11 settembre 2001. Alle 8:46 New York si sveglia dentro un incubo. Prima la Torre settentrionale poi quella meridionale del World Trade Center, maestoso simbolo della città, vengono perforate come burro da due aerei dirottati, per poi implodere e crollare su se stesse. Lo scenario è di sgomenta e apocalittica devastazione, terrore, morte, impensabile fragilità. Polvere bianca di macerie, disperazione, fumo, cittadini in fuga. A distanza di dieci anni torniamo sugli stessi luoghi, dove la ricostruzione non cancella la ferita. Ecco in questa fotogallery il World Trade Center, visto - allora e oggi - dai medesimi punti della città, con la medesima prospettiva.
- 11/9/2001 - 04/08/2011
- 11/9/2001 - 04/08/2011
- 11/9/2001 - 04/08/2011
- 11/9/2001 - Vigili del fuoco a Ground Zero dopo l’attacco terroristico
- 04/08/2011 - Passanti lungo Church Street a Manhattan
- 11/9/2001 - Un ristorante Mcdonald a Manhattan la sera dell’attacco
- 04/08/2011 - Il McDonald’s 10 anni dopo
- 11/9/2001 - Un gruppo di persone coperte di polvere nei pressi del WTC
- 08/08/2011 - Passanti nello stesso punto di Manhattan, 10 anni dopo
- 11/9/2001 - Il fumo delle due torri implose riempie il cielo di Manhattan
- 10/08/2011 - Lo skyline odierno con il One World Trade Center in costruzione
- 12/09/2001 - Una stazione della metropolitana distrutta il giorno dopo l’attacco
- 04/08/2011 - Passanti in Church Street. Sullo sfondo la torre chiamata World Trade Center 4
- 11/9/2001 - Vigili del fuoco al lavoro nei pressi del WTC distrutto
- 04/08/2011 - La torre chiamata World Trade Center 4 in costruzione
- 11/9/2001 - Persone in fuga durante il crollo delle torre sud
- 04/08/2011 - Il grattacielo One World Trade Center in costruzione
- 30/9/2001 - Il sito del World Trade Center alcune settimane dopo l’attacco
- 09/08/2011 - La torre chiamata World Trade Center 4 in costruzione
- Giovedì 1 Settembre 2011


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Commenti
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Il 6 Settembre 2011 alle 1:17 vittoriodeleonardis ha scritto:
Anch’io c’ero. Esattamente 24 ore prima proprio sotto il WTC. La mattina dell’attacco ho invece visto gli eventi in TV ad midtown Manhattan. Quello che ricordo uscendo fuori casa, oltre al cielo azzurro cristallino ed al silenzio successivo alla tragedia, così bene colti da molti che hanno scritto, è il forte odore di bruciato che si era diffuso ovunque ed il vuoto delle strade. Mai vista NY così. Una nuova prospettiva offerta dalla sparizione quasi assoluta di automobili e pedoni. E poi il rumore dei jet militari che incrociavano in cielo alla ricerca di chi sa cosa, ormai era tutto concluso. La sensazione di vita di paese, con la gente che ascoltava radio portatili mentre camminava attonita per le strade e capannelli di persone che guardavano le immagini in televisori accesi dietro le vetrine dei pochi drugstores aperti, immagini di vita inconsuete per NY. E il giorno dopo, le vetrine, listate a lutto con immensi drappi neri e le innumerevoli foto appese ai pali, alle reti, ai muri, ovunque, alla ricerca disperata di una notizia, di un’informazione per sperare di trovare chi non era tornato a casa, chi era scomparso, forae per sempre. Sono tornato molte volte a NY in questi 10 anni. Per molto tempo la polvere grigia ha resistito attaccata a muri, vetrine, palazzi interi per alcuni isolati attorno al sito del WTC, ricordandoci, se mai ce ne fosse bisogno, quello che era accaduto. Oggi il luogo, permettetemi l’espressione, è divenuto una specie di Disneyland, con frotte di turisti a piedi e su autobus, tutti con macchine fotografiche a fissare sulle memorie digitali quello che non c’è più.
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