
(Credits: Epa/Albero Estevez)
La giovane iraniana Ameneh Bahrami, che era stata accecata e sfigurata con l’acido da un pretendente, ha rinunciato all’ultimo minuto ad applicare la legge del taglione, graziando il suo aggressore nel giorno in cui quest’ultimo avrebbe dovuto essere a sua volta accecato. Lo ha reso noto ieri la televisione di stato iraniana, sul cui sito si legge che ”Ameneh Bahrami, vittima di un’aggressione con acido, ha perdonato all’ultimo minuto il suo aggressore, Majid Movahedi, rinunciando al suo diritto ad avvalersi della legge del taglione”.
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- farian
- Domenica 31 Luglio 2011

(Credits: Epa/Musa Farman)
Ancora una volta, lo scorso venerdì 29 luglio, gli sciiti del Pakistan sono finiti nel mirino degli estremisti sunniti. L’ennesimo attacco di matrice settaria ha avuto luogo nella località di Quetta, il capoluogo del Balucistan, una regione situata nel Pakistan sud-occidentale e quindi al confine con l’Afghanistan.
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- farian
- Domenica 31 Luglio 2011

Barack Obama, John Boehner e Joe Biden (Credits: LaPresse/Pablo Martinez Monsivais)
La Crisi del Debito (Usa) ha già fatto la sua prima, illustre vittima politica: John Boehner, Speaker della Camera. La sua leadership è stata duramente colpita dal “fuoco amico”; dalla rivolta del Tea Party contro il suo piano per l’abbattimento del debito. L’opposizione dei parlamentari vicini al movimento neo-conservatore è stata così forte che Boehner è stato costretto a rinviare il previsto voto sulla sua proposta. Continua

Abdel-Fattah Younis (AP Photo/Ben Curtis)
Dovevano rovesciare Gheddafi in poche settimane ma dopo quasi cinque mesi di guerra civile il Colonnello tiene ancora saldamente Tripoli e diverse altre aree del Paese.
In compenso i ribelli libici hanno cominciato a regolare i conti, a suon di raffiche di kalashnikov, all’interno della composita coalizione che compone il Consiglio nazionale di transizione. Anche se resta aperta l’ipotesi di un blitz degli uomini del regime, l’uccisione del generale di Abdel Fattah Yunes, l’ex ministro dell’Interno libico e capo delle truppe dei ribelli, pare concepita a Bengasi dai suoi numerosi oppositori e rivali.
Ex ministro degli interni di Gheddafi, al quale è stato legato per 40 anni, Younes aderì a fine febbraio all’insurrezione nonostante i dissidi con il presidente del CNT (Consiglio Nazionale di Transizione), Mustapha Abdul Jalil (anche lui ex ministro di Gheddafi che oggi lo ha definito un “eroe della rivoluzione del 17 febbraio”) e con alcuni esponenti militari tornati in Libia dall’esilio aspirando alla guida dell’esercito ribelle, come Khalifa Hifter o Fawzi Bu Katef.
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(Credits: Ap Photo/Sergey Ponomarev)
Il capo dello stato maggiore dei ribelli di Libia, Abdel Fattah Younes, è stato assassinato ieri, durante un assalto a Bengasi. Molte le ombre sulla sua morte. Diversi insorti a Bengasi hanno sempre guardato a lui con sospetto.
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10 tonnellate di cibo del Programma Alimentare Mondiale appena arrivate a Mogadiscio (Credits: AP Photo/Mohamed Sheikh Nor)

Come inquadrare la complessa crisi del Corno d’Africa? Cercando di individuarne i diversi livelli di lettura. Il primo: un contesto climatico di eccezionale emergenza, in parte previsto. La siccità e la carestia che hanno colpito il Corno d’Africa non hanno uguali, pare, da 60 anni a questa parte. Il numero delle vittime, incalcolabile. I profughi, decine e decine di migliaia, verso Kenya ed Etiopia. Secondo livello: la risposta internazionale. Tardiva, si è detto, e insufficiente. Terzo livello: la partita a scacchi giocata dalle superpotenze sul suolo africano. La Germania ha di recente accusato la Cina e la sua politica africana, per bocca dell’incaricato tedesco per l’Africa Guenther Nooke secondo cui lo sfruttamento agricolo intensivo praticato da alcune aziende cinesi nel Corno d’Africa è una delle cause della carestia nella zona.
“Non tutto quello che fa la Cina in Africa è cattivo. Ma consacrare tutta l’agricoltura alle esportazioni può portare a gravi conflitti sociali, se i piccoli agricoltori perdono le loro terre e quindi gli unici mezzi di sussistenza”.
E ancora, un quarto livello: la guerra che si combatte in Somalia. Due giorni fa sono atterrati a Mogadiscio i primi aiuti del Pam, il Programma Alimentare Mondiale, e sono subito ripresi gli scontri, rendendo impossibile distribuire gli aiuti anche in alcune zone della città, dove nell’ultimo mese i profughi sono circa 100.000.
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- giamp
- Venerdì 29 Luglio 2011

Barack Obama e John Boehner giocano a golf (Credits: LaPresse/Charles Dharapak)

Se tutto va bene, il traguardo si vedrà dopo l’ultima curva, pochi secondi prima di tagliare il nastro, dopo un lungo weekend di batticuore, preoccupazione, trattative e partite a poker. Se però qualche cosa dovesse andare storto, se non tutti i pezzi del puzzle si incastrassero, se qualche cosa facesse deragliare in treno in corsa, sarebbe il disastro: il default degli Stati Uniti. Continua

Esercito cinese (Credits: LaPresse)

Sulle nuove reclute, la vita di caserma ha l’effetto di un amore a prima vista. Qi Youpeng, ad esempio, subito dopo la laurea ha deciso di rompere con la fidanzata subito dopo aver ricevuto la conferma di essere stato arruolato. “Sono entrato nell’Esercito di liberazione popolare (PLA) a 22 anni, e mi sono trovato di fronte alla necessità di scegliere tra costruirmi una buona carriera o dedicarmi alla famiglia”.
Anche perché una volta entrati nella PLA si ha il permesso di tornare a casa in licenza al massimo una volta all’anno. Cosa che rende impossibile tenere in piedi qualsiasi relazione affettiva. Inoltre, aggiunge il Sergente Qi, “la carriera militare va iniziata da giovani, e sarebbe ingiusto costringere delle ragazze di vent’anni ad aspettare noi militari per 5/6 anni. All’inizio dell’addestramento, non lo si può negare, una relazione sarebbe solo una fonte di distrazione, ma va anche considerato che in Cina è un disonore sposarsi dopo i 25 anni, e le ragazze che superano questa età, di solito, sono già bollate come zitelle”.
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