
In fuga da Abyei (Credits: AP Photo/UNMIS, Stuart Price)
Colpi di artiglieria pesante sono caduti su diversi quartieri di Kadugli, capitale dello Stato del Sud Kordofan, dove da due giorni l’esercito di Khartoum ed ex ribelli del Sud Sudan si stanno dando battaglia. Bilancio: almeno 6 morti e diversi feriti.
Il Kordofan Meridionale è uno degli stati che appartengono al Nord, pieno di giacimenti petroliferi. Il suo territorio comprende anche la fertile regione di Abyei, contesa da settimane, e anch’essa ricca di idrocarburi.
Abyei fa parte al tempo stesso del Bar al-Ghazal Settentrionale, e la sua definitiva assegnazione (nord o sud) non è mai stata sciolta, così come la spartizione dei guadagni delle attività estrattive. Ecco perché da settimane nella zona si combatte.
Doveva esserci un referendum popolare, lo scorso gennaio, che avrebbe deciso se Abyei dovesse appartenere al Nord o al Sud Sudan, ma non è mai stato fatto. Rimandato sine die. E così si spara ancora.
Gli sfollati da Abyei, secondo le stime dell’Ocha, l’ufficio affari umanitari dell’Onu, sarebbero almeno 96mila. La maggior parte di loro sono Dinka Ngok, spesso contrapposti alla tribù araba del nord dei Misseriya, nomadi, che di frequente sconfinano in cerca di acqua per le loro greggi.
A fine maggio Satellite Sentinel Project, una ong statunitense che si appoggia al progetto Digital Globe, e che, tra le altre cose, è finanziata anche dalla star hollywoodiana George Clooney, aveva denunciato una vera e propria pulizia etnica da parte delle forze di Karthoum nella regione.
Le immagini, che mostrano il dispiegamento di carri armati e la distruzione di interi caseggiati, e Abyei che si svuota dei suoi abitanti, sono state inviate al Tribunale Penale Internazionale e al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
Su Omar al Bashir pendono già tre mandati di arresto per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio commessi nel 2003 in Darfur.
L’escalation di violenza ad Abyei a un mese esatto dell’ufficializzazione dell’indipendenza del Sud Sudan preoccupa gli analisti. Secondo il New York Times, le forze di Karthoum avrebbero intenzione di occupare anche la regione del Nilo Blu, prima del 9 luglio. Sono state segnalate forze in avvicinamento a postazione sudiste proprio nella zona.
La strategia di Al Bashir è molto semplice: forte della maggior potenza delle sue truppe, il presidente nord sudanese va ad occupare le zone frontaliere o contese che gli interessano. Per poi godere della solita inerzia e inefficacia della comunità internazionale (e delle forze Onu sul campo) e lasciare tutti così di fronte a fatto compiuto. Per l’ennesima volta.
—
Giampaolo Musumeci fotografo, giornalista e videoreporter si occupa di guerre e questioni africane. Collabora con giornali, radio e tv italiane e internazionali, tra cui SkyTg24, Channel4, Independent, Die Zeit. Su Radio24 conduce il programma di attualità internazionale “Nessun luogo è lontano”
- Giovedì 9 Giugno 2011


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 9 Giugno 2011 alle 16:03 Sudan: Bashir alle ennesime prove generali. Di guerra | Notizie Più ha scritto:
[...] Sudan: Bashir alle ennesime prove generali. Di guerra Segnala presso: Articoli CorrelatiESP – Fenomeni paranormali, video in anteprima [...]
Il 9 Giugno 2011 alle 18:21 anna.one ha scritto:
Allora l’omicida dittatore non se ne và dai territori contestati?
I told you so! :)
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.