
(Credits: Ap Foto/Emmanuel Dunand, Pool)
Prima notte in carcere per Dominique Strauss-Kahn, accusato di tentato stupro. Il direttore del Fondo Monetario Internazionale (FMI), non è stato rilasciato, né gli è stata concessa la cauzione. Gli investigatori della Special Victim Unit di New York hanno smontato tutti i suoi alibi.
Si è proclamato innocente, DSK, e poi ha detto di essere uscito dall’hotel incriminato, dove una cameriera di 32 anni lo accusa di aver tentato di stuprarla, oltre ad averla costretta con la forza ad avere rapporti orali. Ma i detective della polizia di New York hanno spostato indietro le lancette dell’aggressione, oltre a far combaciare altre prove, raccolte nelle ore subito dopo l’arresto del direttore del FMI.
In attesa dei riscontri del dna, sembra però che gli accertamenti fisici abbiano riscontrato dei graffi sul petto di Strauss-Kahn, forse derivanti da una colluttazione. In ogni caso, il giudice Melissa Jackson gli ha negato la cauzione e DSK è stato trasportato a Rikers Island, una delle 15 prigioni della città di New York e uno dei più grandi complessi carcerari del mondo, con 17 mila detenuti e più di 7 mila guardie. Rikers Island è un carcere durissimo e DSK è stato collocato in una cella singola, per evitare il contatto con gli altri detenuti che, a causa della sua popolarità, potrebbero aggredirlo in maniera violenta.
Dal Fondo Monetario Internazionale arrivano segnali di shock e di rabbia: ” E’ finito. Nessuno crede che tornerà di nuovo qui. La gente è completamente shockata”, dichiara un anonimo economista del FMI al Washington Post. E, in effetti, Dominique Strauss-Kahn rischia grosso, dal momento che le accuse che pendono sul suo capo potrebbero portare la corte ad esprimere una sentenza durissima, fino a 74 anni di carcere. DSK è accusato di aggressione violenta, tentato stupro, sequestro di persona, rapporti orali coatti (che secondo la legge di NYC sono “atti criminosi” persino se vige il consenso del partner) e sodomia.
La corsa all’Eliseo per Dominique Strauss-Kahn è definitivamente terminata. E le voci di un complotto internazionale per impedirgli di correre alle presidenziali del 2012 e di sfidare le roi Sarkozy si vanno affievolendo, man mano che i risultati incrociati delle indagini danno esiti positivi. Ma i suoi avvocati promettono battaglia, in primo luogo per tirarlo fuori dal carcere e vedere accettata la milionaria richiesta di cauzione, che ammonterebbe a più di un milione di dollari.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso.
- Martedì 17 Maggio 2011


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Commenti
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Il 17 Maggio 2011 alle 21:39 anna.one ha scritto:
Il no alla cauzione il “rutting chimpanzee” (Tristane Banon) lo deve a Roman Polanski.
Figuriamoci se non fuggirebbe in France, dove non puo’ essere estradato e dove continuerebbe a vivere apertamente e notoriamente come Polanski, cosi’ ha detto
il Chief Assistant District Attorney Daniel Alonso.
I sinistroidi francesi chiamano il sistema giudiziario americano e il trattamento del puerco “inumano ” (Jack Lang) ma nessuna parola per la vittima, heh, dopotutto é solo una cameriera!
Il 18 Maggio 2011 alle 12:14 e.fumagalli ha scritto:
Strano che la violenza non sia subito stata denunciata e la pooizia lo avrebbe potuto arrestare in albergo. Forse un ripensamento per non averci pensato a ricavarci di più,oltre il pattuito. Che sia il ringraziamento per l’operazione libica?
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