Barack Obama (Credits: LaPresse/Icon Smi)
Il barbecue con i suoi amici più stretti (giunti apposta da Chicago) nel Giardino delle Rose della Casa Bianca è stato gioviale, ma non certo allegro per Barack Obama. I suoi 50 anni, il suo compleanno, sono caduti nel giorno in cui il Dow Jones a Wall Street precipitava in picchiata come non avveniva da tempo, mentre tutti gli operatori di mercato iniziavano a sentire sulla schiena il freddo sudore provocato dalla paura che una nuova Recessione stia ormai bussando (anche) alle porte dell’ancora convalescente (e quindi, mai guarita del tutto) economia americana.
Per lui, per la sua rielezione, una nuova crisi economica potrebbe essere fatale. Barack Obama lo sa bene, ma, in realtà, non sembra avere le idee troppo chiare su come uscire dalla situazione in cui si trova. E’ conscio del fatto che gli americani (soprattutto il ceto medio) l’hanno mandato alla Casa Bianca per risolvere il problema per loro più importante: la buona salute dei loro portafogli, il loro benessere economico, colpiti duramente dalla peggiore Depressione dopo quella degli anni ‘30.
Alla vigilia dell’anno più importante per la sua presidenza, il presidente Usa si trova a dover affrontare un bilancio (quasi) in rosso su questo fronte. E con la prospettiva che i prossimi mesi siano ancora più duri. Basti pensare ai dati sulla disoccupazione. E’ vero che gli ultimi sono migliori delle previsioni (117.000 posti di lavoro in più a luglio rispetto agli 85.000 attesi), ma è ancora troppo presto per dire se si tratta di un trend duraturo oppure solo di una contingenza.
Obama è diventato presidente in un momento in cui milioni di persone perdevano il loro posto di lavoro e dopo tre anni quasi nulla è cambiato. Anzi. Nonostante uno dei più importanti pacchetti di aiuti e di investimenti mai approvato nella storia degli Usa, il numero dei disoccupati è sempre molto alto e da tempo ruota attorno a quota 9%. Nessun presidente è stato rieletto negli ultimi 50 anni con un tasso di disoccupazione superiore al 7,2%.
Quando ha preso servizio, Obama ha avuto sicuramente il merito di aver bloccato l’emorragia, ma poi non è stato in grado di risalire la china.
Il fatto è che, ora, l’opinione pubblica gli chiede il conto delle sue politiche. Secondo molti suoi consiglieri, lo sforzo della Casa Bianca su questo fronte non è stato capito, o è stato spiegato male. Per questo, il presidente farà un tour in pullman di tre giorni a fine agosto nel Midwest per comunicare i suoi sforzi nella lotta alla disoccupazione. Ma dovrà essere molto abile per recuperare il terreno perduto in termini di consenso.
Non ci sono solo i sondaggi a generargli preoccupazione (uno degli ultimi dice che soltanto il 40% ha approvato il suo modo di gestire le trattative sul debito, mentre l’84% degli interpellati ha giudicato in modo negativo l’atteggiamento dei leader del Congresso). C’è la stampa che gli chiede cosa intende fare ora, visto che una nuova recessione è alle porte.
Significativo, in questo caso, il duetto (quasi duello) che c’è stato nella sala stampa della Casa Bianca tra Jay Carner, il portavoce di Obama, e Jake Tapper, corrispondente della ABC News. Il giornalista ha chiesto più volte che cosa stava facendo in quel momento il presidente per fronteggiare la crisi, visto che Wall Street crollava, e che tipo di iniziative stava prendendo, ma per risposta ha avuto solo qualche frase di circostanza che Carney è riuscito a balbettare.
Un altro segnale di questo disincanto arriva da una testata molto vicina al presidente: l’Huffington Post. Che ha pubblicato un video - compilation di tutte le volte che Obama ha promesso in pubblico di sconfiggere la disoccupazione.
Ma il presidente non è certo l’unico responsabile della situazione. Ha ricevuto un’eredità pesante, in uno dei momenti più difficili della recente storia americana. Alcuni dei suoi provvedimento giacciono ancora al Congresso, bloccati dall’opposizione dei repubblicani. E poi, non tutto dipende dal presidente degli Stati Uniti. Il Mercato viaggia con le sue regole e le sue dinamiche, come si sono resi conto bene a Washington in questi giorni.
