
Il trionfo di Yingluck Shinawatra (Credits: AP Photo/Sakchai Lalit)
La Thailandia ha scelto la sua prima donna premier, e l’ex primo ministro Thaksin Shinawatra si è preso la sua grande rivincita dai tempi del colpo di stato del 2006, visto che a trionfare alle elezioni del 3 luglio è stata sua sorella minore Yingluck, una 43enne che fino a un paio di mesi fa non aveva nessuna esperienza politica.
La nuova formazione politica guidata dal clan Shinawatra, il Pheu Thai, ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi nonché un accordo con quattro partiti minori che le permetteranno di controllare 299 poltrone su 500 in Parlamento. Dei 201 esponenti dell’opposizione, solo 159 faranno capo ai democratici del premier uscente Abhisit Vejjajiva.
Per il momento, la cosa più difficile è stato convincere i militari ad accettare che il popolo abbia avvallato il trionfo delle camicie rosse, scegliendo di affidare il paese a quella che in molti considerano essere la portavoce dell’ex magnate delle telecomunicazioni Thaksin, ritenuto il coordinatore dei finanziamenti che il partito riceve dall’estero.
Anche se su Thaksin pesano ancora la condanna a due anni di carcere per reati finanziari e l’accusa di terrorismo per le rivolte scoppiate nel 2010, il partito Pheu Thai si è già messo all’opera per riuscire a ottenerne l’autorizzazione per il rimpatrio. L’ex premier, dall’esilio di Dubai, ha spiegato che il suo rientro non è oggi tra le priorità del paese, che dovrebbe invece concentrarsi sulla riconciliazione e sulla modernizzazione di economia e burocrazia per rilanciare lo sviluppo. Pur ribadendo che il suo più grande desiderio sarebbe quello di tornare a Bangkok entro novembre, per partecipare al matrimonio della figlia a dicembre.
Per evitare un nuovo colpo di stato, difficilmente giustificabile in virtù del forte mandato popolare ricevuto dalla premier, sembra che i militari abbiano già iniziato a discutere i dettagli di un compremesso post elettorale in una serie di incontri riservati con gli esponenti del Pheu Thai. Oltre che dalla questione del rientro di Thaksin, i generali sembrano essere particolarmente preoccupati per la successione al trono. Il principe Maha Vajiralongkorn, 58 anni, erede naturale di re Bhumibol Adulyadej -il regnante più longevo del pianeta, sovrano da 65 anni, è considerato inadatto in quanto estremamente impopolare. Ecco perché è probabile che sul letto di morte Bhumibol possa scegliere di designare la sorella Maha Sirindhorn o uno dei nipoti come leggittimo erede. E i militari, così come il neo premier Shinawatra, temono che questa incertezza possa provocare nuove tensioni e rafforzare l’instabilità interna.
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Claudia Astarita è docente di Relazioni Internazionali dell’Asia Orientale presso l’Università di Bologna. Scrive approfondimenti sull’Asia per Panorama.it, Economy, Il Secolo XIX, East. Ha lavorato quattro anni come ricercatrice a New Delhi e Hong Kong. L’Oriente è la sua passione e coglie ogni occasione per tornare nei luoghi che ama.
- Lunedì 4 Luglio 2011


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