
(Credits: Epa/Ian Langsdon)
A Parigi oggi si parla di Libia. Mentre ancora continuano i combattimenti attorno a Sirte, ultimo baluardo del regime, la coalizione di 60 Paesi che sostiene le operazioni militari della Nato sarà ospite dell’Eliseo.
Nicolas Sarkozy promette battaglia anche in altre aree della regione. Mentre si vivono le ultime fasi della guerra libica, con Muammar Gheddafi nascosto probabilmente a Bani Walid, a sud-est di Tripoli, e la capitale completamente in mano ai ribelli del Comitato Nazionale di Transizione (Cnt), il presidente francese lancia i suoi strali contro Iran e Siria, minacciando possibili attacchi.
“Attacchi preventivi“, così li ha definiti Sarkozy alla vigilia del vertice che si apre oggi a Parigi per discutere sulla “Nuova Libia” post-Gheddafi. Il capo dell’Eliseo ha sottolineato che le “ambizioni militari, nucleari e balistiche” dell’Iran rappresentano “una minaccia crescente che potrebbe condurre a un attacco preventivo contro i siti iraniani”. Siti nucleari, si intende.
E parole dure Sarkozy le ha usate anche verso Damasco, sostenendo che “la Francia, con i suoi partner, farà tutto quello che è legalmente possibile perché trionfino le aspirazioni del popolo siriano alla libertà e alla democrazia”. Il presidente francese non ha parlato di soluzioni specifiche, che vanno da un ulteriore irrigidimento delle sanzioni economiche nei confronti del regime di Bashar al Assad a un intervento militare sulla scia delle operazioni in Libia, ipotesi, per la verità, quanto mai lontana al momento.
Intanto, proprio dalla Libia per la prima volta il clan dei Gheddafi si mostra spaccato sul prossimo futuro. Se, da una parte, Saif al Islam (il figlio prediletto del Colonnello) dichiara che si combatterà fino alla morte, suo fratello Saadi fa la colomba e sostiene l’importanza di porre fine alla guerra e dialogare attorno a un tavolo. Entrambi al momento si trovano con Gheddafi nel suo nascondiglio. Chissà quale dei due avrà un’influenza maggiore sulle decisioni del raìs, sulla cui testa pende la minaccia dei ribelli di Bengasi che hanno dichiarato: “Gheddafi è in Libia e abbiamo il diritto di ucciderlo“.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso.
- Giovedì 1 Settembre 2011

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Commenti
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Il 1 Settembre 2011 alle 11:11 BLOG : La voce di quasi tutti ha scritto:
[...] il presidente francese lancia i suoi strali contro Iran e Siria, minacciando possibili attacchi. Tweet news and [...]
Il 1 Settembre 2011 alle 16:10 autores ha scritto:
Sarko’parla veramente molto,molto,molto bene! e lo merita anche dall’Iran,non in quanto l’Iran alle minacce e’falsa in falso,ma in quanto l’Iran ha anche la forma Democratica quando impicca le persone nel proprio Stato e non considera il pericolo nella verita’,probabilmente danno la Benedizione prima delle impiccagioni e la vita viene svolta in una metaforica presente in Iran alle impiccagioni.se Saarkosky facesse attaccare delle centrali nucleari nell’Iran,l’Iran mica ci crederebbe e va a impiccare chi dall’Iran ha attaccato.
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