
(AP Photo/Richard Drew)
Fissato in quell’attimo, l’uomo sembra danzare. Lo slancio verticale, le mani e le braccia allineate lungo i fianchi, una gamba ripiegata, mentre l’altra tesa sembra aver appena compiuto un balzo, sembra aver eseguito il passo cadenzato di un esercizio ritmico. Un salto lieve, un piccolo oplà.

Solo che il capo è nella posizione sbagliata. La testa dell’uomo non si staglia verso l’alto. Ma è puntata verso il basso. Più che un ballerino, fissato in quell’attimo, l’uomo sembra un acrobata spericolato, o un’atleta impegnato in una gara di tuffi. Continua


(Ansa)
In una sala un po’ defilata dell’imponente Field Museum di Chicago, uno dei più scenografici al mondo tra quelli di storia naturale, è stata allestita una mostra particolare. Si trova a qualche decina di metri dall’enorme salone dove centinaia di ragazzini ogni giorno sciamano intorno al gigantesco scheletro di «Sue», un tirannosauro rex vissuto 67 milioni di anni fa che troneggia a grandezza naturale. La mostra in questione non ha però nulla a che vedere con i bestioni preistorici né viene consigliata a chi ha meno di 13 anni. Si intitola Ground Zero 360°: attraverso foto e testimonianze audio rievoca la tragedia dell’11 settembre di 10 anni fa.

A darti un primo pugno nello stomaco è soprattutto la ricostruzione di un muro che, nei dintorni di Ground Zero, fu tappezzato in quei giorni da centinaia di «missing» e appelli di familiari che disperatamente cercavano notizie dei loro parenti dispersi nel crollo delle Torri gemelle. Sono fogli A4, ciascuno dei quali colpisce perché scritto e pensato per imporsi su ogni altro e catturare così l’attenzione di chi si fermava a guardare. Riuscire a farsi largo in quella giungla di pietà e guadagnare un secondo in più di interesse in chi vagava con gli occhi, magari grazie a un carattere più grande o un colore più appariscente, poteva significare scacciare un incubo e aggrapparsi a una speranza.
Sarebbe stato sufficiente ricevere una telefonata e sentirsi dire: «Beh, sì, forse ho visto suo figlio su una barella…» per non arrendersi. Si sa invece che quel muro si rivelò purtroppo un immenso memorial artigianale, simile a quelli in marmo dove uno sotto l’altro sono scolpiti in ordine alfabetico i caduti di una battaglia. Continua

Una siringa da laboratorio (Credits: Zaldylmg by Flickr)

“La ricerca degli Stati Uniti in Guatemala è stato
un crimine contro l’umanità“. Questo il commento durissimo del presidente guatemalteco Álvaro
Colom non appena sono stati resi noti
i primi dati della Commissione bioetica d’inchiesta istituita a Washington un anno fa per volontà del collega Barack
Obama per investigare sulle sperimentazioni fatte dagli Stati Uniti nel paese centroamericano.
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(Credits: Epa/Hannibal Hanschke)
Leggi gli altri capitoli del diario di Giovanni Porzio
Tripoli, 30 agosto, ore 23,30 - FLASH
Saadi Gheddafi starebbe per gettare la spugna. Uno dei responsabili militari del Consiglio nazionale di transizione a Tripoli ha dichiarato ad al-Jazeera di avere parlato al telefono con il figlio del Colonnello, che dovrebbe trovarsi ancora nella capitale, forse con altri membri della famiglia. Saadi, che non avrebbe intenzione di lasciare la Libia, si è detto disponibile a trattare con il Cnt.
Tripoli, 30 agosto
Frenetici preparativi per l’Aid al-Fitr, la festa della fine del Ramadhan: negozi aperti, ingorghi nelle strade, file chilometriche di auto per fare carburante nei primi (pochi) distributori in grado di erogare benzina. Circola l’allarme per possibili attentati, in occasione della festa religiosa e della ricorrenza dell’1 settembre, da parte dei fedelissimi del Colonnello. Continua
- Tags: Bengasi, caschi-blu, CNT, emergenza umanitaria, Libia, Muammar Gheddafi, Mustafa Abdul Jalil, onu, rivolte islam, Sirte, Tripoli, world news
-

(Credits: Ansa/Ciro Fusco)

Il governo
ad interim in Libia, costituito dai rivoltosi di Bengasi, ha
rigettato l’idea di
un intervento della forza militare internazionale delle Nazioni Unite, perché “il Paese non ha bisogno dell’aiuto esterno per mantenere la sicurezza”.
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Uomini armati di tribù yemenite e manifestanti anti-governativi in festa

La scorsa settiman il presidente della camera alta del parlamento yemenita
Abdulaziz Abdulghani è
morto in seguito alle ferite riportate il 2 giugno, durante l’attacco al compound del presidente Ali Abdallah Saleh nella capitale Sanaa.
Abdulaziz Abdulghani era stato premier e vicepresidente dello Yemen del Nord. E’ morto in ospedale ed è stato definito « un grande martire della nazione ». Nel frattempo l’attuale premier yemenita Ali Mohammed Mujawar, anche lui ferito nell’attacco ma evidentemente meno grave, dovrebbe essere il primo a lasciare l’ospedale saudita e a tornare in patria.
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- farian
- Mercoledì 31 Agosto 2011

Donne disperate a Karachi (Credits: AP Photo/Fareed Khan)

Appena un mese fa il bilancio dei morti a Karachi, il cuore economico del Pakistan, era arrivato a 400, e purtroppo la scelta di dispiegare centinaia di agenti di polizia e forze paramilitari per contenere le violenze a sfondo politico ed etnico che stanno infiammando la città non è servito a molto.
Secondo la Commissione per i diritti umani del Pakistan, dall’inizio dell’anno sono state uccise a Karachi più di 500 persone, e il bilancio delle vittime potrebbe presto superare il numero di morti del 2010, pari a 748. L’escalation di luglio ha avuto origine dall’uccisione di un attivista politico del partito nazionalista Awami, che rappresenta la popolazione di lingua pashtun e che ha accusato il movimento Muttahida Quami, punto di riferimento per la popolazione che parla urdu, di esserne responsabile. Continua

Irene ha provocato alluvioni nel New England (Credits: LaPresse/ Dick Sanford)

Se per New York, Irene si è rivelato poco più che un fortissimo temporale, per il Vermont è stata la “Tempesta Perfetta“, il più catastrofico evento naturale da un secolo a questa parte. Insieme al New Jersey, questo stato è rimasto per ore sotto il flagello dei venti e della pioggia portati da Irene che, dopo aver perso potenza durante il suo passaggio su Manhattan (tanto da essere declassificato), l’ha riacquistata viaggiando verso nord. Continua
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