
Manifestanti davanti al Parlamento greco (AP Photo/Kostas Tsironis)
A Lussemburgo, la capitale più piccola dell’Unione Europea, 17 ministri finanziari in otto ore di discussioni non sono riusciti a decidere dello stanziamento dei 12 miliardi di euro che costituiscono la quinta e ultima tranche del pacchetto da 110 miliardi di aiuti pattuito l’anno scorso per sostenere le finanze di Atene. E nella nottata di domenica ripassano la palla al Parlamento greco.
In attesa di conoscere l’esito del voto parlamentare sul nuovo governo di George Papandreou, previsto per domani, i ministri dell’Eurogruppo hanno preferito rinviare la decisione promettendo però che l’erogazione dei fondi, fondamentale per il rispetto delle scadenze del debito greco, avverrà entro la prima metà di luglio.
Solo se vi sarà l’approvazione parlamentare delle leggi sul risanamento finanziario e sulle privatizzazioni da 50 miliardi di euro previste, i ministri dell’Eurogruppo procederanno all’esborso e contemporaneamente decideranno “i parametri principali di una nuova, chiara strategia finanziaria per Atene”, ovvero di un nuovo piano di aiuti che questa volta comprenderà anche un “coinvolgimento volontario del settore privato“, come si legge in un comunicato pubblicato dopo la fine del summit.
Il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble ha ribadito che la Germania è pronta ad aiutare la Grecia, ma Atene deve fare la sua parte approvando il programma di riforme e di risanamento: “È fondamentale il consenso nazionale in Grecia“.
Intanto domenica notte migliaia di manifestanti auto-proclamatasi “indignati” hanno protestato pacificamente fuori del Parlamento, riunendosi di nuovo per affermare la loro contrarietà al piano di austerità in corso.
Sempre domenica il premier socialista George Papandreou ha proposto un referendum in autunno per una revisione della Costituzione greca, dicendosi pronto ad apportare cambiamenti radicali per il sistema statale come parte di un più ampio sforzo per far tornare in salute l’economia greca.
Aprendo il dibattito in Parlamento che culminerà martedì notte con un voto di fiducia, Papandreou ha sostenuto che “la mancanza di meritocrazia e trasparenza nel settore pubblico” ha contribuito in gran parte alla terribile situazione economica del Paese. Il premier ha anche annunciato la creazione di un gruppo indipendente di 20-25 esperti che esaminerà le proposte di modifiche tra cui una riduzione dei 300 posti parlamentari, l’abolizione della legge che protegge i ministri da procedimenti giudiziari e una revisione del sistema elettorale.
“Stiamo esaminando la questione del trasferimento di capitali all’estero”, ha aggiunto, sottolineando gli sforzi del governo per reprimere l’evasione fiscale.
Papandreou ha invocato l’unità, che però non sembra trovare terreno fertile nell’opposizione. Il Partito comunista (KKE) respinge la proposta di un referendum come un tentativo di “ingannare” il popolo greco. Il leader dell’estrema destra (LAOS), Giorgos Karatzaferis, ha condannato il rimpasto governativo e insiste sulla necessità di un governo di unità.
Il capo della Coalizione della Sinistra Radicale (SYRIZA), Alexis Tsipras, ha accusato il governo di temere le elezioni e ha descritto il suo programma di medio termine - una nuova serie di aumenti delle tasse, tagli alla spesa e privatizzazione - come il “bacio della morte per il popolo greco”.

Il primo ministro George Papandreou apre la tre-giorni di dibattito prima del voto (Ansa/EPA/SIMELA PANTZARTZI)
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- Lunedì 20 Giugno 2011

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