
Due abitanti della città di Joplin devastata dal tornado (Credits: LaPresse/Charlie Riedel)

Secondo alcuni esperti siamo solo all’inizio dell’Era dei Tornado Assassini. Ci saranno altri Joplin, altre devastazioni, altri lutti. Tutta colpa del surriscaldamento del Pianeta. Il livello dei mari si è alzato, gli uragani sono più frequenti e più forti e i tornado sono sempre più violenti. E lo saranno sempre di più. L’annata orribile del Midwest non sarà un’eccezione, ma la cupa regola. Continua

Il giornalista pachistano, Syed Saleem Shahzad, corrispondente della Adn Kronos International (Aki) e collaboratore de La Stampa, è stato ucciso. Sul suo corpo, trovato ad Alamgir, a circa 200 chilometri da Islamabad sono stati trovati segni di tortura. Lo riferisce il Dawn.
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Il Presidente Goodluck Jonathan durante la cerimonia di investitura lo scorso 29 maggio (Credits: AP Photo/Sunday Alamba)

L’ultimo atto, l’esplosione di un ordigno al passaggio di un convoglio militare a Maiduguri, nel nord est della Nigeria. Subito dopo l’investitura ufficiale di Goodluck Jonathan, il Presidente rieletto, la violenza è riesplosa nel più popoloso paese africano.
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- giamp
- Martedì 31 Maggio 2011

(Credits: Epa/Dai Kurokawa)

Dopo i tecnici-volontari con divisa bianca e mascherina sul naso che hanno avuto il coraggio di entrare nelle centrali di Fukushima per cercare di mettere in sicurezza i reattori, l‘Occidente ha definito “neo-kamikaze” anche i volontari-pensionati che hanno dato la propria disponibilità a prestare servizio nelle centrali ancora in difficoltà. Continua
- Tags: bombardamenti, jacob zuma, Libia, Muammar Gheddafi, Nato, ribelli, rivolte islam, road map, tregua, Unione-africana, world news
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(Credits: Epa/Ntswe Mokoena)

Il Colonnello torna a farsi vedere in televisione, questa volta durante un incontro a Tripoli con Jacob Zuma, il presidente sudafricano che guida anche l’Ua (Unione Africana). Gheddafi sarebbe pronto alla tregua ma non all’esilio e chiede la fine dei bombardamenti della Nato.
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(Credits:AP Photo/The Miami Herald, Patrick Farrell)
Tra 46.190 e 84.961 morti e non 250 mila, come sostenuto da tutti. Sarebbe dunque stato esageratamente gonfiato, addirittura quintuplicato, il bilancio dichiarato delle vittime del terremoto che il 12 gennaio 2010 colpì Haiti, radendo al suolo le case dei quartieri più poveri. Continua

Militari statunitensi e paracadutisti italiani della "Folgore", coadiuvati da unità delle Forze speciali nel Turkmenistan, la zona di sicurezza nella delicata area di Bala Mourgab, Afghanistan, in una foto del 20 maggio 2011. (Credits: Ansa)
Centro di Herat, solo quattro giorni fa. Il Provincial reconstruction team (Prt), di competenza dei militari italiani ma che impiega anche personale civile, ha sede in un vecchio quartiere della città. Attraverso il cancello colpito questa mattina dai kamikaze talebani scortata dai soldati di Camp Arena, la vera a propria base militare a pochi chilometri da Herat. Le misure di sicurezza in difesa del palazzo sono strettissime. Per avvicinarci dobbiamo segnalare il nostro arrivo via radio, davanti all’ingresso ci sono le barriere fatte con blocchi di cemento. Penso subito che se qualcuno volesse sfondarle in auto, non ci riuscirebbe. Prima di entrare poi un soldato controlla l’eventuale presenza di ordigni dentro e sotto ogni auto. Queste precauzioni mi fanno sentire tranquilla. E la mia sensazione è confermata all’interno: il Prt non è un luogo dove avere paura. Tutti lavorano serenamente, l’atmosfera è rassicurante. Ci sono un bar, una mensa, gli uffici e un piccolo mercato in cortile. La stessa città di Herat era considerata, fino a oggi, relativamente sicura. Continua

(Credits: Epa/Jalil Rezayee)
In pochi giorni due azioni terroristiche hanno colpito le truppe italiane in Libano e in Afghanistan, in entrambi i casi senza provocare morti, anche se è improbabile che nel mirino degli attentati ci fossero proprio i nostri militari. Sei soldati sono stati feriti sul veicolo investito da una bomba radiocomandata nei pressi di Sidone nel Libano meridionale. Un attentato di matrice ancora ignota ma è certo che da tempo circolavano voci di una costante e diretta minaccia terroristica rivolta ai soldati di Unifil (la missione dell’Onu nel Libano meridionale) , rinvigorita dopo le durre reazioni di Damasco alle misure economiche assunte dalla Ue per punire le feroci repressioni attuate dal regime siriano.
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