
Una recente manifestazione ad Algeri (Credits: M. KadriI/Chine Nouvelle/Sipa)
Il Presidente Abdelaziz Bouteflika è pronto, dopo svariati annunci, a varare importanti riforme in un’Algeria che è stata finora solo toccata dal vento di rivoluzione che ha sconvolto il mondo arabo e il Maghreb. Entro settembre, le cose dovrebbero cambiare. Ecco i punti fondamentali del suo programma.
- Legge elettorale
L’attuale legge è entrata in vigore nel marzo del 1997 ed è stata poi sottoposta a revisione nel 2003. Bouteflika vuole ulteriormente modificarla per rendere le operazioni di voto più trasparenti. Sono previsti anche osservatori stranieri durante le consultazioni elettorali.
- Legge sui partiti
In Algeria negli ultimi anni sono nate parecchie formazioni politiche non riconosciute però ufficialmente. Come il Fronte democratico (FD) di Sid Ahmed Ghozali o il Partito della libertà e della giustizia (PLJ) di Mohamed Saïd. Con questa legge si dovrebbero riconoscere queste realtà politiche. La nuova norma dovrebbe però anche prevedere il divieto di formazioni a carattere religioso o regionalista. In particolare, si temono rigurgiti di estremismo islamico.
- Incompatibilità
Da anni il Partito dei Lavoratori, guidato da Louisa Hanoune, ha lottato per impedire agli uomini d’affari di accedere alla assai ambita carica di parlamentare. Finalmente il Presidente Bouteflika ha deciso di ascoltare queste istanze.
- Donne
Il nuovo articolo 31 bis recita: “Lo stato apre alla promozione dei diritti politici delle donne aumentando le possibilità di rappresentanza nelle assemblee elette”. E nella pratica? Si dovrebbe istituire un sistema di quote rose e imporre ai partiti di iscrivere le donne ai primi posti delle liste elettorali, sulla scia dell’esempio tunisino.
- Nuove strutture amministrative locali
Bouteflika vuole concedere nuovi poteri ai wali i rappresentanti dello stato a livello locale. Mentre vuole sottrarre poteri ai sindaci e alle assemblee comunali.
- Nuovo codice dell’informazione
Entrato in vigore alla fine degli anni 90, non è mai stato applicato del tutto. Dovrebbe garantire libertà d’espressione, ma salvo la carta stampata, dove esistono svariati esempi di giornali privati, su tv e radio regna sovrano lo stato. Per ora. Tra l’altro, è stato da poco depenalizzato il reato di “offesa al presidente della Repubblica” (art 144 bis), così come quello di “offesa verso Parlamento giudici, esercito e ogni altra istituzione pubblica”, che in passato non pochi problemi aveva creato a tanti giornalisti e commentatori.
Tutte queste riforme, saranno (pare) attuate sullo sfondo di un complicato scenario generale: un’economia che segna il passo, importanti settori della società civile pronti a scendere in piazza, e la minaccia sempre presente del terrorismo di matrice islamica.
—
Giampaolo Musumeci fotografo, giornalista e videoreporter si occupa di guerre e questioni africane. Collabora con giornali, radio e tv italiane e internazionali, tra cui SkyTg24, Channel4, Independent, Die Zeit. Su Radio24 conduce il programma di attualità internazionale “Nessun luogo è lontano”
- Martedì 17 Maggio 2011


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.