
Gli Obama e la Regina Elisabetta (Credits: LaPresse/John Stillwell)
Barack Obama sbarca in Europa per un viaggio a tappe che dovrà portarlo a definire meglio i rapporti tra Usa e Vecchio Continente in un momento in cui l’attenzione di Washington è tutta rivolta altrove: verso il Medio Oriente e il Mondo Arabo e verso la sfida con la sempre più potente Cina e le altri forti economie mondiali emergenti (Brasile e India).
Sette giorni in quattro paesi europei, da Ovest a Est, con una fitta serie di incontri e di colloqui, di discorsi e di dichiarazioni al termine dei quali si potrà capire se Barack Obama si sarà fatto un’altra idea rispetto alla forza e alla coesione espressa dagli europei.
Perché il tema di questo viaggio è proprio questo: l’Europa riuscirà a prendersi le sue responsabilità di fronte agli americani nelle sfide che interessano Washington? Gli alti funzionari dell’Amministrazione americana sono tiepidi, per non dire scettici, sulla possibilità che ciò avvenga.
Così, il Continente (il Vecchio) che ha tanto ha acclamato l’avvento di Barack Obama (e nel quale, il presidente gode ancora di largo consenso e apprezzamento), in realtà si trova messo sotto esame proprio dall’inquilino della Casa Bianca.
Riusciranno gli europei a concorrere alla vittoria nella fondamentale partita mediorientale? Saranno in grado di avere un ruolo nelle sfide con le economie emergenti? Accetteranno le condizioni che l’America potrebbe chiedere per la prossima nomina ai vertici del Fondo Monetario Internazionale dopo lo scoppio della scandalo Strauss-Khan (la francese Christine Lagarde per un anno, poi un rappresentante scelto tra Paesi come la Cina, India, Brasile)?
Barack Obama inzia dall’Irlanda il suo viaggio. E lo fa a ridosso della storica visita della Regina Elisabetta. Paese per la cui pace, gli Usa hanno investito (basti pensare alla sforzo fatto dall’allora presidente Bill Clinton per raggiungere un’intesa in Ulster), l’Irlanda accoglie Obama in un momento di incertezza economica e politica. E’ uno delle regioni europee le cui turbolenze hanno colpito il resto del Vecchio Continente.
Nelle 24 ore di visita, Obama terrà un discorso al Trinity College e (dovrebbe) fare un salto in una piccola località dell’Isola, Moneygall, dalla quale nel 1850 partì alla volta degli Stati Uniti un avo della madre, Stanley Ann Dunham.
Martedì sarà a Londra, dove incontra il Primo Ministro David Cameron. Tema della discussione: la Libia. I due utilizzeranno il colloquio per mandare un chiaro messaggio a Muhammar Gheddafi: prendere tempo non serve, il suo destino è segnato ed è quindi meglio che accetti una (onorevole) via d’uscita. Con il vertice londinese, Obama intende dimostrare alla Gran Bretagna aiuto e sostegno per la campagna libica, ma vuole anche essere certo che Cameron non avrà tentennamenti nell’affrontare l’impresa iniziata a Tripoli.
Il clou dal punto di vista del glam per Barack Obama sarà la cena di stato che la Regina Elisabetta ha programmato per lui e la First Lady. Un modo per riunire (ancora una volta) le icone mondiali (i Windsor e gli Obama) che già in passato si erano incontrati. Fu un faccia a faccia “storico” soprattutto per un particolare: perché Michelle non seguì l’etichetta e appoggiò un mano sulla spalla dell’intoccabile sovrana
Al G8 di Deauville, in Francia, Barack Obama allargherà il discorso dalla Libia a tutto il Medio Oriente. Chiederà agli europei il loro appoggio per il Piano Marshall per la Regione che ha presentato a Washington settimana scorsa. Da loro vorrà soprattutto un concorso per lo stanziamento degli aiuti economici nei confronti dei regimi che si aprono alle riforme politiche previsti dal suo piano. Obama si attende una pronta risposta da parte dei governi degli Stati europei che storicamente hanno avuto profonde relazioni con il Medioriente.
L’ultima tappa è la Polonia. Importante perché l’amministrazione Usa intende ridefinire i rapporti la sua “testa di ponte” europea nell’Est del Continente. Obama parlerà a Varsavia con l’obiettivo di farsi ascoltare da Mosca.
—
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori
- Lunedì 23 Maggio 2011


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.