
Esercito cinese (Credits: LaPresse)
“Per uno scrittore la punizione più grande è non poter tornare nel paese che fa da sfondo alle proprie storie”: è questa la grande paura di Ma Jian, dissidente cinese che dopo aver dipinto per anni poster di propaganda e aver lavorato come reporter per una rivista del partito, dopo un viaggio solitario di tre anni alla scoperta degli angoli più remoti della Repubblica popolare, viene condannato dal governo e costretto all’esilio per aver pubblicato una raccolta di racconti sul Tibet (Tira fuori la lingua).
Il suo ultimo successo pubblicato in Occidente è Pechino in coma, un romanzo che racconta alcuni retroscena del giorno più nero della storia cinese, quello del massacro di Tiananmen. E ancora oggi uno dei dissidenti cinesi più famosi ammette che le sue opere continuano ad essere ispirate dall’indignazione e dalla rabbia per quello che succede nel suo paese d’origine.
“Sono molto preoccupato per il fatto che in Cina i dissidenti possano sparire da un momento all’altro, come è successo ad Ai Weiwei e come temo possa capitare ad Han Han (il più noto blogger cinese, ndr). Del resto, anche io, pur vivendo a Londra, sento gli occhi del partito puntati su di me”. Ma Jian definisce “terrificante” il modo in cui Pechino ha deciso di controllare tutto quello che succede nel paese e di tenere nascosti il Nobel e la detenzione di Liu Xiaobo.
E’ probabile che il prossimo libro del dissidente tratterà proprio questi argomenti, ma a Ma Jian non piace anticipare i dettagli del suo lavoro. Anche se, ammette l’autore, per il futuro del paese è fondamentale che qualcuno spieghi perché la Cina sta attraversando un delicatissimo periodo di crisi e come potrà uscirne. E questa volta assieme alla Repubblica popolare l’autore ha deciso di criticare anche l’Occidente, che da troppo tempo ha smesso di tener testa a Pechino per influenzarne le scelte di politica interna ed estera, perché più interessato a mantenere un rapporto privilegiato con questa nazione per salvaguardare i più disparati interessi nazionali. “I valori a cui nessun paese occidentale ha rinunciato ai tempi di Tiananmen oggi sembrano non contare più: accordi e opportunità economiche sono diventati così importanti da far passare in secondo piano qualsiasi altra esigenza”.
Secondo Ma Jian l’Occidente è oggi talmente concentrato sui propri problemi da non accorgersi di quello che sta facendo la Cina in Asia: mantenendo un profilo bassissimo e muovendosi lentamente, Pechino è infatti riuscita a consolidare il proprio controllo non solo su Tibet e Xinjiang, ma anche su Hong Kong e Taiwan. E quello di cui probabilmente l’Occidente non si rende conto è che se continuerà a scendere a compromessi con Pechino farà sempre più fatica ad imporre i propri valori di democrazia e rispetto dei diritti umani. Anche perché il partito, che ha sempre più paura di perdere il controllo del paese, non fa altro che puntare su terrore e violenza per evitare il caos.
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Claudia Astarita è docente di Relazioni Internazionali dell’Asia Orientale presso l’Università di Bologna. Scrive approfondimenti sull’Asia per Panorama.it, Economy, Il Secolo XIX, East. Ha lavorato quattro anni come ricercatrice a New Delhi e Hong Kong. L’Oriente è la sua passione e coglie ogni occasione per tornare nei luoghi che ama.
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- Mercoledì 15 Giugno 2011


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Commenti
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Il 15 Giugno 2011 alle 16:56 indigesto ha scritto:
Deve essere un idealista Ma Jian, gentile Professoressa. Potrà parlarcene in dettaglio, del comunismo cinese, ma, in fondo, non ce lo rivela. Magari anche dell’Occidente avrà cominciato a scoprire le “magagne”, sia pur da una posizione di privilegio. E’ anche probabile che si accorga presto che anche i valori di democrazia che gli assegna si sono un po’ appannati da tempo.
Sono, in pratica, due forma di potere, la democrazia ed il comunismo; è sempre bene ricordarsene. Poteri, entrambi tenuti saldamente in nome del popolo sovrano. Ma non v’è dubbio che, dei due, il primo è senz’altro il meno peggio. Saluti.
Il 15 Giugno 2011 alle 19:58 Basta compromessi con la Cina, parola di dissidente | Notizie Più ha scritto:
[...] here to read the rest: Basta compromessi con la Cina, parola di dissidente Segnala presso: Articoli CorrelatiCina: 2.500 corrotti in mostra a ShenzhenPechino manda gli [...]