Quello che gli americani gli imputano è soprattutto di non aver collocato al primo posto delle sue emergenze proprio la questione della disoccupazione e di aver impegnato le proprie energie su altri fronti, vedi, per il primo anno e mezzo di mandato, la Riforma Sanitaria.
Gli elettori indipendenti che insieme a i giovani sono stati decisivi per la sua elezione si chiedono ora dove siano finite quelle promesse. Già ci sono le prime analisi, secondo le quali ottenere il secondo mandato non sarà facile perché in alcuni degli Stati dove si era affermato nel 2008, i repubblicani ora sarebbero in vantaggio.
E’ forse troppo presto per dirlo ma è possibile che il mantra che accompagnò Bill Clinton nella campagna elettorale del 1992 (”It’s the economy, stupid…”) e che divenne la chiave di volta per l’affermazione su George H. Bush (il quale, nonostante la vittoria in Iraq, pagò la recessione che colpì gli Usa allora) possa diventare la frase ossessiva, l’incubo che accompagna Obama nel prossimo anno. It’s the economy, Mr. President.
—
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori
- Venerdì 5 Agosto 2011


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Commenti
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Il 6 Agosto 2011 alle 0:54 jimmie01 ha scritto:
Zurleni scrive:”…ha ricevuto un’eredita` pesante…”
E parliamone di questa eredita` pesante, Zurleni.
Ha speso, ObaMAO quasi 2 trillions di dollari in salvataggi e stimoli, risultato? Disoccupazione oltre il 9%, nello specifico i neri hanno un tasso di disoccupazione del 16,2% e gli hispanici dell’ 11,9%. Il GDP ( prodotto interno lordo ) nell’ ultimo quarto dell’ anno e` cresciuto di un insignificante 0,325%. L’eredita` di Bush? Disoccupazione a poco piu` del 5% quando Dubya lascio` la Casa Bianca nel gennaio 2009.
Ad oggi la benzina viene venduta alla pompa da 3,57 $ a 4,80 $ al gallone. L’ eredita` lasciata da Bush nel gennaio 2009? 1,80 $ al gallone ( poco meno di quattro litri ).
Obama promise 2,5 milioni di nuovi posti di lavoro, ma 3,3 milioni di posti di lavoro dal gennaio 2009 ad oggi ( Obama Presidente ) sono andati in fumo. Eredita` di Bush?
Il deficit e` passato da 10,7 trillion dollars a 14,3 trillion dollars. Ha fatto tutto ObaMAO, Bush non c’entra.
Il costo per Medicare e Medicaid e`aumentato di circa 1 trillion dollars nell’ ultimo anno e continueranno a crescere fino al 2020. Eredita` Bush o incompetenza del community activist che dorme nel letto che fu di Lincoln?
Si puo` continuare con l’ housing market, con la situazione del settore manifatturiero e con le spese ( and confidence ) dei consumatori in stallo pauroso.
Gia` tutta colpa dell eredita` di Bush. That darned Bush!
Il 6 Agosto 2011 alle 16:32 vincenzoaliasilcontadino ha scritto:
Il mondo declassato per inerzia di non usare le maniere forti?
Gli Usa declassati come il Nobel Obama,icona virtuale ed immeritata titolo:così,dopo Zapatero cade“Yes I Can”Perché?Ovvio,nel porgere l’altra guancia,ci si rimette la pelle,come urlare:“Altolà!Polizia!E l’agente non reagendo verrà colpito a morte!In poche parole,le guerre di Mafia,Trafficanti di ogni genere e Dittatori,si vincono liquidandoli compresa la fucilazione in luogo,usando sempre armi non convenzionali.Pensaci Giacomino,quanto ci sono costate queste inutile guerre al terrorismo e droga soprattutto con un indecente Pippo Arlacchi all’Onu?Più di 2milioni di morti tra Afghanistan e Iraq,diecina di migliaia in Libia e milioni morti di stenti come in Corno d’Africa,Etiopa,Somalia e in altri Paesi sfollati moria nel Mare Mediterraneo da trafficanti vicino a Dittatori e politici anche italiani corrotti.
http://www.splinder.com/myblog.....iew/659606
Il 7 Agosto 2011 alle 15:47 jimmie01 ha scritto:
Anna hai visto la copertina di Time magazine andato alla vendita prima del downrating? Autogoal clamoroso!Il Tea party considerato responsabile del deragliamento dell’ economia nostrana. Questi non ci fanno. Questi ci sono. E ci sono big time. E` proprio perche` la politica di Oba-MAO e` opposta a quella del Tea Party ceh siamo nella situazione attuale. Oba-MAO: more spending, more taxing; debito pubblico alle stelle. Tea Party: cutting the pubblic spending, cutting the taxes, starting form the pay roll tax, reducing the regulation; e cosi` debito pubblico ai minimi termini e nel giro di pochi anni budget balanced.
