
La stretta di mano tra i cinque candidati giapponesi (Credits: AP Photo/Shizuo Kambayashi)
Con 215 voti su 392, Yoshihiko Noda, 54 anni, ex ministro delle Finanze del governo dimissionario di Naoto Kan, dopo aver sconfitto al ballottaggio l’ex ministro del Commercio e dell’Industria Banri Kaieda, ha ottenuto l’incarico di guidare il Partito Democratico e, di conseguenza, l’esecutivo nipponico.
Al momento della proclamazione del risultato i cinque candidati sono saliti sul palco pronti a dare il benvenuto a chi, tra loro, fosse stato scelto come nuova figura guida del partito, lasciandosi poi andare ad una stretta di mano collettiva per convincere la nazione che il Partito Democratico è forte e unito.
“Dobbiamo cominciare a governare velocemente, creando un ambiente politico stabile, affidabile e maturo”. Visibilmente commosso, Yoshihiko Noda ha aggiunto “E’ come se ci trovassimo a spingere su una collina una palla di neve mentre viene giù”. Una metafora che descrive perfettamente le difficoltà che dovrà affrontare il suo nuovo governo. Vale a dire: ricostruire un paese distrutto dalla crisi economica, dal terremoto e dal disastro nucleare. Cercando, contemporaneamente, di dare maggiore stabilità politica al paese, di occuparsi di una valuta nazionale e di una deflazione che minacciano seriamente le esportazioni e di rafforzare l’alleanza strategica con gli Stati Uniti.
Pur rendendosi conto che nessuno, oggi, sarebbe in grado di fare miracoli, l’opinione pubblica si è lamentata per la scelta del partito di far concorrere cinque candidati “deboli”, quindi già in partenza giudicati incapaci di agire. Ecco perché molti sono convinti che il nuovo premier durerà poco, proprio come i suoi cinque predecessori.
Per evitarlo, prima di pensare alle riforme Noda dovrà cercare di ottenere la fiducia del gruppo di democratici controllati dallo “shogun ombra” Ichiro Ozawa, l’ex leader sospeso dal partito per uno scandalo legato a finanziamenti illeciti, che in questa elezione ha sostenuto la candidatura di Banri Kaieda. Una volta ricompattato il Partito Democratico, Noda potrà chiedere l’appoggio dell’opposizione e riuscire così a far approvare le sue riforme. Uno scenario che oggi sembra molto poco realistico: Natsuo Yamaguchi, il rappresentante di uno dei principali partiti di opposizione, il New Komeito, ha già dichiarato che la “grande coalizione” cui allude Noda ha scarsissime probabilità di concretizzarsi.
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Claudia Astarita è docente di Relazioni Internazionali dell’Asia Orientale presso l’Università di Bologna. Scrive approfondimenti sull’Asia per Panorama.it, Economy, Il Secolo XIX, East. Ha lavorato quattro anni come ricercatrice a New Delhi e Hong Kong. L’Oriente è la sua passione e coglie ogni occasione per tornare nei luoghi che ama.
- Martedì 30 Agosto 2011


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Il 31 Agosto 2011 alle 10:12 Notizie | Giappone: quello di Yoshihiko Noda sarà un governo debole ha scritto:
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