
Il ministro iraniano dell’intelligence, Heydar Moslehi durante una conferenza stampa (EPA/Abedin Taherkenareh)
La scorsa settimana la magistratura della Repubblica islamica dell’Iran ha dato avvio al processo di Majid Jamali Fashi, accusato di essere una spia al soldo del Mossad e di avere assassinato uno scienziato iraniano in cambio di 120mila dollari. Secondo l’agenzia di stampa Mehr News, Majid Jamali Fashi sarebbe colpevole anche di « guerra contro Dio ». Con queste accuse, rischia la pena di morte.
I media di Stato iraniani hanno reso noto che Majid Jamali Fashi avrebbe confessato l’assassinio di Massoud Ali Mohammadi, un professore di Fisica dell’Università di Teheran. Il fatto sarebbe avvenuto il 12 gennaio 2010, quando il professore fu ucciso dall’esplosione di una bomba su una moto parcheggiata fuori dalla sua abitazione.
Secondo la confessione, il Mossad avrebbe chiesto a Majid Jamali Fashi di uccidere altre cinque persone, ma si sarebbe rifiutato.
Sono anni che Teheran accusa Israele e gli Stati Uniti di sabotare il suo programma nucleare. Da parte loro, Israele e Washington non credono nelle finalità solo pacifiche del programma nucleare della Repubblica islamica. E sono anni che gli scienziati iraniani finiscono nel mirino di sconosciuti assassini.
Tra questi, l’ultimo è stato Daryoush Rezaei, studente dell’università di Teheran, ucciso fuori dalla sua abitazione lo scorso luglio.
E nel novembre 2010 a lasciarci la pelle era stato Majid Shahriari, un membro del dipartimento di Ingegneria nucleare dell’Università Shahid Beheshti di Teheran, mentre quello stesso giorno era rimasto ferito – in un altro attentato - Fereydoon Abbasi. Secondo i resoconti dati alle stampe, in entrambi i casi le vetture degli scienziati erano state affiancate da motociclisti che avevano attaccato alla carrozzeria dei veicoli delle bombe magnetiche, per poi dileguarsi.
Una saga, questa del nucleare iraniano, che sembra non avere fine. E su cui si sono recentemente espressi anche sei ambasciatori europei.
—
Farian Sabahi, docente presso l’Università di Torino e giornalista specializzata, è autrice dei saggi “Storia dell’Iran” e “Storia dello Yemen”, pubblicati entrambi da Bruno Mondadori. Scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere
- Lunedì 29 Agosto 2011

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Commenti
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Il 29 Agosto 2011 alle 23:41 anna.one ha scritto:
Che strano, tutte le presunte spie sono del Mossad e/o CIA e si fanno arrestare cosi‘ facilmente hmmm, sospetto che non sono altro che capi espiatori per evitare le figuracce ai mullahs.
Nel frattempo gli iranians hanno festeggiato Al Quds Day, quando sono incoraggiati dai loro leaders a protestare, sfruttando l’instabilità in Syria, Jordan e Egytto, e a violare i confini dei territori israeliani (come l’invasione di Majd al-Shams durante il Naqsa Day).
Non solo, il radicale iraqi Kataeb Hizbullah, braccio della iranian Revolutionary Guard Al Qods Brigade, addestrati dall’ Hizbullah lebanese, ha colpito il 26 con Scud missiles il nuovo Grand Mubarak Port in Kuwait.
Capisco che gli iranians sono un po’ nervosi per il fatto che il porto nel Persian Gulf ospiterà le flotte non solo del Kuwait ma degli USA e Saudi Arabia, ma caspita per un paese che si fa i fatti suoi certo che ha il naso in tutti quelli degli altri, specie i vicini.
Ora, visto che il gruppo dichiara di aver recuperato la maggior parte delle scorte di 250 Scud detenute da Saddam Hussein prima dell’invasione americana del 2003 e l’Iran vuole impedire con tutti i mezzi possibili la costruizione del porto, è comprensibile che il Kuwait abbia una forza militare considerevole nell’isola Boubiyan e avverte che dimostrerà zero tolleranza verso gli estremisti shias appoggiati da Tehran. Stay tuned!
La saga del nucleare purtroppo continuerà finché i mullahs non la finiranno di cercar di bamboozle tutto l’Occidente e i vicini, visto che Tehran sta muovendo le centrifughe da Natanz a Fordow in bunkers sotterranei e continua a costruire rockets che hanno solo lo scopo di consegnare testate nucleari e minacciare di vaporizzare Israel, la “saga” continuerà.
Certo non sono azioni di un governo che continua ad affermare che il suo programma nucleare è solo civile, dopotutto di quanti radioisotopes hanno bisogno per uso medico?
Il 29 Agosto 2011 alle 23:49 anna.one ha scritto:
Daryoush Rezaei, studente dell’università di Teheran..che:
participated in developing high- voltage switches, a key component crucial for setting off explosions needed to trigger nuclear warhead. By The Associated Press.
There, fixed that for you :)
Il 30 Agosto 2011 alle 18:53 anna.one ha scritto:
“Israele e Washington non credono nelle finalità solo pacifiche del programma nucleare della Repubblica islamica.”
Geograficamente Israel appartiene all’Asia Group, gli stati arabi hanno interdetto la sua membership percio’ Israel non puo’ sit in the Security Council o altri corpi chiave dell’UN.
É dal 2006 con la resolution 1696 che China, France, Germany, Russian Federation, UK e US con appoggio dell’EU demands che l’Iran sospenda l’arricchimento dell’uranio.
Altre resolution seguirono inutili, visto che Tehran se ne fa un baffo, (1737/1747/1803/1929) e nessuna ha il voto d’Israel.
Certo Israel teme un’Iran nucleare, e ne hanno tutte le ragioni visto i leader fanatici che comandano a Tehran, ma imo è piuttosto disingenuo puntare il dito sempre e in ogni caso a Tel Aviv e Washington quando tutta o quasi la comunità internazionale ha le tasche piene dei barbuti con l’amameh e aba.
:)
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