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Bin Laden è morto e il mondo fa festa. Ma la jihad promette vendetta

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  • Tags: Abbotabad, Al Qaeda, Barack Obama, Cia, Hamas, ISI, islamabad, jihad, Osama-Bin-Laden, Pakistan, terrorismo, world news, Yousuf Reza Gilani
  • 5 commenti
(Credits: Epa/Rehan Khan)

(Credits: Epa/Rehan Khan)

Anna Mazzone

Osama Bin Laden è morto, è sicuro al 100%, e ora i suoi seguaci minacciano vendetta. Il giorno dopo l’uccisione del leader di Al Qaeda per mano americana, la Cia lancia l’allarme: “Possibili nuovi attacchi”. Intanto, da tutto il mondo arrivano messaggi di sollievo per la scomparsa del principe del terrore.

I primi a reagire all’operazione che ha portato all’uccisione di Osama Bin Laden sono stati i pakistani. Il governo di Islamabad ha dichiarato che la morte del terrorista è “un colpo alle organizzazioni del terrore in tutto il mondo” e ha aggiunto che il Pakistan non permetterà che il suo territorio venga usato come base delle operazioni terroristiche. “E’ una vittoria, è un successo“, ha aggiunto il premier pakistano Yousuf Reza Gilani. Ma ad Islamabad non può non bruciare il fatto che gli Stati Uniti abbiano condotto un’operazione “in solitaria” per uccidere Osama, che viveva a un pugno di chilometri dalla capitale della Terra dei Puri, in un compound ad Abbotabad.

Se dal governo pakistano le reazioni sono entusiastiche, da parte dell’Isi (la potente oltre che super-deviata intelligence pakistana) arrivano invece segnali di preoccupazione. Parlando con Al Jazeera, il generale Hameed Gul, ex direttore dell’intelligence pakistana, ha detto: ” Sapevamo tutti che la guerra al terrore si sarebbe combattuta in Pakistan. E ora, dopo questa operazione, hanno ottenuto la giustificazione ad agire in Pakistan dove hanno sempre detto esserci cellule operative di Al Qaeda”.

Secondo il generale di Islamabad, “Il Pakistan è da sempre stato l’obiettivo della cosiddetta guerra al terrore che è cominciata in Afghanistan , è passata per l’Iraq e ora arriva fin qui”. Parole che celano il timore che le operazioni americane in Pakistan non siano terminate con l’uccisione di Osama Bin Laden e che, invece, proseguiranno con un’opera di “bonifica” a 360 gradi.

(Credits: Ap Foto/ABC News)

(Credits: Ap Foto/ABC News)

E, per la prima volta, come fa notare Liz Sly sul Washington Post, le reazioni del mondo arabo dopo l’annuncio dell’uccisione del capo di Al Qaeda sono state diverse dal solito. Se, da una parte, sia Hamas che le organizzazioni jihadiste, hanno condannato “l’assassinio”, come “l’ennesimo spargimento di sangue arabo da parte degli oppressori americani”, promettendo vendetta per il martire Osama (la jihad ha “maledetto” il presidente americano Barack Obama), dall’altra parte, in maniera compatta il mondo arabo ha salutato positivamente l’operazione Usa in Pakistan.

“Per questa nuova generazione di giovani arabi, il tunisino che si è dato fuoco iniziando la rivoluzione è un eroe più grande di Bin Laden, la cui visione del martirio e della jihad è stata rimpiazzata da più prosaiche aspirazioni a libere elezioni, governi democratici e fine della corruzione”. “Vedrete proteste per chiedere libertà e democrazia. Ma per Osama Bin laden? Decisamente no”, ha detto Mustafa Alani, il direttore del centro studi sul Terrorismo con sede a Dubai.

Intanto, da Ryad arriva l’appello per i cittadini americani presenti nello Stato saudita di tenere alto il livello di sicurezza, perché il rischio di possibili rappresaglie è fondato.

—

Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso.

  • anna.mazzone
  • Martedì 3 Maggio 2011

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Commenti

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Il 3 Maggio 2011 alle 13:29 yahuwah ha scritto:

If today were April 1 and not May 2, we could dismiss as an April fool’s joke this morning’s headline that Osama bin Laden was killed in a firefight in Pakistan and quickly buried at sea. As it is, we must take it as more evidence that the US government has unlimited belief in the gullibility of Americans.

Think about it. What are the chances that a person allegedly suffering from kidney disease and requiring dialysis and, in addition, afflicted with diabetes and low blood pressure, survived in mountain hideaways for a decade? If bin Laden was able to acquire dialysis equipment and medical care that his condition required, would not the shipment of dialysis equipment point to his location? Why did it take ten years to find him?

Consider also the claims, repeated by a triumphalist US media celebrating bin Laden’s death, that “bin Laden used his millions to bankroll terrorist training camps in Sudan, the Philippines, and Afghanistan, sending ‘holy warriors’ to foment revolution and fight with fundamentalist Muslim forces across North Africa, in Chechnya, Tajikistan and Bosnia.” That’s a lot of activity for mere millions to bankroll (perhaps the US should have put him in charge of the Pentagon), but the main question is: how was bin Laden able to move his money about? What banking system was helping him? The US government succeeds in seizing the assets of people and of entire countries, Libya being the most recent. Why not bin Laden’s? Was he carrying around with him $100 million dollars in gold coins and sending emissaries to distribute payments to his far-flung operations?

This morning’s headline has the odor of a staged event. The smell reeks from the triumphalist news reports loaded with exaggerations, from celebrants waving flags and chanting “USA USA.” Could something else be going on?

