
L'attentato alla sede Onu di Abuja (Credts: AP Photo/Rebecca Blackwell)
L’attentato alla sede Onu di Abuja ha scosso la Nigeria. 23 morti e 76 feriti dopo il terribile attacco sferrato nel cuore del paese. L’autobomba esplosa venerdì 25 agosto nel palazzo sede delle Nazioni Unite è stata rivendicata da Boko Haram, organizzazione islamica estremista.
“Violazione dei diritti dei musulmani e indifferenza nei confronti dei crimini commessi dal governo contro le popolazioni nigeriane del nord”. Così, in due telefonate ai media nigeriani, due portavoce dell’organizzazione hanno rivendicato l’attentato. I Boko Haram accusano le forze di sicurezza nigeriane di esecuzioni sommarie, arresti arbitrari, rappresaglie ai danni delle popolazioni dello stato di Borno, regione nel nord-est della Nigeria, dove il gruppo ha le sue basi. Il tutto si consuma, secondo i due membri di Boko Haram, “nell’indifferenza della comunità internazionale”.
Il tutto in quale scenario? Di conflitto, di lunga data. Gli scontri tra cristiani e musulmani sono frequenti e violentissimi negli stati di confine fra nord e sud del paese.
Ma a questo punto Boko Haram, secondo alcuni commentatori, sta “alzando il tiro”. Non solo lavora per instaurare uno stato islamico nel nord del paese, ma fa di tutto per destabilizzare e indebolire il governo del Presidente Goodluck Jonathan.
Negli ultimi 12 mesi, secondo le statistiche di organizzazioni non governative, sono morte almeno 250 persone in azioni firmate Boko Haram. Le ultime due, eclatanti, con azioni kamikaze e dirette ad Abuja.
Ora fonti di intelligence nigeriane puntano il dito su Mamman Nur, esponente di spicco di Boko Haram, di recente di ritorno dalla Somalia (guarda un po’), che avrebbe progettato l’attentato assieme ad altri due membri, i quali però sarebbero già in carcere. Subito dopo l’attentato, infatti, la polizia nigeriana ha effettuato un altissimo numero di arresti.
Altri commentatori tentano di stabilire un legame far Boko Haram e Al Qaeda nel Maghreb Islamico, che a fine agosto ha fatto risentire la sua voce in Algeria con un attentato contro l’accademia di polizia di Cherchell, a un centinaio di chilometri da Algeri. 11 i morti.
Il generale americano Carter Ham, comandante delle forze americane per l’Africa (Africom) di recente in visita in Nigeria aveva avvertito: “Il legame tra Boko Haram e le altre organizzazioni terroristiche in Africa ci preoccupa molto”. Negli ultimi attentati di Boko Haram, il livello tecnologico si sarebbe elevato e la cosa farebbe sospettare uno scambio di informazioni (e tecnologia) con altri terroristi.
Lo scenario, forse nemmeno troppo lontano, di una affiliazione (e una cooperazione?) tra AQMI, Boko Haram, Al Shabaab porterebbe alla formazione di una multinazionale del terrore che opera dall’est dell’Africa fino all’ovest passando per il Maghreb. Uomini, tecnologia, armi. Con la Somalia come base di addestramento. Obiettivi: traffico di armi, di droga, rapimenti di occidentali, destabilizzazione dei governi locali.
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Giampaolo Musumeci fotografo, giornalista e videoreporter si occupa di guerre e questioni africane. Collabora con giornali, radio e tv italiane e internazionali, tra cui SkyTg24, Channel4, Radio Svizzera. Su Radio24 conduce il programma di attualità internazionale “Nessun luogo è lontano”
- Giovedì 1 Settembre 2011

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Commenti
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Il 1 Settembre 2011 alle 23:44 e.fumagalli ha scritto:
A proposito di Nigeria, fu durante il disastro nel golfo del Messico che un giornalista parlo di quello in Nigeria di dimensioni maggiori dovuto all’assalto di oleodotti da parte di disperati, per impadronirsi del loro petrolio. Azioni che spesso sfociavano in esplosioni ma soprattutto grandi fuori uscite di petrolio che inquinavano i terreni che, a differenza del mare,la bonifica impossibile quindi per la vastità e improduttività agricole. Le compagnie straniere che il petrolio lo sottraevano a quei poveracci, tra le quali l’ENEL, non facevano nulla per la bonifica. Forse qualche ragione i fondamentalisti ce l’hanno, dico forse, poi fai tu Musumeci.
Il 2 Settembre 2011 alle 11:58 p.a.d ha scritto:
Fumin, direi che semmai quella dell’assalto agli oleodotti è la lampante dimostrazione dell’incapacità tecnica/tecnologica/manuale/intellettiva di quegli improvvisati “petrolieri” locali nigeriani!
Il ché evidenzia la solita vecchia storia: senza l’apporto dei cosiddetti “occidentali” certa gente non sabrebbe nemmeno aprire un rubinetto dell’acqua!!!
C’è voluto Mussolini per far bere acqua decente e non far vivere certa gente nella m..da e nelle malattie, anche se il tutto era a fini politici di convenienza… Sta di fatto che una volta allontanati con un colpo di mano i “cattivoni occidentali” (soprattutto italiani ben integrati) da quelle località, tutto è finito nuovamente in m..da come un secolo fa!
Chi è causa del suo mal pianga sé stesso!
A me non fanno alcuna pena.
Il 2 Settembre 2011 alle 16:57 anna.one ha scritto:
Certo, c’e’ la possibilità che Boko Haram diventi sempre più forte, considerando che il loro leader Ustaz Mohammed Yusuf oppone l’educazione, cultura e scienza moderna occidentale e crede che la terra non é sferica etc. trova un terreno fertile tra una popolazione che va a rubare il petrolio con secchi e con la sigaretta accesa in mano!
Vien da chiedersi se e quando (hahahah) le evil compagnie petrolifere, che estraggono il petrolio per conto del loro governo, se ne vanno, questi “poveracci” useranno le cannucce per estrarre il loro oro nero.
Comunque non credo sia una questione “petrolio”, ma la fissazione di certi fanatici nell’imporre Shariah, infatti il vero nome di Boko Haram o “l’educazione occidentale é proibita”, é “Popolo impegnato alla propagazione degli insegnamenti del profeta and jihad”…benvenuti nel 9th secolo!
Il 3 Settembre 2011 alle 8:48 giampaolo.musumeci ha scritto:
Gentile lettore, concordo con lei che la situazione del delta del Niger sia “esplosiva”: per i giganteschi interessi internazionali e per le ricadute (solo negative) sulla popolazione. Infatti i “ribelli” del Mend da anni hanno nel mirino le società petrolifere. Potremmo poi parlare di quanti altri “ribelli” con etichetta “del Mend” lavorino solo per fare business… Ma Boko Haram è un’altra organizzazione, con altri fini e che opera in un altro territorio
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