
Washington (Credits: LaPresse/Charles Dharapak)
L’avete sentito? Ya feel it (come chiedeva l‘Huffington Post, come se il terremoto fosse un lontanissimo parente che torna a fare visita dopo che ti eri dimenticato della sua esistenza)? L’avete sentita la scossa? E chi non l’ha avvertita quella scudisciata della terra che per diversi secondi ha fatto tremare i palazzi a Washington, ha spinto per le strade la gente di New York, ha distolto dall’attenzione sulla Libia e sulla prossima partita di golf Barack Obama nel suo buen retiro di Martha’s Vineyard.
I terremoti sono eventi rarissimi nella zona nord orientale degli Stati Uniti. E così mentre tutti attendevano (e aspettano tuttora) l’arrivo dell’uragano Irina (che nelle prossime ore si affaccerà lungo le spiagge della Florida, per poi risalire verso il settentrione), si è invece manifestato, improvviso e inaspettato, il sisma. Che è stato avvertito da milioni di persone, dalla Georgia al Maine, in una delle zone a più alta densità abitativa degli Stati Uniti. Un terremoto che non ha fatto gravi danni, ma che ha scosso i nervi di una buona parte della nazione.
Con la sua potenza (5.9 sulla Scala Richter), con il suo epicentro (a Mineral, vicino a Richmond, in Virginia), il terremoto - che è stato avvertito fino a Toronto - ha fatto paura soprattutto nella vicina Washington. Il Congresso e il Pentagono sono stati evacuati. Anche la Casa Bianca ha tremato. Un video mostra alcuni uomini che compaiono sul tetto della residenza presidenziale pochi secondi dopo l’inizio della scossa.
Secondo la polizia si sono aperte delle piccole crepe sul Washington Monument, l’obelisco che si trova nel centro della capitale, La National Cathedral ha ondeggiato e le sue guglie sono rimaste danneggiate, così come qualche lieve danno l’ha subito anche l’Union Station, nel pieno centro della città. Subito dopo la scossa si è creato anche un grosso ingorgo stradale visto che molte pendolari hanno deciso di lasciare il centro per rientrare nelle loro case.

Paura a New York per il terremoto (Credits: LaPresse/J. Scott Applewhite)
Stesse scene a New York, dove migliaia di persone si sono riversate nelle strade. Evacuati molti edifici, compresi la City Hall ( con il sindaco Bloomberg e il suo staff costretto a uscire di corsa) e il Tribunale (dove un’ora prima si discuteva il caso Strauss Khan). I cellulari hanno smesso di funzionare, mentre il traffico aereo al JFK e a Newark è stato fermato.
Anche a Manhattan non si sono viste scene panico, ma molta paura e sorpresa di sapere che quel forte tremore non era stato provocato da un attentato, come molti hanno pensato in un primo momento, ma da un terremoto (evento naturale che non si registrava con tale intensità sulla East Coast da decenni).
A Washington, al Pentagono e al Congresso, a New York, molti hanno avuto un riflesso condizionato quando la stanza in cui si trovavano ha iniziato a ondeggiare: hanno pensato a un nuovo 11 settembre, dieci anni dopo. Per pochi istanti, prima di rendersi conto di quello che stava realmente accadendo, hanno visto sfilare nella loro mente le immagini delle Torri Gemelle colpite, hanno riscoperto nella memoria i suoni sordi di quella tragedia.
Il terremoto è così in fondo nella lista delle preoccupazioni degli abitanti della East Coast (non così è, invece, per i californiani) che tutti si sono dimenticati che esistesse la possibilità che prima o poi potesse arrivare. Un attentato è invece in cima all’elenco dei possibili eventi drammatici in cui un funzionario del Pentagono, un impiegato del Congresso, un dipendente della municipalità di New York o un qualsiasi abitante di Manhattan, pensano di poter rimanere coinvolti.
Il sisma di Mineral ha fatto uscire i nervi scoperti dell’America
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori
- Mercoledì 24 Agosto 2011


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Il 24 Agosto 2011 alle 16:38 Stati Uniti: terremoto, la paura inattesa della East Cost | Notizie Più ha scritto:
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