
(Credits: Epa/Vassil Donev)

I raid della Nato non si fermano e continuano a martellare Tripoli e non solo. Un bombardamento a Masra al Brega ha colpito una palazzina. Secondo la televisione di Stato libica ci sarebbero 16 morti tra i civili e più di 40 feriti.
Gheddafi è ormai assediato e i raid della Nato non accennano a diminuire in una strategia che punta a intensificare le operazioni militari per approdare al più presto alla cosiddetta “fase 2″ della guerra di Libia, quella in cui i caccia dell’Alleanza torneranno alle rispettive basi e la Diplomazia potrà riunirsi attorno al tavolo del negoziato.
Ma, fino a quel momento, le bombe degli alleati continueranno a cadere sul feudo di Gheddafi. La città di Brega è da settimane sotto la pioggia dei colpi della Nato e il raid di ieri sembrerebbe aver causato vittime tra civili. Il condizionale è d’obbligo, visto che a diffondere la notizia è stata la televisione pubblica, vicina - chiaramente - alle posizioni del Colonnello. Ma i raid proseguono anche nella capitale e a Tajoura, centro a 14 chilometri da Tripoli e sede di importanti postazioni militari.
Per parte sua, la Nato per ora non commenta. Ma da Bruxelles arriva solo la notizia che l’Alleanza non può dire con certezza se le immagini di Gheddafi trasmesse ieri dal canale di Stato sono “fresche” o frutto di un montaggio di repertorio. Insomma, non c’è alcuna certezza sulla sorte del raìs, che in molti dicono essere morto, mentre altri (i ribelli) sostengono invece essere vivo, e che sia fuggito verso Sud. Secondo le testimonianze da Tripoli il Colonnello è vivo, ma la Nato tuttora non può confermare se è ancora nella capitale o si è spostato altrove.
L’unica cosa certa per ora è che lunedì 16 maggio il Tribunale Penale Internazionale (Tpi) spiccherà tre mandati di arresto per crimini contro l’umanità in Libia. Ed è palese che due di questi mandati riguardano Gheddafi e suo figlio Saif-al Islam. E’, dunque, possibile, che in quest’ultimo fine settimana prima dell’ufficializzazione delle decisioni del Tpi, la Nato intensifichi ulteriormente le operazioni belliche sulla Libia.
Intanto, il Comitato Nazionale dei ribelli, che ha sede a Bengasi, ha inviato a Washington i suoi emissari per cercare di incassare un endorsement ufficiale da parte degli Usa. I rivoltosi hanno incontrato il senatore John Kerry.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso.
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