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- Un commento

Joplin dopo il passaggio del tornado (Credits: LaPresse/Charlie Riedel)
Chi l’avrebbe mai detto che quel vento, quel vortice d’aria arrivato con così poco preavviso, dopo un tranquillo week end tra barbecue e funzioni in chiesa, dopo un sabato e una domenica trascorsi a pensare alla prossima partita dei Royals o a fare visita a una delle tante aziende agricole del Missouri, fosse tanto forte da distruggere una città, uccidere 124 persone e farne sparire nel nulla altre centinaia.
Chi l’avrebbe mai detto che dopo 60 anni, dopo sessanta stagioni di tornado (che nel Midwest vanno da marzo a giugno), sarebbe arrivato un vortice d’aria così forte, una pioggia così assassina, da sollevare in cielo per poi farle ricadere a terra, in macerie, 2.000 case; da trasportare lontano, a centinaia di metri di distanza, o chi sa dove, decine e decine di persone. Che non si trovano ancora. Missing. Dispersi.
Nessuno l’avrebbe detto a Joplin, la città di 50.000 anime colpita a morte dal più forte tornado che si sia mai abbattuto sulla zona dal 1953. Nessuno. Neppure i genitori di Skyular Losdong, il ragazzino che cercano da due giorni. Di lui hanno solo una traccia: una maglietta che hanno trovato impigliata nella porta di una cabina telefonica divelta dal vento, a circa 200 metri di distanza dalla loro abitazione (o di quel che resta).
Il padre e la madre sono due tra le migliaia di persone che a Joplin cercano le centinaia di congiunti, di love ones, di cui non hanno più notizia. Il bilancio ufficiale parla di 1500 dispersi, una cifra altissima: da vera e propria catastrofe (naturale), paragonabile solo al passaggio di Katrina su New Orleans.
Le autorità statali dicono che probabilmente, alla fine, molti dei dispersi verranno ritrovati. Che semplicemente non sono ancora riusciti a mettersi in contatto con i loro cari, con i loro love ones. Una previsione, un auspicio, una preghiera.

Il tornado (Credits: LaPresse/Charlie Riedel)
Comunque sia, alla fine, il bilancio delle vittime sarà molto pesante. L’Annus Horribilis dei tornado non è ancora finito negli Stati Uniti. Solo qualche ora dopo aver colpito Joplin, altri tre vortici di di vento (assassino) si sono abbattuti in Oklahoma, uccidendo anche in quello Stato quattordici persone.
Dopo quello che era successo a Joplin, a Oklahoma City c’era molta angoscia per l’arrivo del tornado. Nonostante sia la città (storicamente) tra le più colpite degli Stati Uniti, nonostante i suoi abitanti siano ormai abituati ai tornado, la paura era visibile sul volto delle persone che lentamente evacuavano le loro case nei sobborghi della città.
Per fortuna, il vento e la pioggia erano più deboli rispetto al tornado che aveva colpito Joplin. Per fortuna, le vittime sono state di meno.
Ma la stagione non è finita. Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane sono attese altre devastazioni e distruzioni. Le condizioni metereologiche che determinano la creazione in quella zona degli States di questi potenti fenomeni naturali si ripresenteranno ancora.
La gente del Midwest guarda il cielo. E prega che non cambi colore. Come è successo a Joplin, poco prima che la distruzione arrivasse.
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori
- Giovedì 26 Maggio 2011


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Commenti
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Il 26 Maggio 2011 alle 17:16 antonioilbello ha scritto:
Signor Zurleni, per carità, apprezzo l’idea della bandierina USA sulla scrivania, però la prego: “loved ones”.
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