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Soldati dell'esercito sud sudanese ad Abyei (Credits: AP Photo/UNMIS, Tim McKulka)
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha, con un comunicato, duramente criticato sia il governo sudanese di Karthoum che le autorità del Sud Sudan, vicino all’indipendenza del 9 luglio.
La situazione nella zona di confine di Abyei viene definita ”estremamente pericolosa”.
In particolare, l’Onu ha chiesto all’esercito nord-sudanese di abbandonare le posizioni conquistate nella regione di Abyei. E ha, allo stesso tempo, condannato le forze sud-sudanesi per aver attaccato alcuni giorni fa un convoglio della missione delle Nazioni Unite. Nello scontro sono rimasti feriti due caschi blu.
Da gennaio, nell’area, sono circa un migliaio i morti derivanti dagli scontri tra l’armata sud sudanese e diversi gruppi ribelli sostenuti, quasi certamente, direttamente da Karthoum. La ricca zona petrolifera di Abyei resta il nodo irrisolto, dopo il referendum sull’indipendenza del Sud.
In attesa del 9 luglio, tutti gli sforzi del Presidente al Bashir sono rivolti a ottenere le migliori condizioni e i migliori accordi in tema di petrolio, prima del distacco ufficiale del Sud. Ma non è l’unico fronte che impegna e preoccupa il leader sudanese su cui pende un mandato di cattura della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra commessi in Darfur.
C’ è infatti il mai risolto nodo Darfur. Gli Stati Uniti da mesi spingono per un’accelerazione dei colloqui di pace in Qatar fra Karthoum e i due principali gruppi ribelli: il Jem (Justice and Equality Movement) e l’Ljm (Liberation Justice Movement). Al Bashir vorrebbe un referendum sullo stato amministrativo della regione. I ribelli respingono al mittente il piano.
Intanto, nella capitale del nord, Karthoum, si moltiplicano le manifestazioni popolari e il Partito Nazionale del Congresso del Presidente al Bashir, al potere da 22 anni, deve fronteggiare i segnali di una possibile rivolta popolare sullo stile di quelle del Maghreb.
Hassan el-Tourabi, 79 anni, islamista, uno degli oppositori più convinti di al Bashir, già in carcere per “incitamento alla rivolta nelle strade”, e da poco uscito di galera, ha invitato il popolo a lanciare la sua rivoluzione contro la corruzione.
Reggerà, e per quanto ancora, il regime sudanese di fronte a tutte queste sollecitazioni?
—
Giampaolo Musumeci fotografo, giornalista e videoreporter si occupa di guerre e questioni africane. Collabora con giornali, radio e tv italiane e internazionali, tra cui SkyTg24, Channel4, Independent, Die Zeit. Su Radio24 conduce il programma di attualità internazionale “Nessun luogo è lontano”
- Martedì 24 Maggio 2011


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Commenti
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Il 24 Maggio 2011 alle 17:49 anna.one ha scritto:
L’occupazione dei sudanesi della zona di Abyei con relativo saccheggio della città, non deve sorprendere nessuno visto che le risposte ambigue della comunità internazionale li ha solo incoraggiati ad agire.
Gli USA, con la solita Bobo policy dell’hands- off e sopratutto l‘UN, dopo essere stati responsabili della relazione del protocollo di Abyei del Comprehensive Peace Agreement, che prometteva ai cittadini di Abyei un referendum per scegliere se unirsi al south Sudan o continuare a far parte del north, se ne sono lavati le mani per l’attuazione del contratto. L’Useless UN poi, ha limitato il suo ruolo a quello di monitoraggio invece di mantenere i due gruppi armati separati ed ora più che mai il north e south torneranno alla guerra su vasta scala.
Khartoum ha ammassato sotto gli occhi di tutti i suoi militari lungo il confine con Abyei e le regioni limitrofe dove il petrolio abbonda e sa che puo’ farla franca con un’altra violazione dell’accordo, dopotutto chi fermerà Bashir? Moreno? Luis Moreno Ocampo dell’ICC?
Il 24 Maggio 2011 alle 18:36 giampaolo.musumeci ha scritto:
Cara lettrice, se dovessi ipotizzare uno scenario sarebbe quello del ritiro di Bashir dalla zona contesa. Non credo possa permettersi una nuova lunga guerra visti i problemi che ha sul tavolo. Credo che userà il braccio di ferro su Abyei per strappare buoni (migliori) accordi col Sud e mostrare i muscoli.
Quanto a Onu e compagnia bella, è vero che in Sudan e in Darfur la comunità internazionale ha fatto spesso finta di agire. Ricordiamoci che i contingenti Onu sono un gran bel business…
Il 24 Maggio 2011 alle 18:51 BLOG : La voce di quasi tutti ha scritto:
[...] Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha, con un comunicato, duramente criticato sia il governo sudanese di Karthoum che le autorità del Sud Sudan, vicino all’indipendenza del 9 luglio. La situazione nella zona di confine di Abyei viene definita ”estremamente pericolosa”. In particolare, l’Onu ha chiesto all’esercito nord-sudanese di abbandonare le posizioni conquistate nella regione di Abyei. [...]
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