
Secondo la stampa britannica, un reparto delle forze speciali americane (nome in codice Gray Fox) avrebbe preso posizione a Kabul e dintorni per individuare ed “eliminare” gli eredi di Osama Bin Laden. Probabilmente di stanza nella grande base aerea e logistica di Bagram (a nord di Kabul), il team sarebbe composto da Navy Seals, Delta Force e Combat Team della Cia e avrebbe preso posizione in Afghanistan e in altri Paesi della regione a inizio aprile. Lo scrive, citando fonti di intelligence, il Daily Mirror .
L’obiettivo numero uno di Grey Fox è Ayman al-Zawahiri, considerato il cervello di Al Qaeda e il più probabile sostituto di Bin Laden, anche se il medico egiziano ha meno carisma di Osama ed è privo di esperienza di combattimento.
Le forze speciali danno la caccia a lui e agli altri vertici di Al Qaeda utilizzando anche le informazioni estratte dalla memoria dei computer sequestrati nel covo di Abbottabad. L’obiettivo è smantellare le gerarchie della rete terroristica prima che possano riorganizzarsi.
Proprio ad Abbotabad sono stati arrestati dalle autorità pachistane tre stranieri sospettati di far parte della “corte” di Bin Laden. Lo riferisce l’emittente Samaa Tv, precisando che i tre sono stati trasportati dai servizi segreti in un luogo non precisato per essere sottoposti a interrogatorio. Secondo il quotidiano The News il governo pachistano avrebbe deciso di lanciare una caccia all’uomo per oltre ad al-Zawahiri anche il leader talebano Mullah Omar.
Le operazioni si concentreranno nel nord-ovest e nel sud-ovest, nell’area montuosa lungo il confine con l’Afghanistan ma riguarderanno anche la città di Quetta, dove si troverebbe la shura che costituisce il vertice dei talebani .
L’obiettivo è smentire le accuse di collusione con i terroristi riemerse negli ultimi giorni dopo la conferma che Bin Laden si nascondeva in Pakistan. The News non esclude il rischio che la caccia al Mullah Omar e ad al-Zawahiri possa scatenare un’ondata di attentati in tutto il Paese.
La morte di Bin Laden viene invece spiegata dal giornale saudita al-Watan con il tradimento del numero due di Al Qaeda, che avrebbe rivelato agli americani il rifugio del capo. Il giornale cita ”una fonte regionale molto vicina al dossier del terrorismo” che giustificherebbe il tradimento con le divergenze tra Bin Laden e al Zawahiri.
Il corriere di Bin Laden che ha portato gli americani fino al covo di Abbottabad - ha dichiarato la fonte - lavorava in realtà per Zawahiri. “Gli egiziani di Al Qaeda, che dirigono di fatto l’organizzazione, hanno cercato dopo la malattia di Bin Laden (i suoi problemi ai reni erano noti), nel 2004, di prendere il controllo dell’organizzazione”, scrive ancora il quotidiano, aggiungendo che sarebbero stati loro a convincere il terrorista a lasciare le zone tribali pachistane del nord-ovest e a rifugiarsi ad Abbottabad.
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- Giovedì 5 Maggio 2011

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