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Stati Uniti: il who’s who dei 10 uomini più ricercati dall’Fbi

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  • Tags: Barack Obama, Fbi, james bulger, most wanted, obamamania, Osama-Bin-Laden, polizia federale, semion mogilevich
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Un video Fbi a Times Square, prima della cattura di James Bulger (AP Photo/Mary Altaffer)

Un video Fbi a Times Square, prima della cattura di James Bulger (AP Photo/Mary Altaffer)

Michele Zurleni

Sulla prima fotografia (in bianco e nero) c’è stampigliata una striscia rossa con la scritta: catturato. James. L Bulger sembra sorridere nella foto segnaletica di tanti anni fa, l’ultima scattata prima della fuga. Ora, dietro le sbarre, dopo 16 anni di latitanza, non ride più. Sull’ultima fotografia (a colori) di questo Muro delle Celebrità criminali la parola è: deceduto. Il volto scuro e arcigno è quello di Osama Bin Laden. Di lui, rimarrà quell’espressione del viso.

In mezzo a queste due immagini, si snoda l’album delle figurine dei Most Wanted, gli uomini più ricercati d’America secondo l’Fbi. Padrini della mafia russa, assassini e truffatori, rapinatori e boss del narcotraffico. Ogni immagine è una storia e ogni storia contiene scarne informazioni biografiche che potrebbero portare alla loro identificazione e alla loro cattura. Ogni informazione vale dai 100.000 ai 2 milioni di dollari, una taglia sulla testa, a seconda del ricercato.

Dopo l’arresto dell’ottantenne Boss di South Boston, dell’uomo accusato di essere il mandante di 19 omicidi, dell’ex ragazzo di strada che per decenni ha gestito il racket e il traffico di droga in Massachusetts, la palma di Ricercato Numero Uno è finita nelle mani di un altro padrino, questa volta della Mafia di tutte le Russie: Semion Mogilevich.

La scheda dell’Fbi ci dice che questo uomo soprannominato (per il suo acume negli affari) Brainy Don, nato il 30 giugno del 1946, potrebbe avere dei grossi baffi sul suo rotondo viso, possedere diversi passaporti (israeliano, russo, greco e ucraino), risiedere a Mosca (da dove comanda i suoi affari) e continuare ad ordinare delitti su delitti come (dicono le accuse) sta facendo da anni.

La polizia federale americana lo sta cercando da anni, lui, capo di una delle più importanti organizzazioni criminali mondiali, per una truffa milionaria (150 milioni di dollari) ai danni di centinaia di investitori di una società canadese. Quando compì il misfatto (negli anni ‘90), Mogilevich faceva base in Pennsylvania.

Glen Stewart Godwin ora sbarca il lunario con il narcotraffico, in qualche paese del Sud o del Centro America. Ma in passato si era specializzato in assassinio e fuga dal carcere. La prima volta fu nel 1987, dal penitenziario statale di Folsom in California dove questo ex manovale di Miami dedicatosi al traffico di stupefacenti stava scontando una condanna per omicidio.

Ripreso in Messico, dove si era rifugiato, Godwin (alias Carrera, alias Carmen, alias McWilliam), nell’aprile del 1991, dopo aver ucciso una guardia, riuscì ad evadere anche dalla prigione di Guadalajara. Il suo fluente spagnolo gli permette di vivere lontano da casa e dalla giustizia statunitense.

Ha preso un master in International Business, parla con correttezza il francese, ama andare in snowboard e giocare a golf, Jason Derek Brown, ricercato (numero tre) per omicidio e rapina. Era il 2004 e (l’ora) quarantenne californiano sparò a una guardia giurata a Phoenix, Arizona, prima di scomparire con tutto il bottino.

E’ un Pendolare della droga, va avanti e indietro tra il Messico e gli Stati Uniti, Joe Luis Saenz, l’uomo dalle quattro date di nascita (come si vede sul sito dell’FBI). Quattro, come le persone che ha ucciso: tre nel 1998, due ragazzi di una gang rivale e la sua fidanzata; l’ultimo, dieci anni dopo a Los Angeles. Si è fatto cancellare con il laser il tatuaggio che aveva sul corpo e si è arruolato nei narcos per continuare la sua carriera criminale.

Anche Eduardo Ravelo è specializzato nel business della droga, ma questa volta in Texas, dove ha svolto la sua attività fin dal 2003. E’ uno dei boss di Juarez, in Messico. E per non farsi prendere si è fatto modificare le sue impronte digitali.

Alexis Flores e Victor Manuel Gerena, invece, lavorano in proprio. Il primo è ricercato dall’Fbi per aver rapito e ucciso una bambina di cinque anni, ritrovata un mese dopo la sua scomparsa nell’appartamento di Filadelfia. Il secondo è stato il protagonista di una rapina che ha fruttato un bottino di sette milioni di dollari e un’invalidità quasi permanente a due persone che aveva preso in ostaggio. Gerena segna un record. E ’sulla lista dal 1984. E’ il fuggitivo che da più tempo si trova nei Ten Most Wanted.

Ha una passione per la caccia e la pesca, Robert William Fisher, l’ultimo volto della galleria dei Most Wanted d’America. Alto, atletico, questo ex infermiere viveva in Arizona con una moglie e due figli prima di sterminare la sua famiglia, bruciare la casa doveva vivevano a Scottsdale, in Arizona, e fuggire. Era il 2001 e da allora, lui sembra sparito nel nulla.

Ma lo erano anche James Bulger e Osama Bin laden. Ora, sulle loro fotografie, sul sito della polizia federale, c’è quella scritta rossa.

—

Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori


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  • michele.zurleni
  • Mercoledì 29 Giugno 2011

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