
(Credits: Ciro Fusco)
Una parte della famiglia di Gheddafi si è rifugiata in Algeria, ma il Colonnello sarebbe ancora in Libia con due dei suoi figli, Saif al-Islam e Saadi. Si troverebbero a Bani Walid, una località a circa circa 100 km a sud di Tripoli, considerata l’ultimo bastione dei fedelissimi del raìs.
La seconda moglie di Gheddafi, Safia, e con lei la figlia Aisha (che starebbe per partorire) e due suoi fratelli, Hannibal e Mohammed. Questi i passeggeri delle sei mercedes che ieri hanno attraversato il confine tra Libia e Algeria per portare in salvo alcuni dei famigliari del raìs. Lo ha ufficializzato lo stesso governo algerino, sostenendo di avere accolto i membri della famiglia Gheddafi per “motivi umanitari“.
L’Algeria è una solida alleata di Gheddafi e i ribelli hanno più volte accusato Algeri di aver fornito al regime armi e mercenari per sedare la rivolta libica nel sangue. E il Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt) ha già annunciato che chiederà l’estradizione per la famiglia del Colonnello, affinché tutti possano essere processati in patria.
Intanto, Tripoli torna alla “vita”, tra la fine del Ramadan e quella degli scontri. Riaprono i negozi, presi immediatamente d’assalto dalla popolazione che ieri è scesa in piazza per festaggiare la “fuga” di Gheddafi, anche se - sottolineano gli uomini del Cnt - il Colonnello costituisce ancora un pericolo per la stabilità del Paese ed è necessario che le operazioni militari proseguano fino alla resa definitiva di Gheddafi.
E la Nato ha annunciato che in tutta la notte di ieri sono continuati i bombardamenti su Sirte, la città natale del Colonnello, dove pare si sia rifugiato prima di dirigersi nella più sicura Bani Walid, nelle mani della potente tribù Warfalla.
Fino a ora nessun messaggio né audio né video da parte di Gheddafi, mentre arriva la notizia che il Tribunale Penale Internazionale starebbe per spiccare un mandato di arresto per crimini contro l’umanità anche per i membri della “32° brigata“, le sanguinarie truppe capeggiate da uno dei figli del Colonnello, Khamis, che dovrebbe essere rimasto ucciso nei giorni scorsi dall’intervento di un elicottero Apache.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso.
- Martedì 30 Agosto 2011

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