TGCOM News
Calcioscommesse, indagato anche Bobo Vieri Criscito salta gli Europei, Bonucci resta azzurro - Nel mirino un'organizzazione transnazionale dedita alle combine degli incontri. Coinvolti a vario titolo nomi eccellenti del calcio italiano - Inchiesta "Last Bet" a Cremona: eseguite 19 ordinanze di custodia cautelare, dieci per calciatori . Il gip ha detto no all'arresto del genoano Giuseppe Sculli. Spunta anche il nome di Vieri. Il suo legale: "Assolutamente estraneo".

Panorama.it

Mondo

Scopri il nuovo Panorama
  • Home
  • Edicola
  • Archivio
  • Login
  • Registrati
  • Epoca
Feed Rss
  • Italia
  • Mondo
  • Economia
  • Cult
  • Hitech e Scienza
  • Panoramauto
  • Libri
  • Opinioni
  • Foto
  • Sport
  • Video
  • Newsletter
  • Mobile&Apps
  • Ultimora
  • Poker
 
 

Stati Uniti: l’11 settembre dell’Air Force One

OkNotizie

Tweet

  • Tags: 11 settembre dieci anni dopo, 11-settembre, air force one, Barack Obama, George-W.-Bush, ground-zero, obamamania, pentagono, torri-gemelle
  • Lascia un commento

George W. Bush scende dall'Air Force One (Credits: LaPresse/Jose Luis Magana)

George W. Bush scende dall'Air Force One (Credits: LaPresse/Jose Luis Magana)

Michele ZurleniIn quei minuti, il suo era l’unico aereo a volare sugli Stati Uniti, da Boston a Los Angeles, da Chicago a Houston. Lui, almeno sperava fosse cosi. Seduto ai comandi, pregava che gli unici altri veivoli in aria fossero quel jet dell’Air Force che lo accompagnava alla sua destra, e le squadriglie da combattimento che (immaginava) si erano alzate  dalle loro basi militari sparse per il paese e che ora pattugliavano (con rabbia e adrenalina) i cieli americani.
11 settembre, 10 anni dopo
Mentre pilotava a tutta velocità, scrutava il cielo terso del Golfo del Messico(così simile, quella mattina, a quello che aveva visto sugli schermi televisivi dietro le Torri Gemelle mentre bruciavano), cercando di capire se quella solitudine aerea fosse un sicuro rifugio oppure una possibile trappola. E se i terroristi avessero catturato un altro aereo e lo avessero messo sulle tracce dell’Air Force One? Se avessero avuto intenzione di usarlo come un missile (aria-aria) contro l’aereo del presidente?

Il suo passeggero più illustre, il suo comandante (in capo) aveva dato l’ordine di abbattere qualsiasi aereo che non fosse atterrato dopo la chiusura dello spazio aereo degli Stati Uniti. Nelle ore seguente all’attacco di Al Qaeda, Mark Tillman sapeva quale fosse la sua missione, proteggere e portare in salvo il presidente, ma era incerto sui pericoli che avrebbe potuto incontrare perché tutto intorno, dietro quel cielo tranquillo, sembrava regnare il caos:  l’America era stata attaccata, l’America era in guerra.

La missione numero 3,480 è stata sicuramente la più difficile per questo (allora) 43enne, colonnello con centinaia di ore di vole alle spalle, arrivato a ricoprire un incarico di grande prestigio e responsabilità: pilota dell’Air Force One. Era iniziata come una trasferta di routine (un volo in Florida per accompagnare il presidente a una iniziativa in una scuola prima di ritornare nel pomeriggio dell’11 a Washington) e si è trasformata nel viaggio più importante mai fatto da Tillman con George W. Bush.

Dopo anni di riserbo, una volta andato in pensione, il pilota ne ha parlato. E il suo racconto, incrociato con quello di Bush, sulle ore seguenti all’attacco, mostra l’emozione, la confusione, l’incredulità, perfino la frustrazione  in cui vennero immersi gli uomini ai vertici degli Stati Uniti, ma evidenzia anche la loro capacità di reazione, la loro volontà  di rispondere a quella dichiarazione di guerra.

Prima che tutto accadesse, Mark Tillman fece atterrare l’Air Force One all’aereoporto di Sarasota in Florida qualche ora prima del previsto rientro del presidente nella capitale. Era mattina, Quella Mattina. Mentre era in attesa di ripartire, il pilota vide sugli schermi di una televisione locale le immagini della Torre Nord colpita da un aereo. Il suo fu un commento tecnico: “Deve essere stato un errore umano, i cieli erano puliti, non puoi finire contro un grattacielo con quel cielo cosi”.

