Non bastavano i boicottaggi dei governi di Londra e Parigi e le lacunose analisi dei giornali d’Oltralpe e d’Oltremanica. A snobbare il ruolo ricoperto dall’Italia nel conflitto libico ci si è messo pure il presidente statunitense Barak Obama che parlando all’Onu per celebrare (forse un po’ in anticipo) la vittoria contro la dittatura di Muammar Gheddafi ha ringraziato i Paesi alleati: “La missione alleata proseguirà fino a quando la popolazione libica sarà minacciata” ha affermato Barack Obama riferendosi al prolungamento delle operazioni della Nato per atri tre mesi, cioè fino a Natale.
Il presidente ha poi espresso un grazie agli “alleati europei, specialmente il Regno Unito, la Francia, la Danimarca e la Norvegia, che hanno condotto la maggior parte degli attacchi aerei” senza mai citare l’Italia. Come nel caso dei media e dei governi di Francia e Gran Bretagna è evidente che non si tratta di casualità né di dimenticanze in buona fede ma di una strategia tesa a tagliare fuori l’Italia in termini di presenza e visibilità dal palcoscenico internazionale sul quale si giocherà la partita delle aree d’influenza nella nuova Libia.
Non c’è bisogno di soffrire di manie di persecuzione per notare quanti cerchino, anche sgomitando, di ritagliarsi un posto al sole in Libia a spese degli interessi italiani. Persino il premier turco Recep Tayyip Erdogan, parlando in piazza a Tripoli nei giorni scorsi, non ha trovato di meglio che esaltare la memoria di Omar el-Mokhtar, capo della rivolta contro il colonialismo italiano. Ovviamente si è ben guardato dal ricordare Ahmed Karamanli che nel 1711 guidò la rivolta che staccò la Libia dall’Impero Ottomano.
Un gioco sporco attuato dai quegli stessi alleati e partner (meglio definirli rivali o competitor) che hanno sostenuto e forse scatenato la rivolta libica per mettere le mani sulle risorse e il mercato di Tripoli a spese dell’Italia. E’ possibile che Obama si ricordi di Paesi che hanno inviato sulla Libia quattro aerei ciascuno (la Norvegia poi si è ritirata dalla guerra a fine luglio) dimenticando il terzo contributore del conflitto?
Quell’Italia che schiera 16 aerei nell’Operazione Unified Protector per tre quarti da combattimento e che ha messo in campo una mezza dozzina di navi inclusa la portaerei Garibaldi. Soprattutto quell’Italia che con le sue basi aeree ha reso possibili le operazioni contro Gheddafi. E’ credibile che lo staff di Obama che redige o comunque vede i suoi discorsi si sia dimenticato delle duemila sortite e 600 bombe e missili dei nostri jet? Con un po’ d’ironia va rilevato che non è poi così difficile dimenticare il ruolo militare ricoperto dall’Italia, avvolto nell’ombra dal Ministero della Difesa stesso che ha posto la più rigida censura su tutte le notizie riguardanti le operazioni belliche italiane, sulle armi impiegate e gli obiettivi distrutti.
A far rientrare la mini-crisi con gli alleati hanno contribuito giovedì i ringraziamenti al governo italiano del generale Charles Bouchard, a capo delle operazioni della Nato, e le dichiarazioni del Segretario di Stato americano Hillary Clinton, che in un colloquio con il ministro degli Esteri Franco Frattini, a New York, ha confermato “l’altissimo riconoscimento da parte americana per il ruolo diplomatico, militare e assistenziale svolto finora dall’Italia in Libia”.
Obama quindi non avrebbe citato l’Italia a causa di una “omissione tecnica”. La solita aria fritta che sembra però rivestire tanta importanza per Roma, afflitta dal complesso di piacere agli americani più che dal dovere di difendere i nostri interessi nazionali anche dagli statunitensi.
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Gianandrea Gaiani, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige Analisi Difesa, collabora con i quotidiani Il Sole 24 Ore, Il Foglio e Libero ed è opinionista del Giornale Radio RAI e Radio Capital. Ha scritto Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane
- Martedì 27 Settembre 2011


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Il 27 Settembre 2011 alle 13:13 Guerra in Libia: se anche Obama snobba l’Italia – L’ANALISI | Notizie Più ha scritto:
[...] reading here: Guerra in Libia: se anche Obama snobba l’Italia – L’ANALISI Segnala presso: Articoli CorrelatiLa strana vicenda delle armi russe per i croati finite ai [...]
Il 27 Settembre 2011 alle 20:35 fsl ha scritto:
non è da escludere che con la sua omissione, il presidente abbia voluto evitare “imbarazzi” al suo prezioso e fidato alleato, già messo così sotto pressione!
Che poi si passi sotto silenzio anche l’impegno dei nostri militari, ma sì, tanto siamo brava gente!
Anche negli USA sanno che non ci teniamo ad apparire come guerrafondai!
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