
Osama Bin Laden e Barack Obama (Credits: Ansa/Kld)
Osama Bin Laden, il Ricercato Numero Uno dagli Stati Uniti, il terrorista dell’11 settembre, l’uomo che ha inferto una delle più profonde ferite agli Usa, è stato ucciso: l’ha annunciato Barack Obama in un breve discorso televisivo in diretta a una nazione colta di sorpresa dalla notizia, ma che ha subito reagito con un misto di sentimenti, tra cui soprattutto la gioia, come quella mostrata dalle migliaia di persone, per lo più giovani, che si sono accalcate fuori dai cancelli della Casa Bianca, di fronte al Pentagono e a Ground Zero, a a New York, per festeggiare la fine della lunga, decennale caccia al capo di Al Qaeda. [FOTOGALLERY: Osama Bin Laden: fotostoria del nemico pubblico numero 1]
[FOTOGALLERY 2: Osama è morto: la gioia degli americani]
Il 2 maggio 2011 (quasi dieci anni dopo l’attacco alle Torri Gemelle di New York) è una data che ha già il sapore della Storia. Osama Bin Laden è stato ucciso nel corso di un’operazione condotta dalle truppe speciali americane a Abbotabad, nella valle di Orash, un sobborgo di Islamabad, la capitale del Pakistan. Quattordici Navy Seals (le truppe d’elite) sono stati trasportati in elicottero dall’Afghanistan al Pakistan. Hanno circondato l’abitazione- un edificio circondato da alte mura e cancelli di sicurezza- dove si nascondeva il leader di Al Qaeda e sono entrati in azione. L’operazione è durata e’ durata una quarantina di minuti. Bin Laden è morto nella sparatoria, dopo aver opposto resistenza. Con un colpo alla testa, dicono le prime informazioni. Il suo corpo è stato preso in custodia dai militari americani e già mostrato dalle televisioni mondiali.
Altre tre persone sono state uccise, hanno detto le fonti del Pentagono, tra cui forse, uno dei figli adulto del capo di Al Qaida. Barack Obama ha dato venerdi’ mattina la luce verde alla operazione per eliminare Osama bin Laden. Prima di allora, c’erano state diverse riunioni tra marzo e aprile in cui il presidente aveva discusso con i suoi collaboratori i dati di intelligence sulla presenza del Ricercato Numero Uno in quel palazzo a tre piani situato in uno delle zone più esclusive dei dintorni di Islamabad.
Nella scorsa estate, Leon Panetta, il capo della Cia (nominato prossimo Segretario alla Difesa) aveva fatto sapere a Barack Obama che era giunta una segnalazione riguardante il capo di Al Qaeda. La traccia era stata seguita, con appostamenti e continue verifiche sull’identità degli ospiti della villa. Uno dei corrieri usati dallo Sceicco era stata seguita più volte e vista entrare in quel lussuoso compound. Quando le autorità americane hanno avuto la ragionevole certezza che fosse lui, Obama ha dato l’assenso all’operazione.
Barack Obama ha parlato per pochi minuti nel cuore della notte americana, effettuato in diretta dalla East Room della Casa Bianca, dopo avere informato alcuni leader mondiali e i principali leader politici degli Stati Uniti. Giustizia è stata fatta, ha detto il presidente, il quale ha ricordato come, con questa morte, si chiude un decennio di ricerche del Nemico Numero Uno, iniziato quella tersa mattina di settembre, quando l’America venne attaccata.
Obama ha ricordato quei momenti, ha rievocato i sentimenti di allora. “Quasi tremila persone strappate da noi, che hanno lasciato un vuoto nei nostri cuori. L’11 settembre 2001 la gente d’America nel momento del lutto si e’ stretta insieme” - ha detto il presidente.
Per Barack Obama, che ha ricordato l’impegno del suo predecessore George W.Bush, la morte di Osama Bin laden è un grosso successo politico. Criticato dai repubblicani per quella che è sempre apparsa una politica tentennante, non sicura e determinata, per la sicurezza americana, ora, il presidente incassa un successo che sicuramente offrirà di lui un’altra immagine. Che potrebbe risultare molto utile in vista delle elezioni del 2012.
La morte di Osama Bin Laden è anche importante per l’impegno americano in Afghanistan. La strategia di Barack Obama (che prevede il graduale ritiro) finora vissuta con scetticismo, potrebbe essere ora invece vista in un’ottica diversa.
Speculazioni, riflessioni. Ci sarà il tempo di farle. Per ora, l’America non va a letto, scende nelle strade, festeggia. Dieci anni dopo la ferita di Ground Zero.
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori
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- Lunedì 2 Maggio 2011


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Il 5 Maggio 2011 alle 18:14 Guerra in Libia, Hillary Clinton a Roma: “Isoliamo Gheddafi e facciamolo andare via” | NONSOLOFOLE ha scritto:
[...] (e tante) le questioni calde sul palcoscenico internazionale, a cominciare dai nuovi equilibri dopo la morte di Osama bin Laden. Sul gelo diplomatico con il Pakistan, la Clinton ha dichiarato che gli Usa sono tuttora [...]
Il 2 Settembre 2011 alle 23:16 Stati Uniti: l’11 settembre di Barack Obama | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] pagato. Barack Obama, dieci anni dopo, e a poche settimane dall’ordine (dato ed eseguito) di eliminare Osama Bin Laden, propone agli americani una possibile direzione di marcia per arrivare alla meta: lasciarsi i lutti [...]
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