Il 8 Agosto 2011 alle 16:38 anna.one ha scritto:
M..mmma caro jimmie nell’eredità “pesante” considerano anche il AAA?
Obozo non era allegro al suo/suoi party per il compleanno?
Ma se il fool ha fatto la conga line e danzato scalzo?
E chi gli puo’ dar torto se celebra quando le sue promesse stanno diventando realtà, la promessa di “foudamentally change America” hmm hmmm hmmm..Barack Hussein…he’ll carry the torch…leading the way (dal di dietro)..hmmm hmmm
Ciao!
Il 8 Agosto 2011 alle 16:58 anna.one ha scritto:
Jimmie, hai letto che Barry stà aiutando l’EU? É una notizia vecchia, ma evidentemente ad alcuni nostri “amici”, come fumin, é sfuggita.
Ma Obozo che fa, si fa prestare soldi dalla China per darli all’EU? ahhh, già, ridistribuzione…
fuminhttp://floppingaces.net/2011/06/08/…
Il 8 Agosto 2011 alle 23:11 e.fumagalli ha scritto:
Il WBlog che stiamo seguendo torna sull’argomento il 14 luglio 2011. Tra le citazioni, la più esplosiva è l’intervento su Bloomberg di Laurence Kotlikoff (Università di Boston, società Econometrica, già consigliere alla Casa Bianca) , giusto di un anno fa. Titolo allarmistico: “Gli Usa sono in bancarotta e noi non ce ne siamo ancora accorti”.
Lo dice sostenendo che, basandosi sui dati del Budget Office del Congresso, il gap fiscale americano è di 202 trilioni, 15 volte il debito ufficiale.
Dopo la primavera araba,pare ci sia l’estate inglese. Chissà come sarà l’autunno yankee? Si accettano scommesse. Ciao ciao. Corre voce che parte una seconda A, se tutto va bene, ma non preoccupatevi Obama dice che siete gli USA, mica come gli altri. E’ solo il secondo atto, il bello deve ancora venire. Ve lo dicevo che il film era lungo e non un corto metraggio. C’è sempre il gran finale a sorpresa ma non lo girano a Hollywood. Forse arriveranno gli altri, non i nostri.
Il 9 Agosto 2011 alle 3:43 e.fumagalli ha scritto:
Martedì 9/8, ore 3:40 Italia, buone notizie: Tokyo -4,4% Hong Kong -6,3% Borse bucate. Tempesta in arrivo su Europa, Tornado per gli USA, si salvi chi può.
Il 9 Agosto 2011 alle 5:53 anna.one ha scritto:
Jimmie, e tu hai visto questo?
http://www.youtube.com/watch?v.....r_embedded
:)
Il 9 Agosto 2011 alle 12:27 jimmie01 ha scritto:
Fumagall scrive ” …Hong Kong -6.3%…” Guarda fumagall che Hong Kong fa parte della tua China. Ridi, ridi… che chi paghera` il prezzo piu` alto saranno proprio i tuoi amici di merende cinesi. Oro a 1700 dollari l’ oncia. Vai a vederti chi possiede piu` riserve auree al mondo. Ti daranno` il prossimo premio nobel per l’ economia, tanto dopo averlo a Krugman…
Il 9 Agosto 2011 alle 14:18 e.fumagalli ha scritto:
Il 7° Cavalleria dov’è a Little Big Horn in Afghanistan? Richiamatelo subito, qui stiamo affondando. Quack, quack, quack.
Il 9 Agosto 2011 alle 20:14 e.fumagalli ha scritto:
jimmie zero a uno, se vero quella del badget da 23 miliardi e il tuo di “destra estrema non violenta”,che ne dici di questo, non è di oggi, risale a febbraio ma non è la data che conta, conta prendersela con 4 cinesi e non toccare quelli da miliardi di badget, sai che non sono comunisti, come pure chi gioca in borsa, è un gioco d’azzardo e in azzardo vince sempre chi ha più soldi. Nei casinò ci sono limiti, nelle borse no e perdono solo e sempre quelli che non giocano. Bello vero?
http://paolabottelli.blog.ilso.....evi-in-r...
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