
(Credits: Epa/Jamal Nasrallah)
Non si allenta la morsa del regime contro i manifestanti siriani. Su ordine del presidente Bashar al Assad altri carriarmati hanno circondato la città di Dara’a. Si teme un nuovo venerdì di sangue. L’Onu condanna la violenze; oggi summit straordinario alle Nazioni Unite per parlare di eventuali sanzioni.
“In Siria prima ci arrestavano, adesso ci uccidono”, così il blogger siriano Rami Nakhle al Corriere della Sera. E’ dovuto fuggire da Damasco, dove era ricercato per essere tra i promotori della protesta anti-Assad. La Siria continua a bruciare e il mondo sta a guardare. Condanne piovono da tutta la comunità internazionale. Al termine del summit italo-francese a Roma, il presidente Sarkozy ha definito “inaccettabile” la situazione in Siria, anche se il capo dell’Eliseo per ora esclude un intervento militare.
“A Damasco tolleriamo quello che abbiamo condannato a Tripoli”, è la dura invettiva del quotidiano Le Monde proprio contro l’ignavia di Sarkozy che, invece, sulla Libia era stato un interventista della prima ora. E anche dagli Stati Uniti arrivano critiche all’inattività della comunità internazionale, che condanna senza entrare in azione. La Siria continua ad essere una pentola in ebollizione e Assad non accenna a fare passi indietro, né cerca un dialogo con l’opposizione. Ha dalla sua l’esercito, ancora pienamente fedele, e ha inviato un centinaio di soldati anche nella capitale, dove teme possa esplodere una nuova ondata di proteste.

(Credits: Ap Foto/Sham News Network)
Ma quello che gli viene consigliato da più parti è di prendere la strada del dialogo con i manifestanti, l’unica via percorribile per evitare ulteriori massacri. Secondo i bollettini di guerra dal Paese, sarebbero più di 400 i morti. Una quarantina solo oggi. “La situazione in Siria - scrive un editoriale pubblicato da Arab News - sta diventando molto simile a quella libica. Ma i manifestanti a Damasco chiedono una soluzione pacifica e non vogliono la guerra civile”.
Di fronte alla carneficina siriana l‘Europa si sta muovendo verso possibili sanzioni, sostenuta anche dagli Stati Uniti. Italia, Francia e Gran Bretagna sono già d’accordo con Washington e il summit di oggi presso le Nazioni Unite potrebbe concludersi con una decisione in tal senso.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso.
- Mercoledì 27 Aprile 2011

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Commenti
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Il 27 Aprile 2011 alle 17:27 anna.one ha scritto:
Si, nel frattempo Syria é il nuovo membro dell’UN Human Right Council!
Purtroppo l’intervento dell’Occidente come in Libya non é/sarà facile, considerando che quando Syria era un cliente sovietico ricevette WMD’s galore e ha un esercito pronto ad usarle non solo, i russi hanno fornito ad Assad Mig29 e Pantsir, short range surface to air missiles, continuando la tradizione.
Le sanzioni saranno come al solito useless, basta ricordare Saddam.
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