No doubt President Obama is in desperate need of a victory. He committed the fool’s error or restarting the war in Afghanistan, and now after a decade of fighting the US faces stalemate, if not defeat. The wars of the Bush/Obama regimes have bankrupted the US, leaving huge deficits and a declining dollar in their wake. And re-election time is approaching.

The various lies and deceptions, such as “weapons of mass destruction,” of the last several administrations had terrible consequences for the US and the world. But not all deceptions are the same. Remember, the entire reason for invading Afghanistan in the first place was to get bin Laden. Now that President Obama has declared bin Laden to have been shot in the head by US special forces operating in an independent country and buried at sea, there is no reason for continuing the war.

Perhaps the precipitous decline in the US dollar in foreign exchange markets has forced some real budget reductions, which can only come from stopping the open-ended wars. Until the decline of the dollar reached the breaking point, Osama bin Laden, who many experts believe to have been dead for years, was a useful bogyman to use to feed the profits of the US military/security complex.

http://globalresearch.ca/index.....;aid=24587

Il 3 Maggio 2011 alle 13:31 yahuwah ha scritto:

SYRIA: Who is Behind The Protest Movement? Fabricating a Pretext for a US-NATO “Humanitarian Intervention”
- by Prof. Michel Chossudovsky - 2011-05-03
The Media War on Libya: Justifying War through Lies and Fabrications
- by Mahdi Darius Nazemroaya - 2011-05-02
Smartphones: The Tracking and Surveillance of Millions of Americans
- by Tom Burghardt - 2011-05-02
Iraq: Let us not forget what “humanitarian intervention” looks like.
- by William Blum - 2011-05-02
PREDICTED IN MARCH 2010: Staging bin Laden’s ‘Death’
- by Enver Masud - 2011-05-02
Obama’s “Big Lie”: White House Propaganda and the “Death” of Osama bin Laden
- by Larry Chin - 2011-05-02
Osama bin Laden: Already Dead… Evidence that Bin Laden has been Dead for Several Years
- by Prof. David Ray Griffin - 2011-05-02
Predator Drones To “Stop Genocide”?
- by Keith Harmon Snow, Ann Garrison - 2011-05-02
Bin Laden Is Dead … But Why Didn’t We Kill Him 10 Years Ago?
- by Washington’s Blog - 2011-05-02
Libya: Terrorists Are Us?
- by Felicity Arbuthnot - 2011-05-02
Who was Osama bin Laden?
- by Michel Chossudovsky - 2011-05-02

http://globalresearch.ca/

Il 3 Maggio 2011 alle 16:59 anna.one ha scritto:

Quando domenica alle 18:00 circa ricevetti un messaggio: “Tonight check the news”, non immaginavo lontanamente si riferiva alle magnifiche notizie riguardo la morte del maniacal killer UBL.

Bisogna dar credito alle donne e uomini dell’intelligence e, alle interrogazioni “umilianti” e “aggressive” a GITMO e prison sites della CIA nell’Europa dell’ East, il famoso Extraordinary Rendition Program (stabilito nel 1993 da H.W.Bush, permesso nel 1995 da Clinton, continuato da W.Bush e dopo che Barry tanto lo ridicolizzo’, continuo’ ad usare), che hanno speso anni per mettere insieme i pezzi delle infos riguardo il courie network di UBL, uno in particolare che aveva la loro attenzione e del quale per molto tempo avevano solo il nome de guerre. Quattro anni fa scoprirono la sua identità e, due anni dopo, riuscirono a rintracciarlo (con il fratello) a Abbottabad dove si viene a sapere UBL viveva da ben sei anni.
Le SEAL’s del T6 hanno trovato una considerevole quantità di data, sarà interessante vedere i contatti di UBL con l’ISI Pakistano, tra l’altro.
Washington renderà pubbbliche le foto del corpo di UBL, come fece con i rampolli di Saddam, e il video del dumping at sea del pig, troppa dhimmitude per il mio gusto, spero solo che la cerimonia sia stata di 40 minuti per permettere alle squids di high-fiving e dare la chance a tutti di sputare sulla salma e, invece di usare sharia avrei preferito un decente funerale..cristiano.
Naturalmente tutto cio’ non silenzierà i soliti morons che si attaccano alle cospirazioni.

Il 3 Maggio 2011 alle 20:14 anna.one ha scritto:

Come promesso ecco il video del funerale di UBL
USS Carl Vinson: il corpo fu messo su una superficie piatta, punta in su, al che il Fairlane fu facilitato in mare…

http://3.bp.blogspot.com/-IzWW.....tapult.jpg

(Quincy Fire)

:)

Il 9 Maggio 2011 alle 16:42 BLOG : La voce di quasi tutti ha scritto:

[...] Osama Bin Laden è morto, è sicuro al 100%, e ora i suoi seguaci minacciano vendetta. Il giorno dopo l’uccisione del leader di Al Qaeda per mano americana, la Cia lancia l’allarme: “Possibili nuovi attacchi”. Intanto, da tutto il mondo arrivano messaggi di sollievo per la scomparsa del principe del terrore. I primi a reagire all’operazione che ha portato all’uccisione di Osama Bin Laden sono stati i pakistani. Il governo di Islamabad ha dichiarato che la morte del terrorista è “un colpo alle organizzazioni del terrore in tutto il mondo” e ha aggiunto che il Pakistan non permetterà che il suo territorio venga usato come base delle operazioni terroristiche. [...]

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