
Esfandiar Rahim Mashaei, consuocero di Ahmadinejad e designato alla sua successione (Credits: Epa/Abedin Taherkenareh)
In Iran, il presidente della Repubblica islamica Mahmoud Ahmadinejad e il leader supremo Ali Khamenei sono entrati in un serio conflitto. A far esplodere la bagarre sono state le dimissioni, volute da Ahmadinejad il 17 aprile, del ministro dell’intelligence Heydar Moslehi. Dimissioni rifiutate da Khamenei. In risposta, il presidente non ha partecipato alle riunioni di governo per ben undici giorni.
Il 25 aprile Ahmadinejad e Khamenei si sono incontrati, senza trovare una soluzione, e il leader supremo ha intimato al presidente di accettare il ministro senza fare tante storie, oppure di dimettersi.
In ballo non c’è solo una lite tra di personaggi calibro novanta, ma il controllo del Paese: eletto per due mandati consecutivi, Ahmadinejad non potrà essere rieletto presidente nel 2013 perché la costituzione della Repubblica islamica non lo permette. Ma lui, Ahmadinejad, sta facendo di tutto per spianare la strada a Esfandiar Rahim Mashaei, suo consuocero e stretto collaboratore.
Mashaei non piace però a tutti, anche perché il suo motto sembra essere “Islam senza clero” e le gerarchie sciite lo percepiscono quindi come una minaccia. Di conseguenza, la combinata tra Mashaei e Ahmadinejad non piace proprio, ai vertici religiosi. E per questo il leader supremo, che ricopre il rango di ayatollah, ha dovuto prendere posizione. Resta da vedere chi vincerà questo braccio di ferro.
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Farian Sabahi, docente presso l’Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere
- Lunedì 9 Maggio 2011

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Commenti
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Il 9 Maggio 2011 alle 18:08 anna.one ha scritto:
Con il mago Esfandiar Rahim Mashaei, che invoca i djinns giusti, Ahmadinejad non ha nulla da temere.
Il 9 Maggio 2011 alle 20:52 indigesto ha scritto:
Ha fatto bene a cacciare il ministro dell’intelligence. Deve aver avuto qualche dubbio circa la morte di Bin Laden per malattia, anche se lo va ripetendo.
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