Dopo settimane di silenzio imposti dalla Farnesina le notizie giunte dai pirati somali che l’8 febbraio sequestrarono nell’Oceano Indiano la petroliera Savina Caylyn sono quelle che tutti si aspettavano anche se la richiesta di riscatto potrebbe essere la più alta della storia recente della pirateria. “O l’armatore invia un fax immediatamente, dove accetta le nostre condizioni, 16 milioni di dollari come riscatto, oppure, entro domani mattina, porteremo a terra il comandante, il direttore di macchina e il primo ufficiale. Li abbandoneremo”.
Questo l’ultimatum dei pirati somali, riportato dal quotidiano partenopeo Il Mattino, per il rilascio della Savina Caylyn. Un messaggio che ovviamente preoccupa i familiari dei marinai presenti sulla nave. Vincenzo Capezzuto, sindaco di Procida (da dove provengono il Comandante Giuseppe Lubrano Lavadera e il terzo ufficiale di coperta Enzo Guardiascione), chiede al governo di intervenire direttamente nel sequestro della Savina Caylyn ma esclude ogni azione di forza “che metterebbe a rischio la vita dei marittimi”.
“A questo punto non si può lasciare nelle mani della sola compagnia armatrice la trattativa con i pirati somali - afferma il sindaco - e credo che il governo debba prendere in mano la trattativa, ma è impensabile qualunque blitz, anche perché parte dell’equipaggio sarà certamente stato sbarcato e si rischierebbe solo di mettere a repentaglio delle vite umane”.
In effetti il blitz avrebbe avuto ottime possibilità di successo nei giorni successivi al sequestro, quando la petroliera navigava verso le coste somale con a bordo solo sei pirati. In quelle condizioni gli incursori della Marina, presenti a bordo di una fregata che tallonava la Savina Caylyn avrebbero potuto liberare nave e equipaggio con pochi rischi.
A Roma mancò però il coraggio politico di dare il via libera e il raid non venne mai effettuato. Più decisi i governi di altri Paesi. Il 15 maggio la fregata danese Esbern Sare ha attaccato una nave madre dei pirati uccidendo 4 fuorilegge, ferendone una decina e catturando gli altri. Tutti liberi e incolumi i sedici marinai iraniani in ostaggio.
Secondo il sindaco di Procida la richiesta di un riscatto di 16 milioni di euro da parte di pirati “non è realistica” e finora il la cifra più alta versata ai pirati è stata di 9,5 milioni di dollari pagati per il rilascio di una petroliera sudcoreana.
Forti anche della sostanziale impunità di cui godono, i pirati stanno però aumentando le “tariffe”. Il 14 maggio hanno rilasciato due marinai spagnoli sequestrati a bordo dell’imbarcazione Vega 5 battente bandiera mozambicana ma di proprietà di un’impresa spagnola catturata quasi 5 mesi fa. Il capitano Alfonso Rey e il primo ufficiale Jose Alfonso Garcia, sono in buone condizioni e per la loro liberazione i pirati hanno fatto sapere di aver incassato 5 milioni di dollari.
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- Lunedì 23 Maggio 2011


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