
Barack Obama a Ground Zero (Credits: Ansa/Andrew Gombert)
L’ultimo atto sarà incontrare gli uomini della squadra di Navy Seals che hanno ucciso Osama Bin Laden, stringere la mano al soldato che ha sparato il colpo di fucile automatico che ha posto fine all’esistenza del capo di Al Qaeda prima che potesse colpire ancora l’America. Lo farà andando a Fort Campell, in Kentucky, il quartiere generale delle truppe speciali.
Il penultimo atto è quello che ha chiuso il cerchio: la visita a Ground Zero, la deposizione della corona di fiori accanto al Survivor Tree, l’Albero dei Sopravvissuti, la pianta che miracolosamente venne trovata intatta sotto le macerie delle alte torri abbattute dagli aerei guidati dagli uomini di Bin Laden; l’incontro con i parenti delle vittime di quella tersa mattina di settembre, gli abbracci alle vedove e le parole bisbigliate ai figli, le pacche sulle spalle dei padri di quelle tremila persone che non tornarono a casa quella sera di dieci anni fa.
Barack Obama non ha tenuto discorsi pubblici a Ground Zero. Ha voluto onorare il ricordo che è racchiuso in quel luogo con il silenzio. Scelta che è stata apprezzata. Uomo che ama la Storia e gli atti simbolici che la fissano nella Memoria Collettiva, Obama è andato a New York per dire che la promessa (elettorale) era stata mantenuta (l’Uomo Malvagio è stato punito) e che coloro (l’America) che erano rimasti profondamente feriti dieci anni fa, ora, potevano ricominciare.
Con la morte di Osama Bin Laden, Barack Obama ha soprattutto raggiunto un obiettivo: si è rimesso in sintonia con i sentimenti veri dell’America. In questi giorni, quell’algido, analitico, intellettuale e prudente, troppo prudente presidente è stato soppiantato da un uomo che ha dimostrato di avere la capacità di prendersi rischi, di assumere decisioni importanti, di avere polso. Un (Il) Comandante (In Capo).
Una “nuova” immagine che non soppianta del tutto la “vecchia”. Basti pensare alla fotografia (che passerà, questa si, alla Storia) che immortala il presidente nella Situation Room, insieme ai vertici dell’Amministrazione, mentre segue quasi rannicchiato in fondo alla stanza, dietro Joe Biden, l’evolversi sullo schermo del blitz contro Osama Bin Laden. Quel suo giubbotto da americano medio, quella sua espressione preoccupata (messa a confronto con i volti “tecnicamente” tesi degli altri presenti), hanno reso quel tratto di umanità che ha accompagnato le ore più delicate per il presidente.
Barack Obama dopo l’uccisione di Osama Bin Laden è più forte. Soprattutto per un motivo: è meno attaccabile, meno vulnerabile. Nei sondaggi è risalito di gradimento; i repubblicani hanno un’arma in meno per metterlo in difficoltà: l’ondata emotiva, l’afflato patriottico di questi giorni, costringono il GOP a fare un passo indietro rispetto alle critiche espresse nei mesi precedenti. E, anche se tra qualche settimana gli effetti della morte di Bin Laden sembreranno essere scomparsi, è probabile che ritornino in campo quando, nel 2012, si deciderà sul secondo mandato di Barack Obama.
Questa nuova forza, Barack Obama se la giocherà anche su temi di politica interna, come la battaglia sulla riduzione del budget.
Questi giorni hanno mostrato anche un altro Barack Obama. L’uomo che aveva chiesto il cambiamento a Washington, la trasparenza della politica, ora invoca, chiede, impone la segretezza sui particolari dell’operazione che ha portato alla morte di Osama. L’uomo cresciuto studiando legge e rivendicando il Diritto, ha scelto, come gli impone il ruolo, la Ragion di Stato, l’eliminazione del Nemico senza un processo, per evitare di dover gestire un fardello politico troppo pesante come avrebbe potuto essere quello rappresentato da un Osama Bin Laden vivo, nelle mani degli americani.
Tra il Principio e l’Obiettivo (l’Interesse Nazionale), Barack Obama ha scelto, senza tentennamenti, la seconda opzione. Ha fatto esattamente quello che gli americani si attendono dall’Uomo che guida la Nazione.
Spesso negli scorsi mesi, con le sue decisioni, Barack Obama aveva invece diviso il Paese. Nonostante il presidente fosse consapevole di creare queste fratture, aveva proseguito per la sua strada perché riteneva che le sue scelte fossero le migliori per gli Stati Uniti.
Nei primi due anni del mandato ha parlato all’America per quello che, secondo lui, dovrebbe essere, non per quello che è. Questo ha provocato un “distacco” tra lui e una buona parte del Paese.
La morte di Osama Bin Laden ha “restituito” (almeno per un poco di tempo) un presidente per quello che dovrebbe essere, secondo i desideri degli americani, (e non per quello che pensava Obama di dover essere).
Anche in questo senso, un ciclo si è chiuso dopo il blitz di Abbottabad.
