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Stati Uniti: Irene risparmia New York, ma non Vermont e New Jersey

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  • Tags: Barack Obama, new jersey, new-york, obamamania, uragano irene, vermont
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Irene ha provocato alluvioni nel New England (Credits: LaPresse/ Dick Sanford)

Irene ha provocato alluvioni nel New England (Credits: LaPresse/ Dick Sanford)

Michele Zurleni

Se per New York, Irene si è rivelato poco più che un fortissimo temporale, per il Vermont è stata la “Tempesta Perfetta“, il più catastrofico evento naturale da un secolo a questa parte. Insieme al New Jersey, questo stato è rimasto per ore sotto il flagello dei venti e della pioggia portati da Irene che, dopo aver perso potenza durante il suo passaggio su Manhattan (tanto da essere declassificato), l’ha riacquistata viaggiando verso nord.

Le scene apocalittiche che erano state previste (e che non si sono mai realizzate) tra i grattacieli e i ponti di New York City si sono viste, invece, tra le basse abitazioni, tra i secolari boschi e i verdi declivi dell’unico stato del New England che non si affaccia sul mare. Era dal 1927 che non si registrava una catastrofe naturale come quella che ha provocato Irene in Vermont.

Quattro sono state le vittime nel Vermont. Cinque i miliardi di danni.Il conto complessivo potrebbe raggiungere i 20 miliardi di dollari per l’intera East Coast, secondo una prima stima dell’economista Beth Ann Bovino della Standard & Poor’s.

La capricciosa tempesta, come è stata definita, ha scaricato acqua piovana sugli innumerevoli torrenti del New Enfgland, li ha gonfiati e fatto uscire dagli argini. Molte case sono state travolte dalla loro corsa. Intere comunità sono rimaste isolate, circondate da trincee d’acqua invalicabili.

In Vermont è stato dichiarato lo stato d’emergenza. Dopo ore e ore, ha smesso di piovere, ma resta la paura che il livello dell’acqua continui a salire, investendo i ponti che, ora sgombri e intatti, riescono a garantire le vie di comunicazione. Attrezzato per le tormente di neve, il Vermont è rimasto sorpreso dallo schiaffo che gli ha inferto una tempesta tropicale come Irene.

Come il New Jersey. In questo stato si è registrato il maggior numero di vittime. Una decina. Che portano il tragico bilancio delle vite prese da Irene a quota 40. Chi l’avrebbe mai detto che tutto questa sarebbe potuto accadere dopo che New York era stata risparmiata?

In città, la vita è tornata alla normalità. JFK e Newark, i due grandi aereoporti hanno ripreso a funzionare, la metropolitana, con i suoi milioni di passeggeri, è stata riaperta. I negozi, i ristoranti, i locali, hanno rialzato le serrande.

Alla Borsa di New York (ah…a proposito, sapete la battuta che gira? Irene è arrivata a Wall Street ed è stata declassata, come il debito Usa), i titoli delle compagnie assicurative volano perché i danni sarebbero meno del previsto e i rimborsi saranno meno gravosi da elargire, dopo un annata in cui le assicurazioni hanno dovuto tirare fuori una sacco di soldi a causa delle catastrofi naturali che si sono verificate.

Punizioni divine contro un governo federale troppo spendaccione. Questa è la spiegazione data del passaggio di Irene da parte di Michelle Bachmann, l’eroina del Tea Party,  in corsa per la nomination per i repubblicani alla Casa Bianca. “ Non so piu’ Dio che cosa deve fare di piu’ per farsi sentire dai politici, per attirare la loro attenzione - ha detto la Bachmann -”Abbiamo avuto un terremoto, un uragano. E Dio che ha detto: ‘Ora finalmente mi comincerete a sentire? Dovete ascoltare il popolo americano…..”

Irene ha salvato la liberal e cosmopolita New York e non il profondo nord americano del New England.

Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori

  • michele.zurleni
  • Martedì 30 Agosto 2011

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Il 31 Agosto 2011 alle 10:11 Notizie | Stati Uniti: Irene risparmia New York, ma non Vermont e New Jersey ha scritto:

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