
Folla in delirio per Martelly, il Prezidan (Credits: UN Photo/Logan Abassi)
Sul prato ben curato del Palazzo presidenziale, il simbolo del potere haitiano, una miriade di operai sta allestendo le tribune in legno bardate di drappeggi rossoblu, i colori dell’isola caraibica. A pochi chilometri di distanza fervono analoghi preparativi all’esterno del Parlamento, anch’esso danneggiato dal terribile sisma del gennaio 2010.
Haiti, forse il Paese più povero al mondo devastato dal terremoto di magnitudo 7,3 che 16 mesi fa provocò circa 300mila morti e danni colossali, sta preparando spasmodicamente l’insediamento, previsto sabato 14 maggio, del suo nuovo presidente, il 50enne Michel Martelly, la pop star della musica kompa conosciuto dai più con il nomignolo di Sweet Mickey.
Populista nel senso più letterale del termine, Martelly aveva promesso in campagna elettorale di sconfiggere la povertà, di riformare le forze armate haitiane, di far rispettare la legge per attrarre investimenti dall’estero e di ricostruire rapidamente il Paese colpito dopo il terribile sisma anche da un’epidemia di colera che ha già causato migliaia di vittime. Per ora, sottolineano in molti, gli unici lavori di “ricostruzione” sono quelli finalizzati alla buona riuscita della sua festa di insediamento.
Una cerimonia che si preannuncia fastosa, cui presenzieranno l’ex presidente Bill Clinton per gli Stati Uniti, il ministro degli Esteri francese lain Juppe, e oltre 150 rappresentanti di stati esteri. Le polemiche, tuttavia, le hanno scatenate gli invitati locali. Martelly ha infatti chiamato a raccolta per la cerimonia del suo insediamento tutti gli ex presidenti di Haiti in vita, compreso quel Baby Doc Duvalier, ex dittatore 59enne figlio di Francois Duvalier, alias Papa Doc.
Inevitabili, come detto, le polemiche, anche perché Martelly ha già detto che “sta valutando un’”amnistia” sia per Baby Doc che per Jean-Bertrand Aristide, altro ex presidente rientrato recentemente ad Haiti ed accusato di corruzione e violazioni gravi dei diritti umani. Se però il controverso Aristide sta mantenendo un profilo basso e difficilmente sarà presente alle celebrazioni per l’insediamento di Sweet Micky, Baby Doc ha già fatto sapere, baldanzoso come non mai, che ci sarà.
“Scandaloso“, così ha definito l’invito l’Associazione per la difesa dei Diritti umani di Haiti ricordando a “Sweet Micky” che Duvalier è attualmente accusato di numerosi crimini commessi durante il suo “regno dei 15 anni” che si concluse con l’esilio dorato, nel 1986, a Parigi, in Francia. Tornato a gennaio ad Haiti, Baby Doc sarebbe agli arresti domiciliari – ma lui ha seccamente smentito - e si è rifiutato di “rispondere alla convocazione del magistrato adducendo il suo precario stato di salute”, ha ricordato l’ong in un comunicato.
Per l’Associazione per la difesa dei Diritti umani di Haiti l’invito a personaggi come Duvalier e Aristide “dimostra una totale indifferenza per le decine di migliaia di vittime” e “ci chiediamo se davvero Martelly vuole iniziare il suo mandato di cinque anni all’insegna dell’oblio e dell’impunità” perché l’immagine di Baby Doc seduto al fianco del neo presidente “sarà inquietante per molti”. Martelly si difende dalle accuse appellandosi alla “riconciliazione“.
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Paolo Manzo, giornalista free-lance, vive a San Paolo, in Brasile, con la moglie. Parla 6 lingue, laurea alla Bocconi, master all’ICE e scrive, tra gli altri, per CartaCapital, Le Monde Magazine, The News, La Stampa e Il Secolo XIX. Per Baldini e Castoldi ha scritto Lula il presidente dei poveri
- Venerdì 13 Maggio 2011

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