—
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori
- Venerdì 6 Maggio 2011


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Commenti
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Il 6 Maggio 2011 alle 17:12 anna.one ha scritto:
I repubs non hanno mai criticato le policies di BHO per come conduce la guerra contro il Taliban e AQ, anche se ora si chiama Overseas Contingency Operation…lol…, per il semplice fatto che continua le policies del presidente Bush infatti, senza l’apparatus messo su a proposito dalla precedente amministrazione e l’efficacia del waterboading su 3 merry men, col cavolo che Barry poteva dare l’ordine di piazzare una pallottola tra gli occhi di UBL (dopo averci dormito su per 16 hrs… o da agosto del 2010) e celebrarne la dipartita.
Dopo aver detto “we don’t need to spike the football” un’altro discorso (storico) a GZ sarebbe stato un uber spiking, su consiglio di teste pensanti ha dovuto accontentarsi del photo-op, ma non disperino i suoi ammiratori perché ha già almeno due websites dove puo’..spike a piacere.
Comunque nell’opinione di molti, quello a GZ é stato il più bello discorso (storico) che BHO abbia mai fatto, a John Cage moment…silenzio!
p.s.: con gli ultimi dati sull’economia molti americani pensano che BHO sia sempre lo stesso! :)
Il 6 Maggio 2011 alle 18:36 Stati Uniti: come sarà il nuovo Obama dopo la morte di Bin Laden? – L’ANALISI | Notizie Più ha scritto:
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Il 7 Maggio 2011 alle 1:46 Stati Uniti: come sarà il nuovo Obama dopo la morte di Bin Laden? – L’ANALISI | Politica Italiana ha scritto:
[...] via http://blog.panorama.it/mondo/2011/05/06/stati-uniti-come-sara-il-nuovo-obama-dopo-la-morte-di-bin-l… AKPC_IDS += “31410,”;Popularity: unranked [?] Posted by admin on maggio 7th, 2011 Tags: America, Estero Share | [...]
Il 7 Maggio 2011 alle 3:47 gandalf1965 ha scritto:
Gent.ma redazione , sono un vs. affezionato lettore , liberale . Obiettivamente, se non chiedo troppo , gradirei un un articoloche approfondisca l’altro aspetto di quanto scritto dal Sig.Michele Zurleni “Con la morte di Osama Bin Laden, Barack Obama ha soprattutto raggiunto un obiettivo: si è rimesso in sintonia con i sentimenti veri dell’America. In questi giorni, quell’algido, analitico, intellettuale e prudente, troppo prudente presidente è stato soppiantato da un uomo che ha dimostrato di avere la capacità di prendersi rischi, di assumere decisioni importanti, di avere polso. Un (Il) Comandante (In Capo).”
Probabilmente è in sintonia con l’America legata al reganismo , ai Bush delle mission accomplished , ma non ha assolutamente espresso la nuova America che tutti aspettavamo , più attenta alle relazioni internazionali , meno ” al di sopra ” . E mi spiego meglio . Questa azione è stata concepita come avrebbero fatto Rumsfeld e Bush e mi riferisco all’ Iraqi Freedom . Manca una attenta analisi di quello che si sarebbe dovuto fare “DOPO” o è una mia impressione ? Se è vero che l’operazione è stata lungamente preparata :
1) se Osama era disarmato ed ha fatto resistenza passiva perchè il Navy Seal che ha sparato , anche se per uccidere , non ha evitato i classici colpo alla testa ed al torace che hanno reso l’immagine troppo cruda da diffondere . Ha sicuramente avuto la conferma in diretta all’ultimo momento come ha mostrato l’unica foto diffusa ed è un uomo estremamente freddo e preciso nel suo lavoro
2 )si tratta di un omicidio a sangue freddo commesso in un territorio sovrano
3) perchè non è stata predisposta una conferenza stampa più esaustiva con pochissime immagini sufficienti a fare chiarezza anche se questo avrebbe richiesto 15 minuti di ritardo visti i mezzi tecnologici in possesso .
Concludo , ma ci sarebbe altro da obiettare . Obama poteva fare le cose diversamente , poteva assumere le decisioni importanti in una direzione che non doveva rinforzare solo la sua immagine nell’America imperialista , con la pistola fumante e presentarsi come un vero cambiamento in questo momento storico per le piazze musulmane . L’occidente non brucia le bandiere , non calpesta i cadaveri e soprattutto dovrebbe essere garante del diritto internazionale che gli permetterebbe di risparmiare la vite di numerosi soldati in guerre che forse si possono evitare . .n.b. Io detestavo Bin ladin . Cordiali saluti
Il 7 Maggio 2011 alle 6:24 anna.one ha scritto:
Oh oh here we go, sembra che dopotutto BHO esito’ (hmmm16hrs per decidersi? vabbé che é una sua abitudine giocare a golf, insalatina di rucola e dormirci su etc. etc, vedi decisione sull’Afghanistan) e Panetta dette l’ordine di uccidere UBL.
http://socyberty.com/issues/wh.....bin-laden/
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