Questo fu anche il pensiero di George W. Bush, più o meno negli stessi istanti, quando il capo del suo staff Andrew Card gli disse che un aereo era finito contro la Twin Towers. Fu solo quando lo stesso Card si avvicinò per sussurrargli all’orecchio che un secondo aereopolano aveva colpito la seconda torre (immagine ormai storica) che il presidente comprese che si trattatava di un attacco. Come lo capì Tillman.

Da quel momento, il pilota pensò solo alla sua missione. Caricato Bush, Tillman fece decollare l’Air Force One e invece che dirigere a nord, lo virò verso ovest, verso il Golfo del Messico. “Ci sono piani per tutte le evenienze per tenere proteggere il presidente, compreso gli attacchi nucleari. Ma non c’era alcun piano per una situazione come quella. L’attacco era sul suolo americano e in più io avevo a bordo un passeggero che non ne voleva sapere di stare lontano da Washington in quel momento”.

George W. Bush avrebbe voluto tornare subito nella capitale, ma per motivi di sicurezza questo non era possibile. Il suo staff lo convinse a rimanere lontano. Nessuno sapeva che cosa avrebbe potuto accadere, cosa avevano preparato i terroristi e rientrare alla Casa Bianca, possibile altro obiettivo, nel mezzo di un attacco, era troppo rischioso.

A bordo dell’Air Force One era poi arrivata la notizia che il Volo 93 era caduto. Pensavano che fossero stati i terroristi ad abbatterlo. Non sapevano ancora che  i passeggeri avevano impedito agli uomini di Al Qaeda di usarlo come un’arma. Le drammatiche novità aumentavano la preoccupazione.

Tillman propose di andare a rifugiarsi nella base militare di Shreveport, che ospita i B52. Era il luogo ideale. Bush sarebbe stato al sicuro e avrebbe potuto registrare un messaggio video alla nazione. Cosa che poi avvenne. Erano le 11.36. Quarantacinque minuti dopo, il pilota fece decollare ancora il Boeing 747, questa volta in direzione di Ohama, dove si trova il quartiere generale del Comando Strategico degli Usa.

Rimasero lì solo un’ora. George W. Bush dopo aver comunicato per la prima volta direttamente con la Casa Bianca diede l’ordine di fare rotta su Washington. “Voleva andare sul campo di battaglia -commenta Mark Tillman - Lo dico scherzando, ma immagino che quando hanno fatto quei piani sulla sicurezza del presidente in caso di attacco non abbiano tenuto conto che quel ruolo potesse essere ricoperto da un texano con tanta voglia di andare a prendere a calcio nel sedere chi ti ha offeso”.

Il ritorno nella capitale svela al pilota la portata dell’attacco terroristico. E’quando sorvola il Pentagono che si rende conto della ferita inferta. “Fino ad allora, ero molto concentrato sul mio lavoro di protezione del presidente.”

Lo porterà ancora in giro per gli Usa e per il mondo con l’Air Force One. Compreso l’ultimo viaggio, quello che lo accompagnerà nel suo ranch texano, alla fine del suo secondo mandato.

Quel giorno di settembre, dice Tillman ci ha lasciato un insegnamento. “Dobbiamo sempre prepararci al peggio”.

Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori

  • michele.zurleni
  • Giovedì 1 Settembre 2011

Vedi anche:

  • Osama Bin Laden è stato ucciso in un raid americano in Pakistan
  • La morte di Osama Bin Laden: per gli Stati Uniti è la fine di un'era - L'ANALISI
  • Voci da Ground Zero (nel giorno di Obama)
  • Stati Uniti: il soldato sconosciuto dell'11 settembre
  • Quell'11 settembre di dieci anni fa volevano toglierci la libertà, che loro non tollerano
  • Stati Uniti: l'11 settembre di Barack Obama
  • Stati Uniti: l'11 settembre del manager e dei suoi dipendenti (morti)
  • Stati Uniti: l'11 settembre e la Tortura
  • Stati Uniti: l'ultima sopravvissuta dell'11 settembre
  • L’11 settembre: cinque libri per capire
  • 11 settembre, le torri gemelle sotto attacco viste da un elicottero della polizia
  • Stati Uniti: le voci nel cielo dell'11 settembre
  • Allarme terrorismo in Usa: "credibili" le minacce su New York e Washington
  • 11 settembre: forse non è stato l'evento più importante del decennio - Punti di svista
Procuratore siriano si dimette da YouTube. Un colpo per Assad? »
« Nigeria, Boko Haram sempre più forte. Una nuova multinazionale del terrore?

