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- Un commento

Un ritratto di Bashar Assad a Damasco (Credits: AP Photo/ Bassem Tellawi)
Mentre Israele festeggiava i suoi 63 anni, i palestinesi nei Territori occupati e nei campi profughi delle nazioni vicine commemoravano la Nakba, il disastro, come definiscono la creazione dello Stato ebraico. Una ricorrenza sempre controversa, un’occasione che ogni anno, puntuale come la morte, cade per dividere un Medio Oriente che è già abbastanza diviso di per sé. Quest’anno però è stato assai peggiore dei precedenti.
Dai confini con Siria e Libano, che ospitano diversi campi profughi di rifugiati palestinesi, centinaia di manifestanti hanno tentato di forzare la frontiera con Israele. Le truppe israeliane hanno risposto sparando contro i manifestanti: il bilancio è di almeno tredici vittime.
Il primo ministro Benyamin Netanyahu è intervenuto dichiarando di avere ordinato all’esercito di “trattenersi il più possibile”, ma poi ha aggiunto “siamo determinati a difendere i nostri confini e la nostra sovranità”. Oltre a costituire una tragedia di per sé, gli scontri di questa Nakba aprono due questioni preoccupanti.
Primo: Israele deve fare i conti che i confini con Siria e Libano, due nazioni con le quali le relazioni sono state sempre difficilissime, non sono sicuri. Oltre al pericolo, già messo in conto, di una nuova guerra con Hezbollah (milizia libanese sostenuta da Iran e Siria), si aggiunge la preoccupazione di una nuova serie di attacchi da parte di gruppi terroristici che trovano terreno fertile nei campi profughi, dove i rifugiati palestinesi vivono in condizioni di povertà estrema. Secondo l’UNRWA, l’agenzia Onu per i profughi, il Libano ospita circa 400 mila rifugiati palestinesi, la Siria poco meno di 120 mila.
Secondo: mentre gran parte del mondo arabo si sta rivoltando contro i dittatori che per decenni lo hanno oppresso, gli scontri con Israele rappresentano una piccola, ma preoccupante vittoria, per il regime di Damasco, guidato da Bashar al-Assad. Che è riuscito a fare quello che tutti i dittatori arabi cercano di fare quando le loro poltrone cominciano a vacillare: dirottare l’attenzione sul nemico israeliano. Gli scontri della Nakba serviranno a tenerlo al potere, almeno per un po’.
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Anna Momigliano è una redattrice di Studio, bimestrale di attualità culturale. Ha scritto reportage da Israele, Libano e altri Paesi mediorientali. Per Marsilio ha pubblicato Karma Kosher
- Lunedì 16 Maggio 2011

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Commenti
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Il 17 Maggio 2011 alle 6:01 anna.one ha scritto:
Commemorando gli euforici si lasciano scappare la verità…oopsy!
http://www.youtube.com/watch?v.....r_embedded
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