- Tags: David-Cameron, inghilterra, Londra, rivolte, scontri, violenze, world news
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Quarta notte di scontri nelle maggiori città britanniche, mentre a Londra, con l’arrivo di 16 mila poliziotti, la situazione sembra essere sotto controllo. Morto un ragazzo di 26 anni, ferito lunedì scorso durante uno scontro con le forze di sicurezza.
Tutta l’Inghilterra sta a guardare quello che accade per le strade dell’intero Paese. Se a Londra la situazione si sta avviando alla normalità, Cambridge, Bristol, Liverpool, Manchester esplodono. Ci si chiede quale sia il motivo delle violenze e della rabbia che da sabato si è diffusa come un virus in tutto il Regno, contagiando migliaia di giovani in differenti città, sia grandi che piccole.
Il premier David Cameron, rientrato anticipatamente dalle sue ferie in Toscana, ha puntato il dito contro gruppi di “criminali comuni“, ma la sensazione è che ci sia molto di più oltre alla propensione al vandalismo e in molti si chiedono se i rivoltosi abbiano un obiettivo diverso, oltre ai saccheggi e alle vetrine distrutte. Insomma, a Londra in tanti credono che la “Big society“, la filosofia politica di David Cameron, stia mostrando il fianco.
C’è molto smarrimento nelle analisi della situazione: difficile comprendere i motivi della sommossa, anche se questo sembra proprio essere un annus horribilis per i Tory e per l’esecutivo britannico. La crisi, lo scandalo delle intercettazioni di Rupert Murdoch e adesso la rivolta che sta mettendo a ferro e fuoco il Regno Unito; una serie di tegole che sono cadute implacabili sulla testa di Cameron, a cui in molti, soprattutto tra i conservatori, chiedono un piglio ancora più deciso e un pugno di ferro maggiore, nel dare sostegno pieno alla polizia.
I ragazzi che assaltano e saccheggiano i negozi non vengono arrrestati e questo viene visto come un impedimento per ristabilire l’ordine sociale. La sensazione a Londra, come scrive Jonathan Freedland sul Guardian, è che i leader democraticamente eletti non sono più in grado di proteggere i loro cittadini. Una crisi di leadership globale che va da un oceano all’altro e che accomuna tutto il mondo Occidentale in una lunga tempesta, sia nella sfera della finanza che in quella della società civile.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso.
- Mercoledì 10 Agosto 2011


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Il 10 Agosto 2011 alle 17:10 Inghilterra in fiamme, la rivolta continua a espandersi | Notizie Più ha scritto:
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Il 10 Agosto 2011 alle 21:23 anna.one ha scritto:
..ed ora un po’ di comic relief..una lezioncina sui diritti umani dagli iranians
http://www.tehrantimes.com/ind.....rotesters-
Ramin consiglia gli UK di non usare violenza contro i protestanti.
Questi ipocriti iranians non finiscono mai di sorprendermi..e farmi ridere!
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