
1972: il presidente Nixon col suo consigliere Henry Kissinger tornato da negoziati segreti a Parigi (AP Photo/File)
Il web è tutto e il contrario di tutto. Crea bufale colossali, come la finta voce della blogger lesbica siriana Amina, rivelatasi poi un americano che postava le sue fiction da Edimburgo. Mobilita coscienze e voti, se è vero che la vittoria del sì ai recenti referendum abrogativi italiani devono molto al passaparola tramite Twitter, Facebook, e-mail… Eleva l’utente a giornalista o comunque a cercatore di scoop: si veda la pubblicazione dell’epistolario di oltre 24mila pagine mail risalenti al periodo in cui Sarah Palin era governatrice dell’Alaska, messe in rete dai giornali americani cercando la collaborazione di internauti nello spulciarle e nel cercare notizie succulenti.
E pubblica dossier secretati delle alte sfere politiche. E se questo con Wikileaks non è più una novità, la novità è invece che ora è l’Archivio nazionale degli Stati Uniti a pubblicare tutte le circa settemila pagine dei Pentagon Papers, i documenti riservati che descrivono in dettaglio il comportamento di quattro Amministrazioni Usa sul Vietnam, tra cui le menzogne del presidente Lyndon Johnson. Non sono attese in realtà rivelazioni di spicco, perché ampi stralci dei Pentagon Papers, e in particolare quelli più segreti ed esplosivi, erano stati pubblicati con ampio rilievo nel 1971 dal New York Times. Si tratta però della prima volta che il pubblico ha la possibilitàdi leggere tutti i Papers, grazie ai quali si era appreso che i leader Usa sul Vietnam dicevano una cosa in pubblico e cose totalmente diverse in privato, o nelle riunioni a porte chiuse.
- 1972: il presidente Nixon conferisce col suo consigliere Henry Kissinger al ritorno da negoziati segreti a Parigi
- 1971: al New York Times con un foglio di prova della pagina con il rapporto segreto del Pentagono sul Vietnam
- 1972: Daniel Ellsberg, colui che consegnò al New York Times i Pentagon Papers, affronta la folla riunitasi a State Capitol ad Harrisburg in seguito a un corteo contro la guerra
- 1968: il presidente Johnson e il presidente sudvietnamita Nguyen Van Thieu all’inizio della due giorni all’inizio della due-giorni sulla guerra vietnamita e sui colloqui di pace a Parigi
- 1967: il presidente Lyndon B. Johnson parla alle truppe a Cam Ranh Bay, Vietnam del sud
- 1973: Daniel Ellsberg, co-imputato nel caso Pentagon Papers, parla alla stampa fuori da palazzo federale di Los Angeles
- 1972: Daniel Ellsberg con la moglie Patricia parla con la stampa a Los Angeles durante una pausa del suo processo
- 1973: Daniel Ellsberg parla ai reporter fuori del Federal Building a Los Angeles
Considerati una sorta di antenato dei documenti che Wikileaks, anche loro hanno il loro soldato Bradley Manning, l’uomo che ha consegnato centinaia di migliaia di “cable” diplomatici riservati all’organizzazione diretta da Julian Assange, e si trova attualmente in carcere. La gola profonda di quaranta anni fa si chiama Daniel Ellsberg, ex marine e analista militare. Era stato lui a consegnare i documenti al Nyt, con un impatto senza precedenti, dato che dopo la pubblicazione dei primi stralci del documento sul Vietnam, il parere dell’opinione pubblica sulla lunga guerra degli Stati Uniti si modificò in maniera radicale. Seguì un momento molto difficile per la politica americana, perché poco dopo scoppiò lo scandalo del Watergate, con le traumatiche dimissioni del presidente Richard Nixon.
Le accuse più dure dei Pentagon Papers furono quelle nei confronti del presidente Johnson, un democratico. C’erano in particolare piani dettagliati per l’invasione del Vietnam, nonostante lo stesso Johnson avesse escluso categoricamente di avere intenzioni in tal senso.
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- Martedì 14 Giugno 2011

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