
(Credits: Epa/Jeff)
C’è grande attesa per il discorso che Barack Obama terrà domani, 8 settembre, al Congresso. Il presidente Usa esporrà le linee guida del suo piano per contrastare la piaga della disoccupazione, che è arrivata al 9.1 per cento.
I dettagli del nuovo piano per creare posti di lavoro negli Usa sono stati già resi noti dall’Amministrazione della Casa Bianca nei giorni passati e non hanno mancato di suscitare polemiche e critiche da parte degli analisti economici. Il presidente conta di iniettare 300 miliardi di dollari nell’economia a stelle e strisce il prossimo anno, soprattutto attraverso tagli fiscali agli investimenti in infrastrutture e aiuti diretti ai governi locali.
Un nuovo stimolo (dopo quello di 830 miliardi iniettati nel 2009) che si basa su tagli fiscali che includono un’estensione di due punti percentuali alla riduzione dell’imposta sui salari versati dai lavoratori in scadenza il 31 dicembre e una diminuzione di parte degli oneri fiscali a carico dei datori di lavoro. La crisi americana ha assunto contorni drammatici con il declassamento del rating del Paese ad agosto e il tasso di disoccupazione che da due anni non scende al di sotto del 9% e che, secondo i più pessimisti, potrebbe toccare il 10% nei prossimi mesi.
Ma la nuova iniezione di 300 miliardi non tranqullizza gli analisti. In un editoriale sul New York Times, John B. Taylor enfatizza la dichiarazione di Barack Obama, che recentemente ha detto di voler “mettere più denaro nelle tasche” dei cittadini americani, ricordando però che questa operazione è già stata fatta nel 2009, ma senza sortire alcun effetto. Anche rilanciare le infrastrutture attraverso la “ricostruzione delle autostrade e degli aeroporti” è una ricetta già vista, ma del tutto inefficace nel curare il male endemico dell’economia Usa: la disoccupazione.
E in molti si chiedono se questo “tipo di capitalismo” non sia ormai arrivato al capolinea. Primo fra tutti Nouriel Roubini che consiglia alla Casa Bianca di puntare sulla creazione di nuovi posti di lavoro, attraverso una “rigorosa strategia fiscale e monetaria“. Insomma, domani Barack Obama di fronte al Congresso si giocherà le carte per la rielezione alle presidenziali del 2012, sapendo bene che dalla Seconda guerra mondiale nessun presidente degli Stati Uniti è stato rieletto con un tasso di disoccupazione superiore al 6%.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso.
- Mercoledì 7 Settembre 2011


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Commenti
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Il 7 Settembre 2011 alle 16:43 anna.one ha scritto:
Si, un nuovo “stimolo” perchè si è visto come gli “stimoli” funzionano!
Che sia per questo che si vedono apparire come funghetti in autunno cartelli e stickers di questo genere?
http://1.bp.blogspot.com/-XKAm.....Idiots.jpg
Il 7 Settembre 2011 alle 18:17 Notizie | Barack Obama: 300 miliardi per creare nuovi posti di lavoro ha scritto:
[...] Leggi Articolo Completo [...]
Il 7 Settembre 2011 alle 19:11 anna.one ha scritto:
Forse President Downgrade crede che tutti siano morons, continua con i whoopers, come questo del taglio delle tasse, cosi’ riceve un bel premio…4 Pinocchi!
http://www.washingtonpost.com/.....ct-checker
Il 8 Settembre 2011 alle 9:45 BLOG : La voce di quasi tutti ha scritto:
[...] attraverso tagli fiscali agli investimenti in infrastrutture e aiuti diretti ai governi locali. Tweet news and [...]
Il 8 Settembre 2011 alle 21:58 e.fumagalli ha scritto:
Un Nobel dell’economia e Guerrera capo redazione del Finacial Times, sostengono che gli investitori privati in USA, non investono per paura dell’aumento delle tasse nel 2012, pertanto preferiscono non guadagnare niente pittosto che pagar tasse. Mi sembra colui che se lo taglia per far dispetto alla moglie, il fatto è che investono dove ci sono utili o sperano di averne e speranze gli USA non ne danno. Se poi si aspettano i privati ad investire su infrastrutture, campa caval. è onere statale ma se lo stato non ha il becco di un quattrino che fa? Stampa dollari ma chi li vuole se tutti cercano di sbarazzarsene?. Valgono negli USA passandoseli tra di loro ma sempre in bancarotta lo Stato. Ciao ciao.
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