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Libia, gli Stati Uniti pronti a inviare droni. E Gheddafi minaccia gli alleati

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  • Tags: Barack Obama, Bengasi, diserzioni, droni, Hillary Clinton, Libia, Misurata, Muammar Gheddafi, rivolte islam, robert-gates, Slobodan-Milosevic, Tripoli, Tunisia, world news
  • Un commento

(Credits: Ansa/Claudio Accogli)

(Credits: Ansa/Claudio Accogli)

Anna Mazzone

Gli Stati Uniti invieranno droni sulla Libia, la stessa strategia utilizzata tra Pakistan e Afghanistan. Intanto, da Tripoli, arriva l’anatema del raìs contro i Paesi “traditori“, Italia, Francia e Gran Bretagna, mentre aumentano le defezioni tra gli uomini del Colonnello.

Durante la conferenza stampa da Washington, il Segretario alla Difesa Usa, Robert Gates, è stato molto chiaro nello sgombrare il campo a dubbi sull’invio dei droni “predatori” in Libia, dichiarando che una simile decisione non è il preludio a un intervento americano di terra a Tripoli. Ma, nonostante ciò, in molti vedono nella decisione presa da Barack Obama l’allargamento del ruolo degli Usa nella guerra di Libia. La decisione sull’invio dei droni è arrivata dopo che il Segretario di Stato Hillary Clinton aveva paragonato il conflitto libico alla guerra dei Balcani, mettendo a fianco Slobodan Milosevic e Muammar Gheddafi.

(Credits: Epa/Paul Buck)

(Credits: Epa/Paul Buck)

Ribelli che intanto stanno guadagnando terreno anche sulle montagne occidentali, dove hanno preso il controllo della città di frontiera di Wazen, dopo una battaglia in cui le forze lealiste di Gheddafi sono state respinte oltre i confini. Secondo le testimonianze, 13 soldati delle truppe lealiste sarebbero stati catturati e avrebbero espresso il desiderio di “dissociarsi” dal Colonnello Gheddafi. Intanto, da Bengasi arriva l’annuncio che più di 100 militari dell’esercito governativo avrebbero chiesto asilo politico nella città governata dai ribelli. Altri stanno varcando la frontiera tunisina, dopo aver deciso di disertare l’esercito governativo.

E da Tripoli arriva anche una minaccia contro l’Italia, la Francia e la Gran Bretagna. La televisione di Stato libica ha trasmesso un messaggio del raìs, nel quale si punta il dito contro “i traditori”, e si promette “l’inferno” se gli alleati invieranno truppe per addestrare i ribelli, il più delle volte incapaci di utilizzare gli armamenti che hanno a disposizione.

Secondo l’ammiraglio Usa, Mike Mullen, i raid della Nato avrebbero già indebolito il 30-40% della forza di fuoco di Gheddafi, anche se la situazione  “al momento si avvia verso lo stallo”. A Misurata, intanto, proseguono scontri feroci. Decine i civili nel mirino dei cecchini di Gheddafi.

—

Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso.

  • anna.mazzone
  • Venerdì 22 Aprile 2011

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Il 24 Aprile 2011 alle 17:51 yahuwah ha scritto:

La Libia di Gheddafi aveva offerto a tutta l’Africa trilioni di dollari per lo sviluppo, ora sappiamo che USA, Gran Bretagna, Francia e Italia la vogliono sabotare.
I 30 miliardi di dollari congelati dal signor Obama appartengono alla Banca centrale libica ed erano stati stanziati come il contributo libico a tre progetti chiavi nella Federazione Africana – la Banca africana di investimento di Syrte Libia, l’istituzione nel 2011 del fondo monetario africano con sede a Yaounde con un fondo di capitale di 42 miliardi di dollari nella Banca centrale della Nigeria che quando si inizia a stampare moneta africana squillerà la campana a morte per il franco CFA attraverso cui Parigi è stata in grado di trattenere alcuni paesi africani nella miseria piu assoluta negli ultimi cinquant’anni. È facile capire l’ira francese contro Gheddafi.
Si prevede che il fondo monetario africano vada totalmente a soppiantare le attività africane del fondo monetario internazionale che, con solo 25 miliardi di dollari, è stato in grado di portare un intero continente in ginocchio e renderlo inghiottito nella discutibile privatizzazione come costringendo i paesi africani per passare dal pubblico ai monopoli privati dei soliti criminali di guerra. Non sorprende quindi che il 16-17 Dicembre 2010, gli africani hanno respinto all’unanimità i tentativi dei paesi occidentali di entrare nel fondo monetario africano, dicendo che era aperto solo alle nazioni africane.
È sempre più evidente che dopo la Libia, la coalizione occidentale andrà dopo in Algeria, perché oltre alle sue risorse di energia enorme, il paese ha riserve di liquidità di circa 150 miliardi di euro. Questo è ciò che attrae i paesi che stanno bombardando la Libia e tutti hanno una cosa in comune: sono praticamente in bancarotta.
Gli Stati Uniti da solo, ha un debito di vacillamento di $US14, 000 miliardi, Francia, Gran Bretagna e Italia hanno un disavanzo pubblico di 2000 miliardi di dollari rispetto a meno di 400 miliardi di dollari di debito pubblico per 46 paesi africani combinati insieme!!!.
Incitando le spurie guerre in Africa, nella speranza che questo dovrà rivitalizzare le loro economie che stanno affondando sempre di più, si affretterà a un definitivo declino occidentale che in realtà è avvenuuto all’inizio nel 1884 durante la famigerata conferenza di Berlino .
Come l’economista americano Adam Smith predetto nel 1865, quando ha sostenuto pubblicamente Abraham Lincoln per l’abolizione della schiavitù:

” l’economia di un paese che si basa sulla schiavitù dei neri è destinata a scendere nell’inferno il giorno che quei paesi risveglieranno “.

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