È cominciato il conto alla rovescia. La seconda Freedom Flottiglia, una decina di navi che trasportano circa 350 attivisti filo-palestinesi provenienti da 22 nazioni, si è data appuntamento “giovedì o venerdì” al largo dell’isola greca di Creta per salpare alla volta di Gaza. Obiettivo: forzare il blocco israeliano che dal 2007 colpisce l’economia della Striscia, governata dal gruppo estremista Hamas. Il nome Freedom Flottiglia è rimasto bene impresso nella memoria di tutti, perché un anno fa un’altra flottiglia dallo stesso nome aveva tentato la medesima missione. Il risultato è stato un bagno di sangue. La marina israeliana riuscì a intercettare le navi: a bordo di una di queste, la Mavi Marmara, nove attivisti furono uccisi durante gli scontri con i militari.
Come lo scorso anno, gli attivisti filo-palestinesi e le autorità di Gerusalemme forniscono due versioni completamente diverse circa il carico e (soprattutto) la missione della Flottiglia. Gli organizzatori della spedizione dicono di volere portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza e di non avere alcun intento violento. Ma l’esercito israeliano sostiene che l’obiettivo della missione è “uccidere soldati israeliani” e che a bordo di alcune delle navi sono già pronte scorte di acido solforico da rovesciare addosso ai militari.
Fatto sta che per Israele sarà una prova durissima. Da un lato, il governo di Gerusalemme ha già fatto sapere di non voler lasciare passare la Flottiglia, perché vuole mandare il messaggio che il blocco navale a Gaza non può essere forzato: il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman ha ricordato che “esistono modi legali” per portare aiuto alla popolazione di Gaza, ovvero attraccare a un vicino porto israeliano e consegnarle alla Croce Rossa o altre associazioni affinché trasportino gli aiuti via terra. Dall’altro lato, però, Israele sa benissimo di non potersi permettere una nuova carneficina, con conseguente figuraccia a livello internazionale.
Risultato? Per il momento, sembra che il governo israeliano voglia trovare il modo di gestire la cosa con una linea morbida. Ai soldati è stato dato l’ordine di “ingaggiare un confronto minimo”. Inizialmente, il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva minacciato di arrestare i giornalisti a bordo della flottiglia, ma poi ha fatto marcia indietro. A bordo di una delle navi – la Tahrir, chiamata così in onore della piazza egiziana dove è cominciata la rivolta anti-Mubarak – c’è anche una giornalista israeliana di alto profilo: Amira Hass.
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Anna Momigliano è una redattrice di Studio, bimestrale di attualità culturale. Ha scritto reportage da Israele, Libano e altri Paesi mediorientali. Per Marsilio ha pubblicato Karma Kosher
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- Martedì 28 Giugno 2011


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Commenti
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Il 28 Giugno 2011 alle 19:29 Gaza (e Israele) in attesa della nuova Flottiglia – L’ANALISI | Notizie Più ha scritto:
[...] original post here: Gaza (e Israele) in attesa della nuova Flottiglia – L’ANALISI Segnala presso: Articoli CorrelatiUno Stato Palestinese per il 20 settembre? Ci credono in pochi [...]
Il 28 Giugno 2011 alle 20:10 anna.one ha scritto:
Si, sembra che a bordo ci siano agenti chimici da usare contro le truppe israeliane, cosi’ sarà appropriato e legale affondare la “Flotilla of Fools”- “Audacity of Hope” con dummy warhead torpedos e, naturalmente, provvedere salvagenti per i topi, useful idiots a cominciare dalla Hass, che abbandonano le navi.
Non ci sarà nessun bisogno di una “nuova carneficina” e si eviterà la presunta “figuraccia” lol ( sorry, ma la naïveté (?) dimostrata over and over again, nella scelta di questo termine, in queste serie situazioni, mi fa sempre ridere).
Il governo israeliano ha approvato il piano di difesa della marina per prevenire la flottiglia di raggiungere le coste di Gaza con “un’azione ferma e determinata”…BOOM!
Naturalmente si riporta che i filo-paleostinesi sono “umanitari” ma si evita di riportare che tra di loro ci sono dei fondamentalisti turchi dell’IHH (che non partecipassero era una pifferata) e almeno due sostenitori di Hamas, Amin Abu Rashd, uno degli organizzatori olandesi della flottiglia ed ex capo di una “carità” di Hamas in Olanda, che le autorità di sicurezza Dutch hanno chiuso dopo aver scoperto che finanziava operazioni terroristiche.
L’altro è Mohammed Ahmad Hanoun, a capo di un altro fondo per i terroristi chiamato ABSPP. E naturalmente Medea of Code Pink, mr&mrs Bill Ayers e Hussein Obamasito pal Rashid Khalid.
Non c’é nulla di “umanitario” in questa azione che é solo l’ennesima provocazione. Se sono veramente degli “umanitari” e non i soliti libtards anti-Israel, perché non se ne vanno in Syria o Libya i buffoni?
Il 29 Giugno 2011 alle 6:39 anna.one ha scritto:
Canadian boat to Gaza..a video tribute..
http://www.youtube.com/watch?v.....r_embedded
Il 29 Giugno 2011 alle 19:23 indigesto ha scritto:
“Fatto sta che per Israele sarà una prova durissima.”
Lo credo bene, gentile Dottoressa. Certamente non pensano di andare in crociera da “gitanti”. Vanno semplicemente per reiterare una provocazione, confidando anche in certi discorsi che vorrebbero Israele messa questa volta con le spalle al muro. C’è anche da pensare, però, che la reiterazione di una provocazione talvolta libera completamente le mani a chi dovrebbe subirla; senza alcun timore di “sfigurare” agli occhi di chi queste provocazioni, in un modo o nell’altro, le sostiene.
Il 1 Luglio 2011 alle 18:02 anna.one ha scritto:
Forse abbiamo frainteso, i pinheads vanno in crociera a Gaza per le vacanze..ahhh, ecco!!!
http://www.youtube.com/watch?v.....r_embedded
:)
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