Il 17 Giugno 2011 alle 14:53 e.fumagalli ha scritto:
Il generale cinese che ordinò Tienanmen, ora in pensione, l’anno scorso ricevette una omorificenza dall’ONU. Forse per aver evitao alla Cina la fine dell’URSS? Al riguardo degli intellettuali Weiwei quando accettò l’incarico dallo Stato per la realizzazione dello statio a nido, per le olimpiadi, gli fece schifo?. Si da il caso che, contattando uno studioso tibetano, che dirige un blog dal Tibet, la racconti diversamente come pure italiani la residenti o per lavoro, pure con moglie cattolica, sostengono che non subiscono alcuna censura o opressione e sono liberi di navigare su internet ovunque. Va anche ricordato che Ren Ren la concorrente cinese di Giigle, ha superato tutti quotandosi in borsa a Wall Street e nel primo giorno le azioni sono salita del 30%. Che il centro dell’economia mondiale punti sulla Cina? Non avrebbero tutti i torti se si considera che detengono il 40% delle riserve monetarie mondiali, della Cina, ossia del popolo non dei privati occidentali dove gli stati sono in bancarotta alla mercè degli speculatori. Se ne è accorto persino Tremonti che esaltava la finanza creativa, quella che ha messo in crisi mezzo mondo.Duro ammetterlo vero? Sembra che con lo SCO, russi, cinesi, indiani, Afghani e quant’altri, uniti per la sicurezza si distinguono dagli occidentali non trattando con la droga, come fa la CIA & C. che la usano per fare casino e vebdere armi. Provare a ragionare no?
P.S. La tentata rivolta dei gelsomini miseramente fallita, vi aderirono un centinaio subissati da 400 milioni di internauti, mica uno scherzo. Informarsi non è una balla.
Il 17 Giugno 2011 alle 15:04 e.fumagalli ha scritto:
Ci sono scrittori più grandi di lui, Gabriel Garcia Marquez ad esempio, non può tornare al suo paese, Colombia ma non per ragioni politiche, ufficialmente ma per la denuncia del connubbio armi-droga che sostiene le due economie USA e Colombia, i narco lo farebbero fuori e preferisce vivere in Spagna. Di che si lamenta il cinesino che vive in inghilterra scriva e venda libri, con i soldi si vive bene dappertutto.
Il 17 Giugno 2011 alle 18:10 anna.one ha scritto:
..”. Va anche ricordato che Ren Ren la concorrente cinese di Giigle…”
Giigle? Forse, non certo concorrente di Google visto che é una funky versione chinese di Facebook, la “risposta” chinese a Facebook, ed é già in declino. Il governo chinese ha pensato che con questa trovata potrà controllare i suoi polli visto che non permette l’accesso a Facebook in China, figuriamoci dopo la “Arab Spring” se vogliono rischiare.
Informarsi…non é difficile! :)
Il 19 Giugno 2011 alle 18:17 anna.one ha scritto:
fumin:”Che il centro dell’economia mondiale punti sulla Cina?”
hmmm
http://www.reuters.com/article.....OF20110613
Il 19 Giugno 2011 alle 18:28 anna.one ha scritto:
fumin”"Sembra che con lo SCO, russi, cinesi, indiani, Afghani e quant’altri, uniti per la sicurezza si distinguono dagli occidentali non trattando con la droga, come fa la CIA & C. che la usano per fare casino e vebdere armi. Provare a ragionare no?”
Gli Afghans non trattano con la droga? Helloooo, Taliban! LOL
Provare a informarsi prima di scrivere pifferate.. no? :)
Da Wiki:
China is a major source of precursor chemicals necessary for the production of cocaine, heroin, MDMA and crystal methamphetamine, which are used by many Southeast Asian and Pacific Rim nations.
China produces over 100,000 metric tons of acetic anhydride each year, and imports an additional 20,000 metric tons from the United States and Singapore.
Reports indicate that acetic anhydride is diverted from China to morphine and heroin refineries in the Golden Triangle.
China is also a leading exporter of bulk ephedrine and has been a source country for much of the ephedrine and pseudoephedrine imported into Mexico; these precursor chemicals are subsequently used to manufacture methamphetamine destined for the United States.
China is developing a significant MDMA production, trafficking, and consumption problem.
Although China has taken actions through legislation and regulation of production and exportation of precursor chemicals, extensive action is required to control the illicit diversion and smuggling of precursor chemicals.
China not only continues to be a major transit route for Southeast Asian heroin bound for international drug markets, but also for Southwest Asian heroin entering northwestern China from Afghanistan, Pakistan, and Tajikistan. (e.i. noooo, quelli non trattano con la droga!!!)
A majority of the Southeast Asian heroin that enters China from Burma transits southern China to various international markets by maritime transport.
Drug traffickers take advantage of expanding port facilities in coastal cities, such as Qingdao, Shanghai, Tianjin, and Guangdong, to ship heroin along maritime routes.
Southwest Asian heroin (mainly from Afghanistan) represents as much as 20 percent of the heroin entering northwest China. (e.i. Afganistan? Noooo!!!)
Chinese authorities believe that these trends will increase and they attribute these increases to the continuing development of the infrastructure and economy in China.
China is being forced to develop a complex counter-drug strategy that includes prevention, education, eradication, interdiction, and rehabilitation.
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