
Camp Delta (Credits: Ansa/Shawn Thew)

Dal quel primo girone del settimo cerchio (infernale) che per i detenuti è (stato) il Camp Delta escono i file di Wikileaks che raccontano la realtà dolente e contraddittoria di Guantanamo, segreta nel dettaglio dei racconti delle biografie finora non rivelate, ma già intuita, se non conosciuta, grazie alle storie rese pubbliche dei prigionieri più famosi o di quelli rilasciati dalle autorità statunitensi.
Le carte rivelate dall’organizzazione di Julian Assange sono un atto di accusa contro l’amministrazione Bush, ma mettono soprattutto in imbarazzo il suo successore: Barack Obama. Il presidente aveva promesso di chiudere Guantanamo e non l’ha fatto; aveva assicurato che avrebbe fatto giudicare da tribunali civili i prigionieri di Camp Delta, ma ha dovuto abbandonare l’ipotesi dopo che il Congresso ha tagliato i fondi per il trasferimento dei detenuti dalla base nelle carceri federali statunitensi.
La Casa Bianca ha voluto gettare acqua sul fuoco delle polemiche scatenate dalle carte di Wikileaks, ma con scarso successo. E’vero che si riferiscono al periodo febbraio 2002 al gennaio 2009; è vero che descrivono casi gestiti dalla precedente amministrazione, ma è anche vero che nonostante gli interventi voluti da Obama, la confusione regna ancora sul destino di molti detenuti.
E’stata quella confusione che ha creato situazioni paradossali a Guantanamo. Come quella di un ragazzino afghano di 14 anni trasportato e detenuto nel campo perché sospettato di sapere chi fossero i capi talebani della sua zona mentre invece non sapeva nulla; o come quella di un altro pastore afghano tenuto 36 mesi nelle celle di Camp Delta nonostante i primi interrogatori avessero fatto capire agli inquirenti statunitensi che quell’uomo non aveva alcuna informazione utile sui terroristi islamici.
O come la storia di Hajji Jalil, 33 anni, accusato ingiustamente e solo per coprire altre persone dal capo dell’intelligence afghana della provincia di Helmand di aver partecipato a un’imboscata in cui morirono due soldati americani, portato a Guantanamo nel 2003 e liberato nel 2005.
Paradossi che hanno danneggiato, beffato le stesse autorità militari americane. Uno dei primi prigionieri venne liberato perchè non fu ritenuto un pericolo per la sicurezza nazionale statunitense, ma appena tornato a Kabul nel 2004 organizzò un attentato che provocò la morte di 31 persone.
Tra i file di Wikileaks spiccano quelli riguardanti Mohammed Qahtani, considerato il ventesimo membro del commando dell’11 settembre, costretto a subire dure tecniche di interrogatorio, legato come un cane a un guinzaglio e sottoposto a umiliazioni sessuali simili a quelle commesse a Abu Ghraib.
I repubblicani hanno sempre risposto alle critiche dicendo che Guantanamo è (stato) necessario per combattere con efficacia il terrorismo islamico. Se non fosse stato creato, molto obiettivi nella War on Terror non sarebbero stati raggiunti. Da parte dei membri dell’amministrazione Bush e del GOP, quello strumento è sempre stato rivendicato.
Per questo le carte di Wikileaks imbarazzano e colpiscono soprattutto Barack Obama. Il New York Times ha scritto un editoriale con cui chiede al presidente di muoversi, di adottare una politica più coraggiosa rispetto a Guantanamo. Mantenere le promesse fatte e togliere il segreto (di stato) rispetto alla situazione a Camp Delta.
Guantanamo è un problema per Barack Obama, scrive il New York Times: lui deve risolverlo.
Per il presidente non sarà facile.
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori
- Martedì 26 Aprile 2011

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Commenti
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Il 26 Aprile 2011 alle 18:40 Wikileaks: i file di Guantanamo colpiscono soprattutto Barack Obama | Notizie Più ha scritto:
[...] more: Wikileaks: i file di Guantanamo colpiscono soprattutto Barack Obama Segnala presso: Articoli CorrelatiBarack Obama come George W. Bush: tribunali militari a [...]
Il 26 Aprile 2011 alle 19:52 anna.one ha scritto:
“Il bene dei molti supera le esigenze dei pochi” pertanto imo tutti i terroristi dovrebbero essere eliminati piuttosto che rischiare il danno per molti innocenti.
Ci sono stati abusi a GITMO? Sì. Ma perché non si racconta il resto della storia?
Un significativo numero di reclami dei detenuti erano esagerati o fabbricati (non è una sorpresa dato che al Qaeda da istruzioni esplicite ai merry men di mentire). Un detenuto che sosteneva di essere stato “picchiato, sputato e trattato peggio di un cane” non ha fornito un solo dettaglio relativo a maltrattamenti da parte del personale militare americano.
Un’ altro detenuto ha affermato che le guardie erano fisicamente abusive, ma ha ammesso che non aveva visto l’abuso.
Un’ altro ha contestato una delle rivendicazioni, ormai globalmente infame, che le guardie americane hanno maltrattato il Quran. In realtà, il detenuto ha detto, é stato un detenuto a far cadere un Quran e poi ha accusato una guardia. Altri detenuti che lamentano l’abuso del Quran, hanno ammesso di non aver mai assistito di persona tale abuso.
Poi era risaputo che i “suicidi’ furono tutti messe in scena, sempre seguendo le istruzioni di Al Qaeda.
Si, un maltrattamento atroce é stato provato: dalle 5,000 circa calorie al giorno ora la dieta per i detenuti é di circa 4,500 e solo un gelato!!!
Insomma, la recente data é vecchia d’anni e la conoscevamo già, ma l’ipocrisia dei terrorists-abetting della sinistra é la vera minaccia.
C’é qualcuno che col brain on stupid crede che dietro a questa “diversione” ci siano i commandos della morte di McChimp-Bush-Hitler-DarthVader-Halliburton-Cheney che stanno cercando di sabotare il Messiah.. che la pace sia con lui!
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