Con i suoi 27 milioni di abitanti, l’Arabia Saudita è un Paese pieno di contraddizioni: le donne non possono guidare ma 45 mila saudite hanno ottenuto la patente (all’estero) e il 40% delle automobili sono acquistate dalle donne. Inoltre, nel regno un terzo della manodopera è straniera e 1,2 milioni di uomini sono “importati” dall’estero per fare da autisti alle donne (le proprietarie delle autovetture). Al tempo stesso, nel regno ci sono però due milioni di uomini senza lavoro che chiedono allo Stato i sussidi di disoccupazione ma non si abbasserebbero mai a fare gli autisti.
Sempre a proposito di contraddizioni, si racconta che in Arabia Saudita re Abdallah sia amato dalle donne per i tentativi che sta facendo allo scopo di rompere la segregazione femminile: ha aperto l’università di Jeddah anche alle donne e nominato una saudita vice-ministro per l’istruzione femminile (è l’unica carica governativa, di un certo rilievo, concessa a una donna).
In questi mesi alcune delle mosse del re sono motivate dalle rivolte arabe di cui si teme l’effetto domino. Proprio per questo, re Abdallah ha distribuito incentivi in denaro (la bellezza di cento miliardi di dollari) ai giovani e domenica scorsa ha concesso il diritto di voto alle donne.
In realtà il diritto di voto diventerà effettivo soltanto tra quattro anni, nel 2015, e quindi non in occasione delle elezioni municipali del 29 settembre. E un giorno le donne potranno persino diventare membri del Consiglio, noto come Shura.
La notizia del diritto di voto alle donne era, in sé, già contraddittoria: le saudite sono minorenni a vita e non possono uscire di casa senza il consenso del loro guardiano, che quindi ha l’ultima parola anche sull’esercizio del diritto di voto. Inoltre, che senso ha votare nelle municipali ed essere elette nella Shura, se poi a decidere tutto sono il sovrano e il suo entourage?
Ma la notizia che fa accapponare la pelle è un’altra: un giorno le saudite potranno votare, ma per ora di guidare l’automobile non se ne parla proprio, anche se la patente è stata acquisita all’estero. E le donne che mesi fa avevano sfidato il divieto saranno condannate alla fustigazione, per la precisione a dieci frustate.
È questa la condanna, inflitta da un tribunale saudita, a Shema, colpevole di essere stata colta in flagrante – lo scorso luglio - mentre guidava l’automobile nella città di Jeddah.
Lei e altre due signore, al momento sotto processo, sono tra le tante che si erano messe al volante per fare pressione affinché la monarchia saudita cambiasse la legge. Che in realtà non è - tecnicamente - una legge ma un’opinione del clero sunnita ultraconservatore.
Secondo l’organizzazione saudita Women2drive, che lotta affinché si possa ottenere il diritto di mettersi al volante, Shema avrebbe già depositato l’appello.
Tenuto conto di quello che sta accadendo nel mondo arabo, sarebbe ora di concentrare gli sforzi (anche mediatici) sulle violazioni dei diritti umani in Arabia Saudita. Un Paese che, in virtù dell’alleanza con l’Occidente, in questi anni ha fatto tante promesse, mancate.
Nel 2009, per esempio, Riyadh aveva promesso allo Human Rights Council delle Nazioni Unite che avrebbe abolito il sistema secondo cui le donne hanno bisogno della tutela di un guardiano. Ma non lo ha fatto. E sono sempre il padre, il fratello, il marito (o il figlio) a decidere le sorti di una donna. Che spesso – ironia della sorte – ha un livello di istruzione più alto dei suoi parenti di sesso maschile.
—
Farian Sabahi, docente presso l’Università di Torino e giornalista specializzata, è autrice dei saggi “Storia dell’Iran” e “Storia dello Yemen”, pubblicati entrambi da Bruno Mondadori. Scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere
- Mercoledì 28 Settembre 2011


LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.