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO... LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...

I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA

TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT

STORIE DAL MONDO STORIE DAL MONDO

IL MONDO IN CLASSIFICA IL MONDO IN CLASSIFICA

LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO

GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA

SCOMMESSE SUL MONDO SCOMMESSE SUL MONDO

LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO

RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE

FALLIMENTO O SALVATAGGIO FALLIMENTO O SALVATAGGIO

LA PRIMAVERA ARABA LA PRIMAVERA ARABA

INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO

GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE





FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS
segui panorama su twitter

 
assicurazione
 
mutui
 
prestiti
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 


I più letti di oggi

  • “Eliminiamo i rifiuti stranieri”: nuove offensiva xenofoba della tv di stato cinese
  • Barack Obama e Mitt Romney: rissa sul posto di lavoro
  • Nell’India globalizzata per gli anziani non c’è spazio
  • Siria: ecco chi ha nella mani il destino di Assad
  • La gara ai grattacieli più alti: il One World Center “perde” la guglia (e il primato)
  • La nuova vita del generale Stanley Mc-Chrystal: oggi insegno che in guerra e in affari vale la stessa strategia
  • Europei 2012 in Ucraina: anche Austria e Belgio verso il boicottaggio
  • Essere gay in Egitto. Paura, speranza e sfida
  • Laurea e stipendio: le 10 migliori città per studiare e trovare un lavoro
  • Bufera su Ikea: sfruttava prigionieri politici a Cuba e Berlino Est per fare armadi

FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA

LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA

I VOLTI DELLA SETTIMANA I VOLTI DELLA SETTIMANA

Gli ultimi commenti

  • indigesto su Nell’India globalizzata per gli anziani non c’è spazio
  • cantastorione su Mitt Romney piace ai barbieri, Barack Obama ai camionisti
  • cantastorione su La nuova vita del generale Stanley Mc-Chrystal: oggi insegno che in guerra e in affari vale la stessa strategia
  • indigesto su Essere gay in Egitto. Paura, speranza e sfida
  • India: i giovani sfidano con la musica il governo corrotto – Mondo … | Made in India su India: i giovani sfidano con la musica il governo corrotto
  • anna.one su 10 cose che accadono oggi: giovedì 17 maggio
  • anna.one su Mitt Romney piace ai barbieri, Barack Obama ai camionisti

Archivi

  •  2012
    • Maggio 2012
    • Aprile 2012
    • Marzo 2012
    • Febbraio 2012
    • Gennaio 2012
  •  2011
    • Dicembre 2011
    • Novembre 2011
    • Ottobre 2011
    • Settembre 2011
    • Agosto 2011
    • Luglio 2011
    • Giugno 2011
    • Maggio 2011
    • Aprile 2011
    • Marzo 2011
    • Febbraio 2011
    • Gennaio 2011
  •  2010
    • Dicembre 2010
    • Novembre 2010
    • Ottobre 2010
    • Settembre 2010
    • Agosto 2010
    • Luglio 2010
    • Giugno 2010
    • Maggio 2010
    • Aprile 2010
    • Marzo 2010
    • Febbraio 2010
    • Gennaio 2010
  •  2009
    • Dicembre 2009
    • Novembre 2009
    • Ottobre 2009
    • Settembre 2009
    • Agosto 2009
    • Luglio 2009
    • Giugno 2009
    • Maggio 2009
    • Aprile 2009
    • Marzo 2009
    • Febbraio 2009
    • Gennaio 2009
  •  2008
    • Dicembre 2008
    • Novembre 2008
    • Ottobre 2008
    • Settembre 2008
    • Agosto 2008
    • Luglio 2008
    • Giugno 2008
    • Maggio 2008
    • Aprile 2008
    • Marzo 2008
    • Febbraio 2008
    • Gennaio 2008
  •  2007
    • Dicembre 2007
    • Novembre 2007
    • Ottobre 2007
    • Settembre 2007
    • Agosto 2007
    • Luglio 2007
    • Giugno 2007
    • Maggio 2007
    • Aprile 2007
    • Marzo 2007
    • Febbraio 2007
  • Home
  • Fotogallery
  • EPOCA
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
torna su
  • Condizioni di partecipazione
  • Credits
  • Scrivi a Panorama
  • Feed Rss
  • Privacy
  • Gruppo Mondadori
  • Pubblicità
  • Abbonamenti
  • Scopri i siti mondadori
  • R101
Arnoldo Mondadori Editore
© 2007 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Partita IVA 08386600152