
(Credits: Epa/Guillaume Horcajuelo)
Per alcune ore si è temuto il peggio e l’Europa è entrata in fibrillazione. Un incidente al sito di smaltimento di rifiuti nucleari della centrale di Marcoule, a 242 chilometri da Ventimiglia, ha riacceso l’incubo Fukushima.I francesi hanno minimizzato, sottolineando che non c’è stata alcuna fuga radioattiva, visto che nel sito non è presente alcun reattore, ma solo un sistema di stoccaggio di scorie radioattive. Fatto sta che l’esplosione di uno dei forni dell’impianto di proprietà della società EDF ha ucciso un uomo, ferendone altri quattro, dei quali uno sarebbe in condizioni gravissime. Ma per l’EDF si è trattato di “un incidente industriale e non nucleare“.
La causa dell’esplosione non è ancora stata chiarita, anche se il portavoce del ministero degli Interni ha voluto sottolineare sin dall’inizio che l’incendio non è stato dovuto a una perdita radioattiva. Insomma, se si pensa che il quotidiano Le Monde non riporta nemmeno la notizia nella sua home page ci si rende conto della “politica” francese, volta a tranquillizzare gli animi, sia dei cittadini francesi che di quelli europei a cominciare dagli italiani, a un tiro di schioppo dalla centrale di Marcoule.
E sulla BBC, Richard Black, esperto di tematiche ambientali, punta il dito contro la centrale di Marcoule, sostenendo che è uno dei siti più vecchi d’Europa (è stata infatti costruita nel 1956) e al momento la centrale sta “combattendo” con l’eredità radioattiva generata dai suoi stessi reattori. Nel 1986, all’alba di Chernobyl, i funzionari della centrale di Marcoule furono tra i primi a dichiarare (erroneamente) che le radiazioni sprigionate dalla centrale ucraina non avrebbero avuto alcun impatto sul territorio francese, cosa che fu poi smentita dai fatti.
E gli ecologisti francesi si sono trovati uniti per chiedere più “trasparenza” sulla sicurezza nucleare, mentre dalle colonne del quotidiano Le Figaro un editoriale si chiede se i francesi “sono pronti a reagire a un possibile incidente“, sottolineando però come nella centrale di Marcoule non ci sia stata alcuna fuga radioattiva e che l’esplosione è considerata a livello 2 di allarme (con Chernobyl a livello 7 e Fukushima a livello 5).
Intanto, l’Italia era già pronta a far scattare le misure predisposte proprio dopo il disastro nucleare di Chernobyl, quando sono stati ipotizzati incidenti nucleari nelle due centrali più vicine al territorio italiano, a circa 200 chilometri dai nostri confini: quella di Krsko in Slovenia e quella di St. Alban, sempre in Francia.
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Anna Mazzone è giornalista, vive a Roma ma sogna di trasferirsi a Istanbul. E’ direttore della rivista Formiche e collabora con il quotidiano Il Riformista, per il quale scrive di Giappone, Turchia e Caucaso.
- Martedì 13 Settembre 2011


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Il 13 Settembre 2011 alle 10:53 BLOG : La voce di quasi tutti ha scritto:
[...] gravissime. Ma per l’EDF si è trattato di “un incidente industriale e non nucleare“. Tweet news and [...]
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