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La Nato in guerra ha finito le bombe - L’ANALISI

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  • Tags: bombe, Gheddafi, guerre di pace, Libia, munizioni, Nato, rivolte islam
  • 2 commenti
(Credits: Epa/Manu Brabo)

(Credits: Epa/Manu Brabo)

Gianandrea GaianiIn un mese di guerra alla Libia noi europei abbiamo collezionato una serie indimenticabile di figuracce, da una linea politica traballante all’incapacità militare di vedersela con un dittatore difeso da un esercito da operetta, dalle incertezze su come e se aiutare militarmente i ribelli al voltafaccia di fronte all’emergenza profughi.

Ridicolizzati in un conflitto nel quale Francia e Gran Bretagna hanno fatto di tutto per infilarci,  abbiamo subito un’altra batosta dagli Stati Uniti il cui ritiro a fine marzo dalle operazioni militari ha dimostrato l’inadeguatezza militare dell’Europa, incapace di schierare un numero sufficiente di aerei per fermare le truppe del raìs all’offensiva su Agedabia e Misurata.

Insomma, non si sentiva certo il bisogno dell’ennesimo colpo alla credibilità della Vecchia Europa, sferrato questa volta dal Washington Post che da fonti della Nato e del Pentagono ha scoperto che le riserve di armi di precisione delle aeronautiche europee sono quasi esaurite. Proprio così, dopo appena quattro settimane di conflitto, peraltro a limitata intensità,  le aeronautiche dei sei Paesi che conducono raid al suolo e soprattutto quelle di Francia e Gran Bretagna (sulle quali ricade gran parte dell’onere delle incursioni) hanno quasi svuotato i magazzini di bombe a guida laser e missili.

Armi indispensabili perché colpire i mezzi di Gheddafi al suolo con bombe a caduta libera o razzi non guidati significa non solo rischiare di uccidere civili ma anche costringere i jet a volare a bassa quota esponendosi al fuoco dei lanciamissili antiaerei portatili a breve raggio delle truppe governative.

Falliti gli sforzi del segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, di convincere l’Italia e altri Paesi ad affiancare britannici, francesi, belgi, danesi, canadesi e norvegesi negli attacchi al suolo, ora gli alleati devono fare i conti anche con la penuria di armi.

Poche le soluzioni praticabili: produrre altri missili e bombe richiederebbe tempo e molto denaro mentre gli statunitensi potrebbero fornire un po’ delle loro armi che però non sono tutte compatibili con i velivoli impiegati dai franco-britannici. L’ipotesi più probabile è che si debba chiedere a Washington di tonare a impiegare i propri velivoli evitando così la sconfitta della Nato ma non quella dell’Europa.

“Se gli europei restano senza munizioni così presto in un’operazione tanto piccola, bisogna domandarsi quale genere di guerra si fossero preparati a combattere” ha commentato  sarcastico John Pike, direttore del sito web di difesa Global Security. “Probabilmente valutavano di dover usare le loro forze aeree solo per le esibizioni“. Difficile dargli torto. Intanto Gheddafi approfitta del maltempo che ostacola i raid aerei e della carenza di munizioni degli alleati per riprendere l’offensiva su Agedabia.

—

Gianandrea Gaiani ha seguito le missioni militari italiane degli ultimi 20 anni. Dirige Analisi Difesa, collabora con i quotidiani Il Sole 24 Ore, Il Foglio e Libero ed è opinionista di Radio Capital e numerosi programmi RAI. Ha scritto “Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane”
  • gianandrea gaiani
  • Lunedì 18 Aprile 2011

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Commenti

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Il 18 Aprile 2011 alle 23:48 fsl ha scritto:

Dr. Gaiani , perdoni la schiettezza, ma mi meraviglia che lei creda a questa “balla“, anche se proviene da fonti autorevoli. Ma anche queste possono avere i loro “fumble”.

Anzi se vogliamo, proprio per la sua fonte, potrebbe essere un gossip inventato per evidenziare la pochezza dello strumento militare le divisioni dei paesi europei, che non riescono ad accordarsi sul modo di usare la forza in Libia.
Tralasciando l’impiego dei missili da crociera, il numero delle missioni sinora eseguite sulla Libia non è elevatissimo, e come è stato più volte affermato, solo in alcune c’è stato il bombardamento vero e proprio.
A parte le installazioni fisse e gli aeroporti, per lo più gli aerei sono stati impiegati contro i veicoli corazzati dell’esercito fedele a Gheddafi, in missioni che si sono definite di supporto aereo.
La RAF ha impiegato i missili Brimstone (operativi dal 2005) e le bombe guidate Paveway di varie versioni;
la Armee de l’Air sta usando le bombe guidate AASM (Armement Air-Sol Modulare), in servizio dal 2007 e delle quali sono in sviluppo e produzione nuove versioni, oltre alle solite bombe a guida laser.
A dimostrazione dell’assurdità delle notizia mi limito a riportare che dal 2006 i soli missili Brimstone della RAF dovrebbero essere in produzione al ritmo di circa 95 al mese, il che porta ad oggi ad un totale di almeno 4500 pezzi.
Quanto alle AASM francesi almeno 774 sono state prodotte con il primo lotto di produzione del 2007 e dovrebbe essere terminato anche il secondo che ne prevede 334.
A questi numeri si devono aggiungere le scorte degli altri ordigni quali le JDAM e tutto l’arsenale di bombe laserguidate.
Potrei capire se l’esaurimento delle bombe guidate riguardasse la nostra AMI, che notoriamente non ha grosse scorte di armamento per i suoi aerei, eppure, anche noi disponiamo di circa 900 kit per le JDAMs e diversi altri modelli tra le Paveway e le Opher. Ma il problema non ci tange perché tanto noi “non bombardiamo” ma “affittiamo” le camere, onorando la nostra tradizionale ospitalità per i turisti stranieri (Souvenir d’Italy) !
Volete ancora sostenere che le due aeronautiche di Francia e Regno Unito abbiano già esaurito le loro scorte? Lei sa meglio del sottoscritto che non può essere così!

Il 19 Aprile 2011 alle 19:15 anna.one ha scritto:

Finite le scorte? Nessun problema, ci saranno brits boots on the ground…che secondo W. Hague..non sono proprio boots on the ground, un po’ come la guerra che non é guerra ma a “kinetic azione militare”.

E voi vi lamentate dei vostri politici!!!!

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