
Mikhail Gorbaciov (Credits: Publifoto/Lapresse)
A dire la propria sull’ascesa internazionale della Cina è toccata questa volta a Mikhail Gorbaciov, l’uomo della perestrojka che ha guidato i capitoli finali dell’allora Unione Sovietica. L’esperienza politica dell’ex leader russo gli consente di leggere gli sviluppi del mondo attuale con una capacità di analisi ed una lungimiranza che spesso mancano anche ai notisti più scafati. Gorbaciov ha colto l’occasione di essere intervistato da due grandi quotidiani occidentali, il britannico The Guardian e il tedesco Der Spiegel ed ha svolto alcune considerazioni sul futuro del gigante cinese.
Gorbaciov è fermamente convinto che Pechino, prima o poi, sceglierà di intraprendere la via delle riforme politiche, dopo il successo di quelle economiche. In una prospettiva storica di lungo periodo, infatti, tale passaggio sarà inevitabile, così come è avvenuto per l’Unione Sovietica, anche se lo scenario che quest’ultima si era trovata ad affrontare era diverso. L’ex URSS, infatti, si trovava a una fase di sviluppo economico diverso e operava in un contesto mondiale differente, cosicché non sarebbe stato possibile alcun cambiamento senza un intervento del vertice, come quello di cui lo stesso Gorbaciov fu autore. Per la Cina, invece, prendere decisioni riformiste dovrebbe essere più automatico, quasi inevitabile. “Ci sarà un momento in cui i Cinesi dovranno decidere di cambiare – ha sintetizzato Gorbaciov – e quel momento si sta avvicinando rapidamente”.
Ricordando la lezione del passato e ripensando ai movimenti di liberazione che si trovò ad affrontare in Lituania e in Georgia negli stessi anni della tragedia di Tiananmen, Gorbaciov ha anche difeso la scelta di perseguire la strada del dialogo fino in fondo. Probabilmente, è quello che l’ormai anziano leader del Cremlino suggerirebbe a chi guiderà il colosso cinese quando si troverà ad affrontare situazioni di crisi.
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Claudia Astarita è docente di Relazioni Internazionali dell’Asia Orientale presso l’Università di Bologna. Scrive approfondimenti sull’Asia per Panorama.it, Economy, Il Secolo XIX, East. Ha lavorato quattro anni come ricercatrice a New Delhi e Hong Kong. L’Oriente è la sua passione e coglie ogni occasione per tornare nei luoghi che ama.
- Giovedì 18 Agosto 2011


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Commenti
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Il 18 Agosto 2011 alle 11:40 Per Gorbaciov le riforme politiche in Cina sono inevitabili | Notizie Più ha scritto:
[...] the rest here: Per Gorbaciov le riforme politiche in Cina sono inevitabili Segnala presso: Articoli CorrelatiAi Weiwei è libero, ma controllato a vista dal regime [...]
Il 18 Agosto 2011 alle 14:58 e.fumagalli ha scritto:
Temo che la tua analisi non sia esatta. Gorbaciov mirava ad un cambiamento graduale controllato, prevalse Eistin con l’apertura incondizionata e fu il disastro. La Cina con Tienanmen non ripetè l’errore evitando la trappola facendosi giunco per arrivare ad un punto di forza ricorrendo si al privato straniero ma controllandolo e a beneficio della nazione. E’ ricca la Cina come popolo o Stato e meno i privati. Chiaro che ricorrerà a riforme ma non per arrivare a livello occidentale ma il realizzo di un vero Stato Socialista come negli intenti di Hu e suoi dignitari. Non sarebbe da cinesi rovinare tanti sacrifici per ridursi alla bancarotta come gli stati occidentali. Quindi il contrario di quanto pensi tu parlando di vera democrazia, ossia potere al popolo e non ad oligarchi o menscevichi (minoranze) trionfando i bolscevichi (maggioranze). La Cina festeggia i 90 anni e, a parte le questioni interne, non ha mai usato suoi militari all’estero, cosa largamente usata dagli USA in oltre 60 anni con il risultato di essere in rovina. Usa la tua intelligenza, se ne sei dotata e non quanto ti hanno inculcato di velenoso che di intelligenza ne ha ben poca.
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