
Una cerimonia in Libano per commemorare la scomparsa dell’Imam Musa al-Sadr (EPA/NABIL MOUNZER)

È morto a Roma il giornalista Fausto Biefeni Olevano, autore del libro inchiesta La verità nascosta sulla vicenda dell’Imam Musa Sadr. E’ morto in circostanze non chiare, tant’è che il magistrato ha ordinato l’autopsia e aperto un’inchiesta
La guerra in Libia, la sconfitta di Gheddafi e la defezione di diversi suoi uomini potrebbero contribuire a gettar luce sul caso dell’Imam Musa Sadr, un ayatollah di origine iraniana e operativo in Libano dove aveva organizzato la comunità sciita, scomparso misteriosamente nel 1978 a Tripoli di Libia dopo un incontro con il Colonnello.
In Iran sono in molti ad attendere notizie dell’Imam scomparso, e qualcuno lo definisce persino l’Imam Zaman (l’Imam del Tempo) che un giorno ricomparirà. Segno che Sadr non è stato dimenticato.
Trentatré anni dopo quella misteriosa scomparsa, l’editore sardo Arkadia ha pubblicato il libro inchiesta La verità nascosta. La vera storia della scomparsa dell’Imam al-Sadr, dello Sceicco Yaacoub e di Badreddin scritto dal giornalista Fausto Biefeni Olevano.
Nel suo libro, presentato lo scorso 9 marzo alla Camera dei deputati, Biefeni Olevano sostiene che il leader libico Muammar Gheddafi sia il principale sospettato di aver ordinato la sparizione dell’imam sciita e di altre due persone che erano con lui, durante un sosta a Tripoli del suo viaggio, che doveva proseguire in Italia.
Inoltre, «se qualche magistrato leggerà attentamente questo libro - aveva detto Biefeni Olevano - immagino sia difficile che non ravvisi quantomeno alcune ipotesi di reato, comportamenti non propriamente degni, che hanno calpestato i diritti umani di tre persone e delle rispettive famiglie, che attendono da oltre trent’anni di conoscere la verità. Sono emersi anche elementi che interessano l’Italia dal punto di vista istituzionale».
Un mese e mezzo fa eravamo stati entrambi ospiti di una trasmissione radiofonica su Radio Città Futura, con la conduzione di Giorgio Stamatopoulos. Su Musa Sadr avevo letto il saggio The Vanished Imam di Fouad Ajami e, tempo fa, a Tiro (in Libano) avevo intervistato Rabab Sadr, sorella dell’Imam scomparso.
Le cose che diceva Biefeni Olevano in radio andavano però ben oltre le mie conoscenze: di quella trasmissione ricordo infatti come l’autore ipotizzasse un coinvolgimento di Israele nel rapimento dell’Imam Musa Sadr. Non ricordo esattamente le parole, ma Biefeni Olevano dichiarò che la madre di Gheddafi era ebrea e che il colonnello aveva legami con lo stato ebraico, a cui forse – facendo sparire l’Imam Musa Sadr, che era un critico dei Israele - aveva voluto fare un favore. Affermazione curiosa, quella secondo cui la madre di Gheddafi sarebbe stata ebrea, anche se l’ho ritrovata sulla rete, in un sito israeliano.
Sono una storica di formazione e, in assenza di fonti, non sono in grado di pronunciarmi su questo tema, anche se ritengo opportuno ribadire che in Medio Oriente le teorie della cospirazione non passano mai di moda e biasimare Israele è un luogo comune.
La notizia, quella vera, è che il giornalista e scrittore Fausto Biefeni Olevano, 49 anni, è stato trovato senza vita nella giornata di Pasqua e secondo i primi accertamenti medici sarebbe deceduto nella giornata di venerdì. Il magistrato ha disposto l’autopsia e aperto un’inchiesta.
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Farian Sabahi, docente presso l’Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere
- Mercoledì 27 Aprile 2011

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Commenti
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Il 27 Aprile 2011 alle 16:01 arkadiaeditore ha scritto:
Avevo conosciuto Fausto nel 2010, quando dopo l’ennesima rifinitura del libro si era messo alla ricerca di un editore che gli desse ascolto. Aveva vagabondato per redazioni importanti e meno importanti. Tanti i no, tante le promesse, senza mai però arrivare al dunque. Tramite alcune amicizie comuni era approdato ad Arkadia Editore, dove avevamo discusso a lungo sul suo lavoro. Sulle implicazioni che esso poteva suscitare. Sui pericoli anche… però ci aveva subito conquistato con la sua semplicità, con la sua capacità di non essere mai scontato, costantemente alla ricerca della verità. Nel nostro lavoro ne abbiamo visto un po’ tutte, ma la perdita in termini umani causata dalla morte di Fausto è veramente enorme. Dobbiamo a lui un debito di riconoscenza, per averci ricordato quanto sia ancora lunga la strada verso la verità - su qualsiasi vicenda - e quanto forti siano certi poteri. Non sappiamo se sia deceduto realmente per cause naturali o indotte, sappiamo solo che il suo lavoro non si spegnerà con lui e che il suo libro, La verità nascosta, scomodo per molti, avrà lunga vita. Noi non ci arrendiamo,
L’Editore di Fausto Biefeni Olevano
Il 27 Aprile 2011 alle 20:48 e.fumagalli ha scritto:
Cosa mi lascia perplesso è che nel terzo millennio si continua ad etichettare le persone come fossero bottiglie di vino. Ebreo, musulmano e cosi via. Pazienza bianco o nero ma sempre vini sono è come gli umani sempre individui sono. Uve di Sicilia possono essere etichettate da cantine piemontesi. Ma quand’è che si diventa intelligenti sul serio. Le religioni non sono tare congenite come i figli dei geni, assai raramente sono almeno di intelligenza media.
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