, colpevoli di aver arrestato e torturato tanti attivisti.
—
Farian Sabahi, docente presso l’Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere
- Venerdì 15 Aprile 2011

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Commenti
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Il 15 Aprile 2011 alle 20:14 anna.one ha scritto:
“Lo immaginavamo”?
Bastava informarsi, l’amministrazione Bush avvio’ diversi progetti di DG su larga scala, compreso il Medio Oriente Partnership Initiative (MEPI) nel 2002 e del broader Medio Oriente e del Nord Africa Initiative (BMENA) in collaborazione con il Gruppo degli Otto nel 2004. Diversi progetti finanziati dagli USA incentrarono sul coinvolgimento della società civile, la formazione di partiti politici, e altre “bottom-up” strategie, nonostante le resistenze da parte dei regimi. Hey, lo si trova anche su Wikipedia!!!
L’enfasi sulla impegno con la società civile è basata in parte sulla convinzione che è emersa dopo 9 / 11 che la mancanza di buon governo permette società “incivile” di prosperare e di frustrazioni che altrimenti sarebbero affrontate in modo non violento in un sistema democratico, si mostrano nella forma di terrorismo..
In conclusione la “Bush Doctrine”..e pensare che dettero il Nobel a BHO!
Il 15 Aprile 2011 alle 20:33 Rivolte arabe: lo zampino di Washington | Notizie Più ha scritto:
[...] this article: Rivolte arabe: lo zampino di Washington Segnala presso: Articoli CorrelatiLibia: oggi la giornata della collera – L’ANALISIOltre [...]
Il 16 Aprile 2011 alle 1:05 autores ha scritto:
Questo zampino di Washington e’ tutto falso. Obama ha sempre detto che vuole lasciare tutto come sta’ e mai andare in cerca di tante altre cose perche’ vuole evitare anche la minima controversia anche involontaria,e ha proprio ragione. il Finanziamento che da alle forze Arabe in realta’ non e’ per la decisione di Washington ma e’ d’obbligo alla difesa in un modo o nel altro e anche se la da vinta all’Islam,si perche’ viene tutto giostrato dallo stesso Islam che crede molto profondamente al Islam,e devo aggiungere che purtroppo in Occidente ancora prima di sapere il nome di Islam molti nel carattere hanno creduto inconsciamente al Islam anche nel modo di dire e nella mancata serieta’ professionale che e’ alla Sicurezza.Tutto conduce al Islam su propria richiesta perche’ anche se non lo si vuole fare era nel modo di dire di farlo ed e’ tramite la mancata professionalita’ che arriva la pratica e va avanti perche’ la mancata professionalita’ e’ continua ancora oggi sempre ed e’ in favore dell’Islam.L’Alto Tradimento ha messo a Capo assoluto degli altri che ha capito.
Il 18 Aprile 2011 alle 6:38 anna.one ha scritto:
Conosciamo lo zampino… benigno… di Washington, ma si conosce quello dell’Iran? :)
I destini della Syria e Iran sono legati, percio’ Tehran ha mandato i suoi top esperts a Damascus e i mullah hanno consegnato circa 400 telecamere al fine di individuare gli attivisti e più di 42 censors per shut down radio straniere e trasmissioni TV.
Inoltre ci sono le immancabili Revolutionary Guards e Hizbollah, insieme agli arabi che gli iranians hanno addestrato, quasi 2000, per mostrare alle forze di sicurezza syrians “come si fa”.
In Iran nel frattempo ci sono scioperi a tutto andare, dal petrochemical Bandar Imam alla raffineria Abadan, violente dimostrazioni anti regime nelle regioni del petrolio a ovest, vicino l’Iraq (Basra), e continui sabotages delle gas pipeline della nazione in Qom in febbraio e l’8 aprile.
Due esplosioni in Sanandaz ieri, sabato, dodici Guards sono state uccise in Kurdistan, iranians-arabs nella regione di Ahwaz sono insorti venerdi’ “Day of Rage” e ancora sabato e, 9 sono stati uccisi etc. etc, insomma, i due regimi nel M.O. che sono nel business di uccidere americani e amici degli USA..sono nei guai, ma continuano a formentare violenza e meddling in Bahrain, Kuwait, Yemen, North Africa, Latin America, Afghanistan e Iraq. (E Obama doesn’t have a clue… ;) )
Army disertori a Dara…
http://www.youtube.com/watch?v.....detailpage
..brutto segno per al Assad & Co.
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