
(Credits: Epa/Chris Radburn)
Barack Obama in versione europea. Il presidente americano, accompagnato da sua moglie Michelle, ha fatto uno stop and go in Irlanda prima di sbarcare a Londra, dove oggi verrà accolto dalla Regina Elisabetta e poi incontrerà il premier David Cameron.
Si è concesso un bagno di folla in Irlanda, prima di raggiungere l’Inghilterra. Un discorso al College Green di Dublino e una visita al villaggio di Moneygall, da dove uno suo antenato, Falmouth Kearney, era emigrato nel 1850 verso gli Stati Uniti. Qui il presidente Obama ha parlato del processo di pace nord-irlandese, espimendo il suo pieno sostegno agli sforzi per raggiungere una pace duratura. La visita della Regina la scorsa settimana ha generato “un’onda di speranza” che manifesterà i suoi effetti in molti modi nel prossimo futuro, ha detto il capo della Casa Bianca.
Poi, in tutta fretta per evitare di incrociare la nube del vulcano islandese che da qualche giorno riempie i cieli dell’estremità Nord dell’Europa, Barack e Michelle Obama sono saliti sull’Air Force One in direzione Londra, dove il loro arrivo è stato preceduto da un lungo editoriale sul Times, scritto a quattro mani con David Cameron. La visita di Stato del presidente Usa in Gran Bretagna durerà in tutto due giorni. Obama prenderà parte, nella coda del suo viaggio, al summit del G8.
Primavera araba e sostegno pieno al vento di democrazia che sta agitando le terre africane. Con David Cameron Obama parlerà di Libia, ma anche di Medio Oriente e di lotta al terrorismo. I due sono coetanei e, proprio nell’articolo pubblicato dal Times, hanno voluto sottolineare che la Gran Bretagna e gli Stati Uniti sono legati da una “relazione essenziale”, una sorta di monito ai regimi autocratici a non soffocare nella violenza le aspirazioni democratiche dei loro popoli. “Non resteremo a guardare mentre le loro speranze vengono spazzate via dalle bombe, dai proiettili e dai colpi di mortaio”, scrivono Obama e Cameron, “Siamo riluttanti all’uso della forza - aggiungono - ma quando i nostri interessi coincidono con i nostri valori, allora sappiamo di avere una responsabilità da assumerci”. Il messaggio a Gheddafi e al siriano Bashir al Assad è forte e chiaro.

(Credits: Epa/Endra Doran)
Ma David Cameron spera anche che la visita di Barack Obama gli regali una sorta di endorsement dal punto di vista della politica interna, a sostegno dei tagli alla spesa che il numero 10 di Downing Street ha varato, suscitando forti polemiche nel Regno. Ad aprile Barack Obama ha varato un piano simile di tagli al deficit per circa 4 trilioni di dollari nei prossimi dieci anni. Un passo che molti Conservatori dicono essere del tutto in linea con le scelte fatte da Cameron, che punta ad abbattere il deficit britannico dall’11,1% del Pil del biennio 2009-2010, a 1,5% nel 2015-2016.
Un piano già annunciato di lacrime e sangue, verso il quale l’opposizione britannica ha già promesso battaglia. Intanto, però, fonti dai Tory fanno sapere che il segretario alle Finanze Usa,m Timothy Geithner, e il suo omologo londinese, George Osborne, starebbero lavorando insieme su piani paralleli di risanamento. La visita di Obama potrebbe ulteriormente suggellare questa “relazione essenziale“, anche in campo economico e finanziario.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso.
- Martedì 24 Maggio 2011


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Il 24 Maggio 2011 alle 10:31 BLOG : La voce di quasi tutti ha scritto:
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